La fotografia di Andrè Kertèsz

André Kertész (a destra) con Robert Doisneau ad Arles nel 1975

Questo articolo fa parte della rubrica: I Maestri della Fotografia

Andrè Kertèsz (Budapest 1894 – New York 1985) comincia ad interessarsi alla fotografia nei primi anni del ‘900, quando in un solaio trovò un manuale di fotografia, ma a causa della prematura scomparsa del padre dovette rinunciare in un primo momento alle sue ambizioni ed iscriversi all’Istituto Tecnico per il Commercio. Finiti gli studi, lavorò in Borsa a Budapest col suo tutore.

Acquistò la sua prima macchina fotografica nel 1913, una ICA 4x5, i suoi primi soggetti furono i suoi familiari, la madre ed i fratelli. Con lo scoppio della prima guerra mondiale nel 1914, si arruolò e fu inviato sul fronte russo-polacco, dove l’anno successivo cominciò a lavorare come fotografo, usando una Goerz con obiettivo da 75 mm, ma fu ferito ad una mano e rimase immobilizzato per un anno. Durante la convalescenza, trascorsa tra Budapest e Esztegorm, continuò a fotografare, ed è in questa occasione che realizza il suo scatto più emblematico, quello del nuotatore sott'acqua.


Nel 1918, finita la guerra, ritorna a lavorare in Borsa. Molti suoi negativi però, furono dispersi a causa della rivoluzione ungherese di quell'anno. Nonostante ciò, nel 1922 viene insignito di un diploma ad Honoris causa dalla Società fotografica ungherese.

Tre anni dopo, a causa della profonda crisi del suo paese è costretto ad emigrare a Parigi, dove nel primo periodo, per mantenersi  vendeva stampe a 25 Franchi l'una. Successivamente venne a contatto con le avanguardie fotografiche della città, personaggi del calibro di Berenice Abbot, Robert Capa e Man Ray. Strinse una profonda amicizia con Brassai, al quale insegnò le basi della fotografia.

Nel 1928 acquista una Leica e con Henri Cartier Bresson cominciò a lavorare per Vu, rivista ispiratrice dell'americana Life. Bresson stesso lo definisce suo mentore e afferma che: "Tutto quello che abbiamo fatto, Kertész l'ha fatto prima".



L'anno successivo espone per la prima volta ad una mostra fotografica indipendente con B. Abbot, Man Ray, Nadar e Atget.
Nel 1933, sposa Elisabeth Salì, che aveva conosciuto nel 1919 in Ungheria e pubblica il suo primo libro chiamato "Distorsioni".



Tre anni dopo decide di emigrare negli Stati Uniti d'America, dove stipula un contratto con l'agenzia fotografica Keystone, per la quale lavorò soltanto per un anno, ma continuò a svolgere la professione di fotografo freelance. Propose i suoi lavori a "Life", ma la redazione della rivista rifiutò una collaborazione con il fotografo, poichè non in riga con lo stile di questa. Malgrado tutto dovette adattarsi al nuovo stile americano e lavorò per riviste del tipo di Vogue e Harper's Bazaar.



Nel 1936 la Francia gli conferì la cittadinanza onoraria, sei anni dopo ottenne anche quella statunitense.
Nel 1963 ritorna a Parigi, dove ritrova dei suoi negativi, che gli conferiranno fama a livello internazionale. L'anno dopo propone i suoi lavori al MoMA, che gli dedica diverse mostre individuali.

Pochi anni dopo si ammala e non può più uscire di casa e comincia a fotografare nature morte con una Polaroid e al contempo con un obiettivo dotato di zoom fotografa i soggetti dalla finestra della sua casa affacciata sul Washington Square Park, così nasce il libro From my Window (1981), che dedica a sua moglie Elisabeth, morta di cancro pochi anni prima. Muore nel Settembre 1985, lasciando un'eredità di oltre 100.000 negativi.


Tutt'oggi Andrè Kertèsz è considerato il padre del simbolismo fotografico ed uno dei primi a regalare un profilo artistico oltre che documentario alla fotografia. Uno dei suoi studi più importanti fu quello sulle distorsioni, inaugurato dalla foto del Nuotatore sott'acqua, che ha trovato la sua maggiore espressione con la serie di nudi femminili, realizzati con giochi di luce particolari e con gli specchi, con l'alterazione delle forme del corpo al fine di una ricerca di tipo surrealista.


Nonostante ciò il fotografo ungherese ha sempre riscontrato difficoltà nell'essere apprezzato dalla critica e dal pubblico. Non si può delineare con esattezza un profilo artistico esclusivo dell'artista, in quanto egli abbia sperimentato diverse forme comunicative, passando dai reportage sugli orrori della guerra fino al documentarismo parigino e infine al surrealismo delle sue distorsioni.



Tuttavia, il mondo fotografico ne riconosce le infinite capacità e lo definisce il padre della fotografia contemporanea.

S. Alessandra Severino: Flickr

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