31 gennaio 2012

La macchina fotografica: il mirino e il display LCD - Corso di Fotografia - Lezione 5

Il corso di fotografia online è estrapolato dal libro di fotografia intitolato "Manuale di Fotografia - Occhio, Mente e Cuore" in vendita a 3 euro in versione Ebook PDF.

Questo articolo fa parte del Corso di Fotografia Digitale Online.

Il mirino è quel dispositivo che permette di visualizzare la scena inquadrata.

Nelle fotocamere sono normalmente distinguibili quattro modelli di mirino.

Mirino galileano


È il classico mirino che trovate nelle fotocamere usa e getta o nelle compatte economiche, è composto da due lenti all'interno di una finestrella vicino all'ottica, vi è disegnata una cornice raffigurante il campo inquadrato dall’obiettivo. È luminoso ed economico poiché è un sistema di mira semplice (a differenza di quello delle reflex).

Mirino a pozzetto

Hasselblad - Foto di Jeff Jackson

In quest'epoca digitale difficilmente troverete un fotografo che usa una macchina fotografica con questo sistema di mira, ma ai tempi della pellicola erano molto comuni, chi non si ricorda della mitica Rolleiflex? Questo tipo di mirino è di norma utilizzato nelle biottiche, l'immagine è riflessa da uno specchio a 45° verso un vetro smerigliato posizionato sopra la fotocamera, il fotografo vede l’immagine come se guardasse in un pozzo. Un’altra fotocamera leggendaria (e ancora in produzione in versione digitale) che ha usato questo sistema è la Hasselblad.

Mirino reflex


Come suggerisce il nome questo tipo di mirino è usato nelle fotocamere reflex (digitali e analogiche), quello che non ho detto è che per motivi economici soltanto negli apparecchi di fascia professionale questo tipo di mirino permette una visione completa della scena inquadrata, nei modelli entry level e semi-pro viene reso visibile solo il 90-95% del campo inquadrato.

Mirino digitale

Nelle fotocamere digitali non reflex il mirino è costituito da un display LCD che visualizza in tempo reale l'immagine acquisita.


Il Display LCD è presente in tutti i tipi di fotocamera digitale. Quello che vedete nell'immagine qui a fianco è il display di una compatta di fascia alta, la Canon G12, solitamente, in questa tipologia di macchine fotografiche non vi è il mirino e l'inquadratura la si fa dal display (ma nella G12 vi è anche un mirino).


Nelle fotocamere quando si usa il display si dice che si attiva il modo visione live view, lo specchio si solleva e l'otturatore si apre. Ciò consente alla luce di ricadere direttamente sul sensore della fotocamera, le informazioni vengono lette da quest'ultimo, elaborate dal processore e visualizzate nel monitor posteriore. Mentre il modo visione live view è attivo, la luce non raggiunge il mirino della fotocamera poiché lo specchio è sollevato.

Gli schermi LCD sono spesso scarsamente visibili in condizioni di forte illuminazione, per questo nelle fotocamere senza specchio il display può essere accompagnato da un piccolo mirino ottico di tipo galileiano (etichettato OVF, optical viewfinder) oppure da un mirino elettronico (EVF, electronic viewfinder).

Guida alla Street Photography - Libro by Alex Coghe


Oggi vi voglio consigliare un libro sulla Street Photography scritto da Alex Coghe, chi ha letto il mio manuale di fotografia già lo conosce poiché ha scritto lui l'articolo sulla street.

Il libro che potete trovare qui: Amazon.com Steet Photography (Italian Edition) è una guida completa per il principiante e per chi già conosce il genere street photography. 

Consigli pratici basati sull'esperienza dello street photographer Alex Coghe.



Cultura Fotografica, i grandi fotografi di ieri e di oggi e la storia della fotografia

La cultura fotografica insieme alla tecnica (che potete apprendere dal corso fotografico) è un elemento essenziale nella formazione di un fotografo. In questa sezione potete vedere 5 liste: I migliori libri di fotografia, Foto che hanno fatto la storia (ovvero le foto che hanno segnato un'epoca), I maestri della fotografia, la storia della fotografia dal 1569 a oggi e i migliori fotografi contemporanei.

