Massimo Mastrorillo racconta l'Aquila post sisma attraverso la fotografia

Qui è rimasto tutto com’è stato lasciato sei anni fa. La muffa che inevitabilmente si crea all’abbandono per l’umidità è entrata anche nei materassi e nei tappeti. Questo odore ricorda inevitabilmente la morte delle radici, del legame con la terra, di quello che rappresenta il quotidiano e che oggi non c’è più…” - Massimo Mastrorillo

Sembra che il centro Italia sia ormai spaccato a metà, la terra trema dal 2009 facendo rimanere tutti un po' più svegli. 

Massimo Mastrorillo

Tra i tanti giornalisti, persone illustri, artisti che si sono interessati alle popolazioni colpite dal sisma c’è Massimo Mastrorillo, fotografo italiano impegnato da sempre in documentari fotografici che lo portano lontano, dal Mozambico alla Turchia.

Il 6 aprile 2009 il terremoto rompe la quotidianità dei cittadini dell’Aquila, condannandoli ancora oggi a vivere in un limbo fatto di macerie e grandi speranze. Nel 2011 Mastrorillo decide di documentare il dramma della città attraverso l’istallazione di fotografie su transenne, spazi pubblicitari e muri nella così detta “zona rossa”, l’area della città che ha riportato ingenti danni dopo il sisma. La manifestazione prende il nome di "Temporary? Landscapes" e trasforma L’Aquila in uno spazio espositivo a cielo aperto, denunciando lo stato di emergenza del territorio attraverso i suoi scatti.

Foto di Massimo Mastrorillo

Nel 2015 Massimo Mastrorillo allestisce una nuova mostra a Milano dal titolo Aliqual, un viaggio nella città dell’Aquila post-sisma con fotografie che riproducono sedie accatastate, vetri infranti, frammenti di muro, tutti oggetti ritrovati durante la visita del fotografo nelle abitazioni crollate, nelle chiese abbandonate e tra le strade deserte. Il nome L’Aquila si scompone in Aliqual, come la città si è scomposta dopo il sisma e, se la fotografia ha il potere di fermare il tempo, anche il terremoto è in grado di farlo e Mastrorillo ce lo dimostra attraverso questi scatti dal carattere onirico. I segni del terremoto sembrano tanto irreali da trasportare lo spettatore in una dimensione surreale, come in un incubo fatto di caos e angoscia.

Foto di Massimo Mastrorillo

Lo scorso anno il centro Italia è stato nuovamente teatro di una nuova catastrofe, il terremoto del 24 agosto 2016 ha aperto una nuova stagione sismica che ha messo in ginocchio diverse località italiane.

Così Aliqual arriva anche a Roma nel gennaio 2017, ricordando ancora una volta gli eventi drammatici che hanno segnato il territorio aquilano e che tutt’oggi segnano il nostro paese.

Avevo in mente di scrivere questo articolo da diverse settimane e pochi giorni fa ho avuto il tempo di buttare giù qualche idea. Dopo poche righe ho ricordato la data del sisma e casualmente mi sono ritrovata a scrivere ciò 8 anni dopo. Massimo Mastrorillo è solo uno dei tanti che cerca di ordinare le macerie per colmare il vuoto rimasto all’Aquila, dove il tempo sembra purtroppo essersi fermato e la speranza che tutto torni come prima è sempre più lontana.



Federica Girardi
facebook.com/federicagirardiphoto

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