L'arte dell'appropriazione in fotografia

Questo articolo fa parte della rubrica: La Storia della Fotografia dal Aristotele a oggi

L'arte dell'appropriazione è diventata una delle strategie più provocatorie utilizzate dagli artisti durante gli anni '80. Il mezzo fotografico è stato parte integrante di questo metodo come lo strumento più efficace per consentire agli artisti di entrare in possesso delle immagini esistenti.

I nomi più importanti dell'arte di appopriazione per tutto il XX secolo fuorono: l'avanguardia francese Marcel Duchamp nell'esposizione "ready-made", come la sua opera intitolata "Fountain" nel 1913, i collage dadaisti e i fotomontaggi di Kurt Schwitters, Robert Rauschenberg usava oggetti e addirittura animali impagliati nei suoi "Combine paintings" alla fine del 1950, dagli anni '60 abbiamo i movimenti della Pop Art e Fluxus, in cui frequentemente nelle opere d'arte venivano incorporate immagini commerciali, le serigrafie di Andy Warhol raffiguranti rappresentazioni multiple di lattine di zuppa Campbell, bottiglie di Coca-Cola e personalità di Hollywood come Marilyn Monroe divennero un punto di riferimento per le generazioni future di professionisti dell'appropriazione, un esempio è lo scultore americano Jeff Koons.

Andy Warhol - Marilyn Monroe, Serigrafie, 1967.

Robert Rauschenberg

Kurt Schwitters

Tra gli artisti più importanti emergevano sulla scia dell'arte di appropriazione Jack Goldstein, Louise Lawler, Sherrie Levine, Richard Prince e Cindy Sherman. Ognuno di questi artisti utilizzava tecniche fotografiche tali da ampliare la definizione di fine art fotografica.

Jack Goldstein ha ri-presentato spezzoni di film brevi, come il "MGM lion’s roar" mostrato su un ciclo continuo (visibile nel video in basso).



Richard Prince ha preso l'immagine del cowboy da uno spot della Marlboro.

A sinistra la pubblicità della Marlboro, a destra l'opera di Richard Prince, un semplice ritaglio dall'immagine originale.

Richard Prince recentemente è tornato a far parlare di se perché alla sua mostra dal titolo "New Portraits", alla Gagosian Gallery di New York (effettuata da settembre a ottobre 2014), ha esposto 38 ritratti presi dal suo feed di Instagram senza prima chiedere il permesso dagli autori delle opere, più dettagli su questa vicenda potete trovarli a questo link: L'artista che vende le foto "rubate" da Instagram a peso d'oro.


La fotografa Sherrie Levine ha criticato il mito del grande capolavoro modernista, attraverso il suo progetto ri-fotografico di opere come la serie intitolata "After Walker Evans".


Louise Lawler collaborò nella fase iniziale con Levine, divenne nota per le sue fotografie di opere d'arte in cui vengono visualizzati istituzioni pubbliche e abitazioni private.

Cindy Sherman - Untitled Film Still #21 - 1978

Cindy Sherman non si appropriò di immagini in quanto tali, ma imitò il look generale dei film di Hollywood anni '50 e '60, nella sua serie "Untitled Film Stills".

Artisti come Levine trovarono sostegno negli scritti di critici di Douglas Crimp e Hal Foster.

Crimp, nelle sue osservazioni come curatore nel 1977 dell'esposizione intitolata "Pictures" ha dichiarato "Questi processi di citazione, selezione, inquadratura e messa in scena costituiscono le strategie del lavoro che rendono necessario scoprire gli strati della rappresentazione... sotto ogni immagine c'è sempre un'altra immagine" nel frattempo Foster nella sua analisi di appropriazione ha commentato che "questo cambiamento, in pratica, comporta uno spostamento di posizione: l'artista diventa un manipolatore di segni più che un produttore di oggetti d'arte, lo spettatore diventa un lettore attivo di messaggi piuttosto che un contemplatore passivo dell'estetico o un consumatore dello spettacolo".

Pittori come Julian Schnabel e David Salle ebbero il forte sostegno del mercato ma furono ricevuti freddamente da quei critici in gran parte indifferenti ad un "ritorno alla pittura" spesso percepita come acritico e guidata dal mercato. Schnabel guadagnò fama inizialmente per l'applicazione di stoviglie in frantumi su tela coperta parzialmente da spessi strati di pigmento, ha anche fatto riferimento ad artisti come Caravaggio a Warhol, altre sue opere si basarono fortemente sulla fotografia.