I Migliori Libri di Fotografia


Questo è un articolo che raccoglie tutti i migliori libri di Fotografia attualmente in commercio e che tutti i fotografi dovrebbero leggere...



Dietro ogni fotografia c'è una storia, soprattutto dietro queste che vi sto elencando, fotografie che rappresentano un'intera epoca o fatti storici importanti, fotografie che non sono solo un documento ma spesso anche opere d'arte cariche di significato.

Dall'inizio della fotografia a oggi tutte le fotografie che hanno fatto o raccontato la storia dell'uomo, la lista sarà continuamente aggiornata...



Tutti i maestri della fotografia del 900, la loro storia e i loro capolavori.

In questa lista troverete i grandi maestri della fotografia, solo per citare alcuni nomi: Ansel Adams, Robert Doisneau, Harry Callahan, Andrè Kerte'sz, Bill Brandt, Diane Arbus, Arnold Newman, Walker Evans, Lewis Hine, Yousuf Karsh, Gordon Parks, William Klein, Cindy Sherman, Helen Levitt e tanti altri...

I migliori fotografi contemporanei


Una raccolta dei migliori fotografi del nostro tempo...



La storia completa della fotografia dal 1569 a oggi...

    Corso di Fotografia Digitale online gratuito


    Gli argomenti trattati in questo corso di fotografia digitale sono: teoria e tecnica fotografica in modo approfondito, i generi fotografici e cenni storici, sono inoltre presenti articoli scritti da fotografi esperti in vari campi, un ampio capitolo sulla fotografia in studio, tutorial sull'utilizzo di Lightroom e Photoshop.

    Il corso di fotografia lo trovate anche sul mio libro intitolato "Manuale di Fotografia - Occhio, Mente e Cuore" (ebook in versione cartacea e digitale che funziona anche sui dispositivi mobili).

    LA MACCHINA FOTOGRAFICA



    La macchina fotografica: tipi di obiettivo - Lezione 2




    TECNICA FOTOGRAFICA E TEORIA DELLA FOTOGRAFIA


    La luce - Lezione 12

    Come impugnare la fotocamera - Lezione 13

    La percezione visiva - parte 1 - parte 2 - Lezione 17




    Programmi di scatto - Lezione 21




    L'istogramma - Lezione 25

    I vantaggi della sovraesposizione in fotografia digitale - Lezione 26

    Il Bracketing - Lezione 27






    I GENERI FOTOGRAFICI

















    Fotografia immersiva - parte 1 - parte 2 - parte 3 - parte 4


    COME FOTOGRAFARE








    Effetto Panning - Lezione 56

    Light painting, come dipingere con la luce - Lezione 57


    Come fotografare le gocce: parte 1 - parte 2 - parte 3 - Lezione 59

    LA GESTIONE COLORE E LA STAMPA


    La gestione colore e profili ICC - Lezione 60

    Calibrazione di due monitor - Lezione 61

    LO STUDIO FOTOGRAFICO


    Lo studio fotografico - Lezione 62 parte 1

    Lo studio fotografico - Lezione 62 parte 2

    Lo studio fotografico - Lezione 62 parte 3

    Uso del Flash a Cobra - Lezione 63

    I video tutorial su photoshop sono raccolti in questo articolo: Tutorial per Photoshop tecniche avanzate di Fotoritocco Professionale

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    30 gennaio 2012

    La macchina fotografica: specchio e pentaprisma - Corso di Fotografia - Lezione 4


    Il corso di fotografia online è estrapolato dal libro di fotografia intitolato "Manuale di Fotografia - Occhio, Mente e Cuore" in vendita a 3 euro in versione Ebook PDF.

    Questo articolo fa parte del Corso di Fotografia Digitale Online.

    Le reflex o anche SLR (Single Lens Reflex) hanno questa denominazione per via del loro sistema di mira composto da uno specchio posto a 45° rispetto all'obiettivo e da un pentaprisma (o pentaspecchio, più economico).

    In pratica lo specchio riflette la luce che passa attraverso l’obiettivo per poter visualizzare l’immagine dal mirino, il pentaprisma ha il compito di aggiustare l'immagine che altrimenti presenterebbe i lati destro e sinistro invertiti. Durante la fase di scatto lo specchio si solleva in modo che l’immagine possa essere catturata dal sensore; nella posizione sollevata lo specchio chiude la finestrella dello schermo di messa a fuoco evitando l'ingresso di luce parassita dal mirino. Questo meccanismo consente di osservare nel mirino della macchina fotografica la stessa immagine catturata dall'obiettivo.

