Robert Adams - I grandi maestri della fotografia


Questo articolo fa parte della rubrica: I maestri della fotografia del '900

Il fotografo americano Robert Adams (nato nel 1937) ha documentato l'evoluzione del West americano a partire dalla fine degli anni '60. Le sue fotografie in bianco e nero hanno esplorato il complesso rapporto del genere umano con l'ambiente naturale. Le fotografie di Adams sottolineano la tensione che si trova tra espansione umana e natura.

Robert Adams
Le sue immagini documentano il bisogno di avere una casa, l'inevitabile distruzione della natura per l'espansione occidentale e la resilienza di essa.

In queste fotografie possiamo vedere case in zone periferiche, autostrade desolate, gli scambi autostradali, le spiagge e la gente mentre fa shopping. Le foto di Adams permettono allo spettatore di mettere in discussione il proprio posto e comportamento nella società rapportata alla natura.

Adams ha sempre avuto un grande interesse e amore per la terra, alcuni dei suoi ricordi più cari e belli sono di escursioni con la sua famiglia nel bosco. Nel 1940, Adams cominciò a soffrire di asma. Questo spinse la sua famiglia a trasferirsi prima a Madison, Wisconsin, e poi in Colorado. Mentre cresceva in Colorado nel 1950, Adams continuò ad essere molto attivo in mezzo alla natura, diventando un Eagle Scout, guida e consigliere di campo, inoltre lavorava per il Servizio Forestale degli Stati Uniti.

Le aree naturali che Robert Adams aveva esplorato da giovane sarebbero poi cambiate drasticamente diventando il soggetto della sua fotografia.

All'età di 19 anni, prima di andare al college, la preoccupazione di Adams per le questioni sociali lo portarono a considerare l'idea di diventare ministro, come lo era stato il suo bisnonno nel Midwest. Anche se non seguì questa strada le sue preoccupazioni sociali rimasero evidenti nelle sue fotografie.

Adams continuò a studiare inglese presso l'Università di Redlands in California, laureandosi nel 1959, successivamente ottenne il suo Ph.D. in lingua inglese presso la University of Southern California, che completò nel 1965. Nel 1962, Adams tornò in Colorado per insegnare l'inglese al Colorado College di Colorado Springs. Egli era turbato dai cambiamenti avvenuti durante la sua assenza.

"Sono tornato in Colorado per scoprire che era diventato come la California... I luoghi in cui avevo lavorato, cacciato, scalato ed i fiumi che scorrevano sono stati tutti distrutti, per me la situazione era disperata, come faccio a sopravvivere?".

Durante questo periodo a Colorado Springs, Adams cominciò a scoprire che attraverso la fotografia poteva esprimere ciò che sentiva. Non aveva una grande formazione in fotografia, ma alla fine del 1960 ebbe una rapida evoluzione e scrisse un saggio sul suo lavoro "Nel West americano è possibile la speranza" (titolo originale: In the American West is Hope Possible):

"Così, quando ho la forza di essere onesto, non mi auguro di provare nuovamente la perdita dello spazio che amavo da bambino. La perdita è per me il fatto più difficile da riconoscere nel declino americano. Noi dipendiamo dallo spazio, senza renderci conto che esso ha reso più facile l'essere civili gli uni con gli altri, e che ci ha fatto conoscere la semplice bellezza della luce e quindi del mondo". (Adams nel 1989)



Adams insegnò al Colorado College fino al 1970, quando decise di dedicarsi alla fotografia a tempo pieno. L'incontro con John Szarkowski, direttore del dipartimento di fotografia presso il Museum of Modern Art (MoMA), fu molto importante per la sua precoce carriera nel 1969. Szarkowski acquistò quattro stampe di Adams e lo sostenne nel suo nuovo approccio nel documentare il paesaggio occidentale.

Adams fu incluso in mostre al MoMA nel 1970, 1971 e 1973 e in seguito per tutta la sua carriera. Nel 1975 fu uno dei numerosi fotografi presenti nella importante mostra di New Topographics: Photographs of a Man-Altered Landscape alla International Museum of Photography at George Eastman House, Rochester, New York.

Attraverso questa mostra diventò associato dei "new topographic" fotografi, tra cui Lewis Baltz, Joe Deal, Frank Gohlke, e Stephen Shore. Questi fotografi hanno tutti riconosciuto l'esistenza umana nella natura attraverso il loro lavoro, in contrasto con altri fotografi come Ansel Adams (con il quale Robert non aveva nessuna parentela), Imogen Cunningham ed Edward e Brett Weston del Gruppo f/64, le cui fotografie spesso riflettevano un paesaggio naturale mitico e incontaminato. 

Robert Adams e altri utilizzarono il mezzo fotografico per iniziare a definire una nuova area di critica sociale, coloro che si ispirarono a Robert Adams furono molti. 

Nei suoi scritti o nel testo di accompagnamento al suo lavoro egli cita regolarmente poeti e scrittori, tra cui Henry David Thoreau, Edward Abbey e altri. Egli inoltre afferma che la pittura, la scultura e l'architettura hanno avuto una notevole influenza sul suo lavoro. In particolare, l'architetto tedesco Rudolph Schwarz. Al di là del contesto documentario e sociale, le fotografie di Adams hanno ricevuto critiche a livello formale ed estetico. Più in particolare, il suo lavoro è stato paragonato ai dipinti del pittore americano Edward Hopper, per l'uso simile della luce cruda, figure solitarie e della presenza di un edificio o di un elemento all'interno di un panorama più ampio.





Adams pubblicò il suo primo libro, White Churches of the Plains, nel 1970 per poi pubblicare con successo più di 20 libri nei successivi 30 anni. Sono inclusi il The New West: Landscapes Along the Colorado Front Range (1974), From the Missouri West (1980), l'indagine personale di Adams sull'espansione occidentale; Summer Nights (1985), che ha catturato la bellezza del contrasto tra la solitudine del paesaggio e la periferia abitata; To Make it Home: Photographs of the American West (1989); pubblicato in concomitanza con la sua grande mostra retrospettiva al Philadelphia Museum of Art; e West from the Columbia (1995), che cattura il paesaggio della costa dell'Oregon, dove Adams e sua moglie andavano in vacanza e dove ora vivono.



L'opera di Adams non suggerisce una risposta facile alle domande esistenziali che esso pone. Lo spettatore deve fare i conti con la propria posizione rispetto al futuro e in relazione al paesaggio e alla civiltà. Lo stesso Adams scrisse:

"La maggior parte delle mie speranze sono riposte in un modello più conservativo e rispettoso dell'uso del suolo e delle risorse, la riduzione dell'inquinamento atmosferico, un consumo più prudente e moderato dell'acqua ed un'architettura più rispettosa. Quando penso alla possibilità, tuttavia, di un paesaggio arricchito da specifici luoghi a cui abbiamo risposto con fantasia e con deferenza, mi ritrovo a pensare che potremmo essere autorizzati a chiamarlo migliorato".

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