Eddie Adams - I grandi maestri della fotografia

Questo articolo fa parte della rubrica: I maestri della fotografia del 900

Eddie Adams
Eddie Adams, nato in Pennsylvania a New Kensington il 12 giugno 1933, fu arruolato negli U. S. Marine Corps durante la guerra di Corea. Autodidatta in fotografia, ha iniziato a lavorare come fotoreporter per l'Associated Press nel 1961. Ha fotografato più di 13 guerre nel corso di una carriera durata più di 40 anni.

Tra il 1960 e il 1970 ha lavorato come fotografo di guerra in Vietnam, Cambogia, Africa e altri punti caldi dello scacchiere internazionale. 

Anche se sono le fotografie legate alla guerra che gli hanno fatto guadagnare la sua fama internazionale con centinaia di riconoscimenti tra cui il il Premio Pulitzer nel 1969, l'opera di Adams comprende anche ritratti di numerosi presidenti americani, capi di stato stranieri tra cui Papa Giovanni Paolo II e Fidel Castro, celebrità come Louis Armstrong e Clint Eastwood, e figure anonime in tutto il mondo.

Fidel Castro fotografato da Eddie Adams.

Le foto di Adams sono apparse in giornali e riviste come Time, Newsweek, Life, Paris Match, Vogue, Vanity Fair, The New York Times e Stern; ha anche praticato fografia commerciale, di moda e pubblicitaria per numerosi clienti.

Ma la fotografia per la quale Adams è ricordato è quella che gli face vincere il Premio Pulitzer, scattata nel febbraio del 1968 mentre era di stanza a Saigon come membro della Associated Press. 

"Saigon Execution" di Eddie Adams, 1968

La foto, scattata nelle strade di Saigon ritrae il generale Nguyễn Ngọc Loan mentre sparava alla testa di Nguyễn Văn Lém, un prigioniero che era appena stato arrestato per aver ucciso diversi uomini.

Adams ha fissato per sempre nella pellicola l'attimo in cui il proiettile entra nella testa del prigioniero, una foto di guerra che è stata definita tra le più drammatiche e impressionanti.

Su Nguyen Ngoc Loan e sulla propria famosa fotografia, Adams scrisse sul Time:

"Il generale uccise il Viet Cong, io uccisi il generale con la mia macchina fotografica. Tuttora le fotografie sono le armi più potenti del mondo. La gente crede in loro, ma le fotografie mentono, anche senza essere manipolate. Sono soltanto metà della verità. La cosa che la fotografia non ha detto è: che cosa avreste fatto voi nei panni del generale, a quell'ora, in quel posto e in quel giorno caldo, avendo catturato il cosiddetto cattivo dopo che questi ha fatto fuori uno, due o tre americani?"

Fu pubblicata sulla prima pagina del New York Times e, insieme al film NBC ha il merito di aver provocato l'indignazione civile che portò a manifestazioni di massa contro la guerra del Vietnam e molto probabilmente alla decisione del presidente Johnson di non tentare la rielezione.

Eddie Adams in Vietnam per l'Associated Press, 1965

L'immagine dell'esecuzione del prigioniero vietcong ha anche svolto un ruolo importante nel dibattito per quanto riguarda i rischi e i valori della fotografia di guerra. Senza immagini come questa gli orrori della guerra rimarrebbero invisibili al pubblico che è lontano dai combattimenti, c'è chi invece ha sostenuto che la fotografia di guerra fosse una forma di pubblicità  agli atti eclatanti di violenza, che sono commessi anche a seguito di tale pubblicità, per esempio, si è sostenuto che al generale Nguyễn Ngọc Loan interessasse solo assassinare pubblicamente il prigioniero vietcong perché vi erano i fotografi e i giornalisti dell'AP, per lui, le prove fotografiche dell'esecuzione avevano lo scopo di insegnare ai Viet Cong che cosa gli sarebbe accaduto se fossero stati catturati.

In questo senso, l'immagine rappresenta un evento organizzato quanto rappresenta un documento di verità, mettendo così in discussione il valore di verità assoluto della fotografia.

Questo un'altro scatto di Adams meno conosciuto realizzato poco prima dell'esecuzione.


Adams, dopo il clamore suscitato dalla foto, si scuserà di persona col generale Nguyen e la sua famiglia per l'irreparabile danno che causò al loro onore. Quando Nguyen morì, Adams lo chiamò "eroe" per "una giusta causa".

Una donna ripara se stessa e il suo bambino dal sole a bordo di una barca di rifugiati nel Golfo del Siam. Foto di Eddie Adams per "The Boat of No Smiles", 1977.

Adams è anche noto per il suo saggio fotografico sui profughi del Vietnam del Sud intitolato "The Boat of No Smiles" pubblicato nel 1977, il Congresso fece circolare copie di questa serie di fotografie al fine di aumentare il sostegno per un emendamento alla legge sull'immigrazione che avrebbe permesso al presidente Carter di consentire a 200.000 profughi Vietnamiti del Sud il diritto di venire negli Stati Uniti.

Negli anni 1980 e 1990 ha lavorato come inviato speciale per la rivista Parade. A partire dal 2000, Adams intraprese un progetto che consisteva nel viaggiare per il mondo fotografando i più importanti difensori dei diritti umani. Nel 2002 pubblicò queste foto insieme alle interviste condotte da Kerry Kennedy Cuomo in un libro intitolato "Truth to Power: Human Rights Defenders Changing Our World".

Il contributo di Adams alla fotografia del XX secolo comprende anche il suo lavoro alla Barnstorm: the Eddie Adams Workshop, un laboratorio fotografico aperto a Jefferson, New York nel 1988. Il workshop è diventato di grande prestigio ed è notoriamente difficile entrare a farne parte.

Adams morì a New York City il 19 settembre 2014 per le complicazioni della sclerosi laterale amiotrofica, conosciuta anche come morbo di Lou Gehrig.

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