Breve storia della fotografia di ritratto

Questo articolo fa parte della rubrica: La Storia della Fotografia da Aristotele ai giorni nostri

Nessun genere si sviluppò ed ebbe successo in fotografia quanto il ritratto. Nonostante tutte le innovazioni che si sono sviluppate sin dal suo inizio, la fotografia ha continuato ad essere associata alla rappresentazione delle persone. In "A Short History of Photography" (1931) Walter Benjamin scrive "La rinuncia alla figura umana è la più difficile di tutte le cose per la fotografia".

Data questa possibilità del mezzo fotografico di ritrarre le persone, forse non è un caso che la fotografia si è spesso associata agli ideali democratici. È diventato un luogo comune dire, parlando di storia della fotografia, che la sua invenzione è stata coincidente con un aumento della visibilità culturale e politica della classe media. La fotografia ha soddisfatto il desiderio di ritratti che una volta erano appannaggio dei ricchi e degli aristocratici.

I ritratti fotografici sono un aspetto così centrale e ben incorporato nella cultura visiva contemporanea che spesso passano inosservati. Il ritratto fornisce la struttura visiva su cui è costruita la narrazione della propria identità. Carte d'identità, foto ricordo, foto di nozze ecc... solo per citare alcune delle immagini che fanno da cornice all'individuo.

Il ritratto ha una lunga storia, prima dell'avvento della fotografia veniva effettuato tramite il dipinto. Forme di ritrattistica esistevano anche nell'antichità, ma l'immagine che molti comunemente intendono come un ritratto è una rappresentazione realistica di una persona frontalmente posta in cui sono riconoscibili i tratti del viso e le sue espressioni, questo concetto di ritratto è un'eredità del Rinascimento europeo, che ha celebrato il singolo e perfezionato la rappresentazione della prospettiva e della tridimensionalità.

Il primo ritratto fotografico della storia, Robert Cornelius, 1839

La prima foto di ritratto della storia (considerato anche il primo autoritratto) è stata scattata nel 1839 da Robert Cornelius. Un ritratto frontale col soggetto che guarda verso un punto laterale, l'opposto rispetto ai ritratti nei dipinti classici.

Autoritratto in posa da annegato - Hippolyte Bayard, 1840

Quello di Hippolyte Bayard è considerata la prima bufala fotografica della storia, questa foto è stata scattata nel 1840. All'epoca Sia Bayard che Louis Daguerre erano in conflitto per rivendicare il titolo di "padre della fotografia". Bayard allegò alla foto la seguente lettera "Questo che vedete è il cadavere di M. Bayard, inventore del procedimento che avete appena conosciuto. Per quel che so, questo infaticabile ricercatore è stato occupato per circa tre anni con la sua scoperta. Il governo, che ha fatto anche troppo per il signor Daguerre, ha detto di non poter far nulla per il signor Bayard, che si è gettato in acqua per la disperazione. Oh, umana incostanza! È stato all'obitorio per diversi giorni e nessuno è venuto a riconoscerlo o a reclamarlo. Signore e signori, passate avanti, per non offendervi l'olfatto, avrete infatti notato che il viso e le mani di questo signore cominciano a decomporsi".

Anche se la fotografia di ritratto ha chiaramente preso in prestito dal repertorio della pittura, ha anche sviluppato i propri percorsi visivi grazie alla sperimentazione da parte dei fotografi e all'evoluzione tecnologica del mezzo fotografico.

Il biologo Emil Racovitza - Louis Marie Auguste Boutan, 1899

Un esempio della velocità con cui si evolve il mezzo fotografico è dato dalla foto di Boutan, considerato il primo foto ritratto subacqueo della storia. Nel 1893 Louis Marie Auguste Boutan inventò la prima macchina fotografica subacquea, si pensa che questa foto risalga al 1899 perché intorno a questo periodo sviluppò un flash subacqueo. Potete approfondire la storia di questa fotografia al seguente articolo: La prima foto di ritratto subacquea al mondo, scattata nel 1899.

Fotografia del presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln - Mathew Brady, 1862.

Mathew Brady e Nadar, due figure del XIX secolo, pionieri della fotografia di ritratto rispettivamente in America e in Francia, il loro lavoro suggerisce che la fotografia ritrattistica si presta alla creazione di archivi, facendo assumere uno scopo documentario non previsto dal fotografo stesso per le sue foto.

Soldato tedesco, 1940. (August Sander, Die Photographische Sammlung/SK Stiftung Kultur – August Sander Archiv)

Questa tendenza è esemplificata dal lavoro del fotografo tedesco August Sander, per lui il ritratto fotografico è diventato uno strumento per vedere, studiare e documentare come l'individuo è modellato dalla società e collocato all'interno della cultura e della storia.