David Salle

Nei suoi quadri Salle incorporò sia le proprie fotografie che quelle altrui, spaziavano dall'arte storica al pornografico.

Jean-Michel Basquiat ha anche combinato il suo disegno spontaneo ed esuberante con elementi foto-serigrafati presi in prestito da altre fonti.

Jeff Koons - Made in Heaven

Jeff Koons ha abbracciato suo immaginario nel nome di una nuova estetica pseudo-populista, nella sua ricerca per compiacere i suoi collezionisti ha supervisionato la replica di animali imbalsamati, caraffe di liquori ed ha posato per le foto utilizzando i linguaggi della pubblicità e della pornografia hardcore.

Komar e Melamid

Sigmar Polke, Girlfriends II, 1967

Museum Morsbroich: Gerhardt Richter "Uebermalte Fotografien" - 21.2.91

Sigmar Polke, Gerhard Richter e il duo di emigrati Russi Komar e Melamid risposero al loro specifico clima culturale. Polke e Richter, entrambi cresciuti nella ex Repubblica democratica tedesca, Germania Est, crearono opere a metà degli anni '60 sotto il titolo "Capitalist Realism" ed entrambi sperimentarono a lungo con la fotografia. Polke manipolava e distorceva le sue fotografie e le incorporava nelle sue grandi tele, senza senso, mentre Richter fece dipinti squisitamente raffiguranti la famiglia con fotografie trovate. Komar e Melamid nella loro SOTS-Art (corrente artistica che si sviluppa negli anni sessanta in Unione Sovietica) si appropriano e trasformano l'iconografia e gli effetti stilistici del Realismo Socialista, ottenendo risultati esteticamente seducenti e criticamente incisivi.

Barbara Kruger

Barbara Kruger

Barbara Kruger

Barbara Kruger

La critica femminista sottile e complessa evidente nelle opere di Levine, Lawler e Sherman è stata proclamata più audacemente nei fotomontaggi della ex graphic designer Barbara Kruger, che ha mostrato slogan come "Your Body is a Battleground", "It’s a Small World (but not if you have to clean it)", ha presentato le dichiarazioni tipografiche bianche in grassetto impostare in bandiere rosse con sopra immagini di grandi dimensioni. 

Artisti contemporanei degni di nota sono gli americani Dennis Adams e Hans Haacke, il cileno Alfredo Jaar attivista e fotografo sociale, il polacco-canadese Krzysztof Wodiczko che ha ricontestualizzato le immagini documentarie all'interno delle installazioni nelle gallerie, tramite l'uso di light box e proiezioni di diapositive in modo da offrire un commento politico durante l'era Reagan negli anni '80.

Nel 1989 l'artista tedesco Joachim Schmid dichiarò che non avrebbe prodotto nessuna nuova fotografia finché non fossero state utilizzate quelle già esistenti, Schmidt realizzò due opere degne di nota "Bilder von der Straße",  una collezione di fotografie anonime che l’autore ha raccolto nell’arco di 30 anni, e "Other Peolple’s Photographs" realizzato tra il 2008 e il 2011, questa serie di novantasei libri esplora i temi e modelli visivi presentati tutti i giorni dai moderni fotografi amatoriali. Immagini trovate su siti di condivisione foto come Flickr sono stati raccolti e ordinati in modo da formare una libreria fotografica vernacolare contemporanea nell'era della tecnologia digitale. Ogni libro è composto da immagini che si concentrano su un evento fotografico specifico o un'idea, l'approccio è enciclopedico e il numero di volumi è praticamente infinito ma arbitrariamente limitato. La scelta dei temi non è né sistematica né segue eventuali criteri stabiliti, la struttura del progetto rispecchia la pratica multiforme, contraddittoria e caotica della fotografia moderna.

Joachim Schmid - Other People’s Photographs 2008 - 2011

L'appropriazione è diventata uno stile artistico caratteristico degli anni '80, oggi è diventata solo uno di una serie di strumenti postmodernisti ancora attivamente utilizzati dagli artisti contemporanei nel contesto delle opere multidisciplinari. L'ubiquità generale della tecnologia nei primi anni del XXI secolo, e l'uso diffuso della replica digitale nella musica, nella pubblicità e nei film, assicura che la strategia di incorporare immagini prese in prestito continuerà senza sosta nel mondo dell'arte contemporanea.

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