I sobborghi di Barcellona raccontati dal fotografo Joan Colom

Barcellona ti entra nel sangue e ti ruba l’anima

Così sostiene lo scrittore spagnolo Carlos Ruiz Zafón e io partirò da questa piccola citazione non solo per ricordare il sole e il profumo di Barcellona, ma anche per ripercorrere la storia di Joan Colom, fotografo spagnolo attivo tra gli anni ’50 e ’60 che perdendosi nel Barrio Chino trovò la sua fortuna.


Joan Colom nasce a Barcellona nel 1921 dove lavora come contabile e studia da autodidatta la fotografia. Nel 1958 realizza la sua prima serie fotografica del Barrio Chino della città (attuale Raval). Il fotografo esplora il quartiere ogni fine settimana quando riesce a prendersi delle pause dal lavoro e a concedersi del tempo libero durante il quale immortala la vita quotidiana di quelle strade piene di prostitute, ladri, ubriachi, bambini e persone di malaffare. Nei suoi scatti clandestini i personaggi del Barrio esprimono la loro vitalità attraverso gesti comuni e scabrosi che, grazie al bianco e nero, acquistano una inaspettata poesia.


La fotografia di Joan Colom descrive in modo realistico e passionale la vita dei sobborghi di Barcellona rimasta inesplorata e nascosta fino al suo arrivo. Grazie alla pubblicazione delle sue foto in serie (prerogativa che lo distinguerà dai fotografi a lui contemporanei) acquista subito grande fama non solo sullo scenario spagnolo, ma anche nel resto d’Europa in particolar modo in Francia, Italia e Germania, ricevendo numerosi riconoscimenti tra i quali ricordiamo il Premio Nacionàl de Fotografìa nel 2002.

Eppure le fotografie di Colom sono molto più di ciò che ho appena raccontato. In un’epoca in cui la dittatura franchista condizionava la morale spagnola, Joan trova il coraggio di rubare qualche scatto a scene abitudinarie che vedevano rispettabili cittadini frequentare il Barrio Chino in cerca di donne dalle curve vertiginose, anch'esse immortalate. I suoi scatti rappresentano dunque una testimonianza storica e sociale, mostrano un taglio fotografico atipico per l’epoca: Colom scattando in totale segretezza, sia per nascondere la sua macchina fotografica sia per non rivelare l’identità delle persone, ritrae i suoi soggetti dalla vita in giù mostrando raramente i volti.


Oggi Barrio Chino è conosciuto come El Raval, un quartiere multietnico a pochi passi dalla Rambla, cuore della movida di Barcellona. Dagli anni 2000 le strade hanno assistito ad una vera e propria riqualificazione: prostitute e palazzi fatiscenti hanno lasciato spazio ad alberghi turistici, ben lontani dalla vita che incuriosì Colom anni prima.

Vivendo in una grande città apprezzo chi coglie la vitalità del quotidiano attraverso la fotografia.

Con gli anni il paesaggio metropolitano cambia e – grazie al cielo! – le foto ci ricordano luoghi ormai perduti. Forse come me anche Joan Colom si è ritrovato a passeggiare nella Boqueria, il mercato più grande e famoso della Spagna, che oggi sorge proprio nel tanto temuto Barrio Chino.

Federica Girardi

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