Muratore, 1928. (August Sander, Die Photographische Sammlung/SK Stiftung Kultur – August Sander Archiv)

Nel suoi progetti fotografici inerenti il ritratto: Anlitz der Zeit (The Feature of Time, 1929) e Menschen des 20. Jahrhunderts (People of the Twentieth Century) - che non è stato completato a causa della nascita del Terzo Reich di Hitler - Sander ha cercato di delineare il contorno visivo dell'ordine sociale della Germania di Weimar.

I ritratti austeri di Sander raffigurano gli individui, ma la loro individualità è secondaria alla sua attenzione rispetto alla loro identità sociale. Infatti Sander non ha mai riportato i nomi dei soggetti ritratti ma solo la loro occupazione o ruolo sociale.

Ogni suo ritratto è distinto, ma le foto di di Sander seguono la logica del confronto, i meccanismi di gerarchie sociali diventano evidenti nelle differenze e somiglianze tra le immagini, soprattutto in abbigliamento, postura e disposizione dei soggetti.

Foto di Alfred Stieglitz

Nei circoli di Alfred Stieglitz, i fotografi realizzavano ritratti l'uno dell'altro per costruire un'immagine di ricerca collettiva e di affinità. I grigi crepuscolo e i toni artigianali dei ritratti pittorialisti di Stieglitz e di Edward Steichen servivano ad elevare la fotografia a forma d'arte. La fotografia venne spesso paragonata con disprezzo a semplice strumento di riproduzione della realtà, a causa del procedimento meccanico e automatico richiesto per la produzione delle immagini. 

Lo scopo dei pittorialisti alla fine de XIX secolo fu quello di apportare la manualità e il senso estetico necessario per rendere la fotografia un'opera comparabile a quella delle arti maggiori. I fotografi che parteciparono a questo movimento utilizzarono le tecniche e i processi che più rendevano l'immagine simile ad un disegno, adoperando la stampa alla gomma bicromata o al bromolio, gli obiettivi soft-focus o la stampa combinata di più negativi su un unico positivo.

Edward Steichen - Autoritratto, 1901.

Per questi motivi, il processo preferito dei primi pittorialisti fu quello della calotipia, dove la superficie irregolare del supporto cartaceo rendeva confusi i dettagli. Spesso gli stessi pittorialisti provenivano da esperienze di pittura o scultura e convertivano le regole delle arti alla pratica fotografica. Influenzati dal movimento dell'impressionismo, i pittorialisti abbandonarono lo studio in favore degli spazi aperti, per meglio catturare lo spirito e la luce della natura.

Edward Steichen - Gloria Swanson (1924)

Anche altri fotografi appartenenti a forme altamente sperimentali di fotografia negli anni 1920 e 1930, come Man Ray, Florence Henri, Maurice Tabard, e Jaromir Funke fecero numerosi ritratti.

Man Ray - Kiki de Montparnasse

Man Ray ha fotografato figure chiave tra le avanguardie europee cercando di testare la gamma espressiva del ritratto. Il più famoso tra i suoi ritratti è quello fatto all'alter ego femminile di Marcel Duchamp, Rrose Selavy. In questi ritratti, Duchamp si presenta come una modella di moda; indossa un cappello decorato con un disegno geometrico in bianco e nero, le sue mani aggraziate e le dita inanellate sono elegantemente in bilico intorno al collo, il quale è coperto con una pelliccia per attirare l'attenzione sulle labbra, gli occhi sono truccati. Simile nello spirito agli autoritratti del surrealista Claude Cahun. Consiglio di approfondire l'argomento leggendo il seguente articolo: Man Ray e Marcel Duchamp, la fotografia come opera d'arte.

Rrose Sélavy, foto di Man Ray, 1923.

In Europa le condizioni sociali erano profondamente differenti rispetto all'America, inoltre i governi non avevano interesse nell'uso della fotografia, perciò la fotografia che più si sviluppa è la fotografia d’autore, a tal proposito consiglio la lettura di questo articolo: La fotografia d’autore e il rapporto con le avanguardie artistiche.

MEXICO. Mexico City. Prostituées. Calle Cuauhtemoctzin. - Henri Cartier-Bresson, 1934.

Come già accennato la fotografia di ritratto in  America era esplicitamente meno sperimentale e più votata alla rappresentazione dell'attualità.

Jacob Riis - Bandit's Roost (New York, 1888)

La necessità di rappresentare la realtà della sofferenza umana è presente fin dai primi anni del secolo. Jacob Riis, che ha iniziato come reporter per la polizia, ha fotografato gli immigrati che vivevano nelle case popolari di New York, con l'obiettivo esplicito di migliorare le loro condizioni di vita cercando di fare un'opera di sensibilizzazione che portasse verso politiche sociali più progressiste.

"La fotografia non sa mentire, ma i bugiardi sanno fotografare". - Lewis Hine.