    Per quanto riguarda le fotocamere compatte, bridge e mirrorless non è presente il sistema dello specchio e del pentaprisma, la luce passa attraverso l'obiettivo della fotocamera e finisce sul sensore che consente la visualizzazione dallo schermo LCD e, se presente, dal mirino elettronico. In alcune fotocamere viene utilizzato un mirino ottico che comprende elementi dell'obiettivo completamente separati dal sistema di immagine.

    L'assenza dello specchio comporta numerosi vantaggi, quali: possibilità di produrre fotocamere più piccole e leggere, maggiore velocità di messa a fuoco, maggiore velocità di scatto ed assenza di micro movimenti dovuti all'alzamento dello specchio, che durante le esposizioni lunghe possono generare micro mosso.

    Nella prossima lezione del corso di fotografia parlerò del Mirino e del display LCD.

    Street Photography workshops via skype in lingua italiana


    Ripartono gli street photography workshops attraverso skype in lingua italiana.

    Conoscere i segreti della street photography ma anche avere un'opportunità concreta di visibilità. Questi i workshops di Alex Coghe.

    Formule personalizzate per i nostri allievi, sulla base delle esigenze di orario e di conoscenza della materia trattata.

    I nostri corsi partono ogni settimana.

    Come funzionano i nostri workshops

    Skype © è un programma gratuito che sta rivoluzionando la comunicazione audio e video. Con un computer collegato a Internet, una cuffia e un microfono, le persone possono interagire liberamente tra loro senza vincoli di tempo e a costo zero.

    Una applicazione con grandi potenzialità è quella della didattica, visto che Skype consente facilmente di seguire un corso comodamente da casa propria tramite le videochiamate di gruppo. Niente più auto o moto da prendere per raggiungere la sede del corso, niente benzina da pagare, niente tempo impiegato per gli spostamenti ed il parcheggio. Un bel risparmio per te in termini di denaro e tempo ed anche per l’ambiente.

    Accendi il computer, ti metti comodo alla tua postazione preferita magari con un taccuino e un buon caffè a portata di mano, e all’ora stabilita indossi la cuffia e il corso parte. Sullo schermo appaiono il volto del docente (io) e quelli dei tuoi colleghi, sparsi in giro per l’Italia – magari lo spunto per futuri viaggi fotografici ed amicizie. Semplice e promettente, no?

    Cosa ti serve

    Un computer; un collegamento ADSL a Internet; il programma gratuito Skype, scaricabile dal sito http://www.skype.com/intl/it/get-skype/other-downloads/ e autoinstallante; una webcam, cuffia e microfono (e sei solo neanche quelli), dal costo complessivo variabile a partire da 15 euro.

    Ciascun corso è tenuto per un numero massimo di 4 allievi. Si articola in 4 lezioni di due ore ciascuna da tenersi preferibilmente nella giornata di sabato, nel primo pomeriggio.
    L’orario è però sensibile a variazioni e può essere concordato insieme ai partecipanti a seconda delle loro esigenze. Tenete presente che io vivo in Messico e devo necessariamente fare i conti con il fuso orario (-7 ore rispetto all’Italia).

    La durata di ogni corso è quindi di quattro settimane. I corsi partono al raggiungimento del numero degli iscritti e compatibilmente con il calendario degli stessi.

    Ho voluto un così basso numero massimo di iscritti, decisamente inferiore rispetto a molti workshops anche online, per rendere maggiormente incisiva per gli allievi l’ efficacia didattica del corso.

    La struttura del workshop

    Si parte con un solo tipo di workshop che può essere ritenuto di base. Si tratta comunque di un corso dedicato alla street photography e pertanto un minimo di conoscenza della propria fotocamera è richiesto per poter risultare certamente meno ostico. Successivamente lanceremo altri workshops più avanzati, in modo tale da offrire corsi di approfondimento ad utenti che vogliano crescere ulteriormente.
    Per evidenti questioni logistiche in questi workshops non potremo realizzare uscite fotografiche tutti assieme, ma la quarta lezione del corso prevede che ciascun allievo mostri le immagini scattate nelle sue uscite fotografiche. Questo darà modo di vedere e correggere tutti assieme errori e stimolare ogni allievo a mettere in pratica quanto acquisito durante il mese di corso.