Una generazione più tardi, Lewis Hine ha iniziato la sua attività di fotografo sociale fotografando gli immigrati che arrivavano a Ellis Island. Nel 1908, Hine iniziò a lavorare per il National Labor Committee documentando il pericoloso lavoro minorile.

Spinner, Whitnel Cotton Mill, North Carolina - Lewis Hine, 1908

Bambino al lavoro in una vetreria. Indiana - Lewis Hine, 1908

Sia Riis che Hine hanno creato fotografie di persone che rivelano il loro posto all'interno di condizioni sociali, storiche ed economiche.

Influenzato dalla coscienza sociale di Hine e dal modernismo romantico di Stieglitz, l'opera di Paul Strand è meglio conosciuta come un adempimento alla "straight photography". Con la sua attenzione all'austerità fatta di forme astratte Strand ha creato alcuni dei ritratti più conosciuti e interessanti del secolo, quali: Blind (1916) e Washington Square Park (1917).

Paul Strand - Blind, 1916.

Paul Strand - Washington Square Park, 1917.

"Documentaria è la fotografia della polizia scattata sul posto di un delitto. Quello è un documento. Vedi bene che l’arte è senza utilità, mentre un documento ha un’utilità. Per questo l’arte non è mai un documento, ma può adottarne lo stile. È quello che faccio io" - Walker Evans.

Il ritratto era una parte importante, ma implicita dei progetti documentaristici commissionati dalla Farm Security Administration nel 1930. In Let Us Now Praise Famous Men (1936), Walker Evans è riuscito a documentare la vita dei mezzadri poveri durante la Grande Depressione.

Floyd Burroughs, mezzadro dell'Alabama sotto il portico con i suoi vicini. Foto di Walker Evans, 1936.

Walker Evans - Annie Mae Burroughs, Hale County, Alabama, 1936

In un altro dei ritratti più famosi del secolo "Annie Mae Burroughs" Evans ha creato un design sottile ma convincente, le forme e le linee del soggetto sembrano risuonare con le assi di legno alle sue spalle.

Walker Evans, Penny picture displays, Birmingham, Alabama, 1936

La sua foto iconica "Penny picture displays" è composta da un totale di 225 ritratti, nel complesso ci sono più di un centinaio di uomini, donne e bambini: una comunità. Evans ha esplorato gli Stati Uniti del 1930 con l'occhio disinteressato di un archeologo che studia una civiltà antica. La foto potrebbe essere interpretata come una celebrazione di democrazia o come una condanna di conformità. Evans non si sbilancia su nessuna delle due interpretazioni.

Migrant mother - Dorothea Lange, 1936

Migrant Mother di Dorothea Lange è un ritratto ma è anche una fotografia documentaristica, ed è sicuramente un capolavoro del tempo diventato icona della Grande Depressione. Questa foto ci porta quindi ad un'altra tematica che è quella della classificazione delle foto, la quale viene approfondita nel seguente articolo: Il ritratto fotografico e la classificazione delle fotografie.

Aristide Briand indica Salomon e urla: "Eccolo! Il re degli indiscreti!"

Erich Salomon, conosciuto anche come "Il re degli indiscreti", è considerato uno dei pionieri del fotogiornalismo. Ha fotografato i potenti ed i personaggi pubblici del suo tempo.

Erich Salomon, il ministro degli Esteri tedesco Gustav Stresemann in viaggio per Parigi per la firma del patto Briand-Kellogg 1928.

Questa foto è considerata la prima paparazzata della storia della fotografia, la persona ritratta è Stresemann, l’allora ministro degli esteri tedesco in viaggio per i negoziati del Patto Briand-Kellogg.

Margaret Bourke-White. Gandhi, 1946

Le immagini di Margaret Bourke-White sono la dimostrazione della sintesi che Life chiedeva ai suoi fotografi: dare corpo alle parole attraverso le immagini.

In questo ritratto diventato iconico del Mahatma Gandhi, sottolinea il significato dell'arcolaio, simbolo dell'indipendenza indiana, collocandolo in primo piano e facendone l'elemento dominante.

Diane Arbus - Identical Twins, Roselle, New Jersey (1967)

"Credo davvero che ci siano cose che nessuno riesce a vedere prima che vengano fotografate". - Diane Arbus.

Diane Arbus non esprime alcun giudizio filosofico attraverso i suoi scatti, bensì si limita a documentare le sfumature emozionali del mondo circostante, esplicitando la descrizione psicologica del soggetto, in quanto rappresentato generalmente nella sua realtà privata. La Arbus preferiva stringere rapporti intimi e personali con le persone che ritraeva.

Stanley Kubrick, ammiratore dell'opera di Diane Arbus, le diede omaggio nella realizzazione della celebre sequenza del film Shining in cui Danny, percorrendo i corridoi dell'Overlook Hotel, si imbatte nelle gemelle Grady. La posa delle gemelle e la composizione dell'inquadratura sono infatti elementi che richiamano questa foto.

Korda, (Alberto Diaz Gutierrez), “Guerrillero Heroico”, 1960

Un foto ritratto diventato simbolo di lotta e di un intero periodo storico.

La foto di Che Guevara scattata dal fotografo Alberto Díaz Gutiérrez, detto Korda, con una Leica, all’Avana, nel 1960, in occasione della commemorazione delle vittime dell’attentato alla nave "La Coubre". 

La foto però fu pubblicata molto più tardi, nel 1967, dopo la morte del Che, dall’editore italiano Feltrinelli, che la usò tagliando via le persone e gli elementi di disturbo per la copertina del Diario del Che in Bolivia e per i famosi poster del Che. Peraltro si narra che Korda regalò la foto a Feltrinelli e che non ricavò neanche un centesimo da una delle foto più famose di tutti i tempi!

Dovima with Elephants - Richard Avedon, 1955

Dovima with Elephants - Richard Avedon, 1955

Una foto iconica nel campo della fotografia di moda, realizzata da Richard Avedon nel 1955. Si può dire che il termine "top model" è stato coniato appositamente per Dovima poiché raggiunse lo stato di supermodella prima ancora che il termine divenisse di uso comune, in quanto era considerata la modella più pagata dell'epoca. L'immagine qui sopra, "Dovima with Elephants" è stata scattata da Avedon al Cirque d'Hiver di Parigi, nel mese di agosto del 1955. L'abito è stato il primo abito da sera disegnato per Christian Dior dal suo nuovo assistente Yves Saint-Laurent.

The Ballad of Sexual Dependency - Nan Goldin

La fotografia di ritratto è un aspetto prevalente della fotografia d'arte contemporanea, in particolare quando si trattano temi di politica inerenti il razzismo, la sfera sessuale e di classe sociale. Nel 1980, gli artisti collocarono il ritratto in un campo culturale e psichico delimitato da due intenzioni: mettere in luce le diverse forze sociali che hanno un'incidenza sulla costruzione dell'identità e promulgare le possibilità sovversive della rappresentazione.

Un esempio è il lavoro di Nan Goldin "The Ballad of Sexual Dependency" pubblicato la prima volta nel 1986, una sorta di diario visivo che racconta le lotte per l'intimità e la comprensione tra i suoi amici ed amanti, che lei stessa descrive come "la sua tribù". Il suo libro fotografico divenne ben presto il canto del cigno per un'epoca che ha raggiunto il suo picco nei primi anni del 1980. L'influenza di questo lavoro sulle arti visive lo rende un classico della fotografia contemporanea.

Cindy Sherman, Untitled #147, 1985.

Tra la fine del 1980 e l'inizio del 1990 Cindy Sherman continuò la sua ricerca nel campo degli auto-ritratti fotografando se stessa all'interno di costumi sgargianti, utilizzando protesi, parrucche e un tipo di trucco molto pesante. I suoi lavori sono spesso senza titolo per non impostare un linguaggio descrittivo alle sue immagini, lasciando lo spettatore libero di immaginare una storia e un possibile titolo.

Bill Brandt - René Magritte

Gli autoritratti sono diventati quasi una regola per ogni artista e fotografo, ma c'è un altro interessante "gioco" molto diffuso in campo artistico, fare i ritratti gli uni degli altri, fotografi che ritraggono scrittori, artisti che ritraggono fotografi e vice versa. Robert Mapplethorpe ha ritratto Warhol. Warhol ha fotografato Marylin. Leibovitz a Iggy Pop. Mapplethorpe ha ritratto Leibovitz che ha ritratto Mapplethorpe. Avedon ha fotografato Liz taylor e Barbara Streisand. Leibovitz ha fotografato Sontag e Burroughs. Cartier-Bresson ha fotografato Camus. Cecil Beaton ha fotografato Jean Cocteau e Jean Cocteau a Beaton ecc.. Un non stop di artisti che fotografano altri artisti.

Lorna Simpson, Stereo Styles, 1988

Lorna Simpson. artista e fotografa afro-americana che ha iniziato la sua attività negli anni '80, con i suoi scatti ha esplorato le divisioni etniche. Il suo lavoro spesso ritrae le donne di colore in combinazione con un testo, per esprimere la relazione della società contemporanea con la razza, l’etnia e il sesso.

Afghan Girl - Steve McCurry, 1984

Concludo questa breve storia del ritratto con la foto di Sharbat Gula, meglio conosciuta come "Afghan Girl", una fotografia di Steve McCurry scattata nel 1984. Il suo sguardo sulla copertina del National Geographic divenne il simbolo della condizione dei profughi. È considerata la foto più famosa al mondo.

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