    Alla fine del corso ogni allievo avrà un canale preferenziale con il sottoscritto e potrà quindi restare in contatto per ogni domanda e proposta che voglia sottopormi. Non disperdere quanto visto durante il workshop è un impegno che intendiamo rispettare. Per questo esiste già un network su facebook attraverso il quale i miei allievi potranno tenersi in contatto con me.

    Lezione 1
    Cos’è la Street Photography ?
    Storia e origini della Street Photography ed estetica del genere.
    Per quanto indefinibile possa essere il genere bisogna comunque distinguerlo dalla fotografia di reportage perchè l’approccio del fotografo e l’estetica della street photography sono diversi.

    Lezione 2
    Fotocamere utilizzate:
    Una piccola parte del corso sarà dedicata alle fotocamere per la street photography.
    Descrizione e approfondimento in base ai risultati che vogliamo ottenere.

    Tecnica e approccio alla fotografia di strada :
    In questo genere è importante conoscere alcune norme comportamentali e delle tecniche operative che permettano al fotografo di realizzare della buona street photography.

    Lezione 3
    Street Photography e diritto:
    è opportuno essere al corrente delle leggi sui divieti a fotografare, soprattutto per non subire abusi di potere da chicchessia, contro il proprio diritto ad esprimersi liberamente.

    Marketing:
    Al giorno d’oggi un fotografo non può ignorare un’efficace promozione di sè stesso. I social networks consentono a tutti di aumentare la propria visibilità. A patto di saperli utilizzare.

    Lezione 4
    Adesso tocca a te!
    Visione delle immagini degli allievi.
    Idee per un workflow pratico ed efficace.

    - Tutti gli allievi dei mie corsi potranno restare in contatto con me. Sarò lieto di continuare a offrire loro consigli e idee.
    - Ogni allievo riceverà una copia elettronica (formato pdf) del mio libro STREET PHOTOGRAPHY.
    - Il costo del workshop è di 200 euro in totale.
    - Il pagamento del corso va effettuato con anticipo alla data di inzio del corso.
    - I partecipanti al corso riceveranno notifica al proprio indirizzo email.


    info: alxcoghephotographer@gmail.com

    ISCRIZIONI: spwsphotoschool.blogspot.com/p/workshops




    Se volete pubblicizzare il vostro workshop di fotografia andate a questo articolo: Spazio pubblicitario per Workshop di Fotografia e Post Produzione




    28 gennaio 2012

    Lightroom la curva di viraggio per la gamma tonale - Corso di Lightroom

    Questo articolo fa parte del Corso di Lightroom.

    Gli amici di Total-Photoshop.com hanno realizzato un video tutorial su Adobe Lightroom 3.

    Nella precedente lezione abbiamo visto Bilanciamento del bianco - Corso di Lightroom.
     
    Uno degli strumenti usati con maggiore frequenza in Lightroom è la Curva di Viraggio.

    In questo tutorial scopriamo cos’è e come sono fatti gli strumenti che la riguardano per scoprire come migliorare e correggere le nostre fotografie dando loro un contrasto corretto o poterle interpretare come meglio si addice al nostro stile fotografico personale.



    27 gennaio 2012

    La macchina fotografica: otturatore e diaframma - Corso di Fotografia - Lezione 3

    Diaframma - foto di Nayu Kim

    Il corso di fotografia online è estrapolato dal libro di fotografia intitolato "Manuale di Fotografia - Occhio, Mente e Cuore" in vendita a 3 euro in versione Ebook PDF.

    Questo articolo fa parte del Corso di Fotografia Digitale Online.

    Il diaframma è un meccanismo circolare o poligonale formato da sottili lamine metalliche che, scorrendo una sull’altra creano una variazione del diametro dell'apertura che regola la quantità di luce che passa attraverso l'obiettivo, la luce infine raggiunge il sensore (nella fotografia digitale) o la pellicola (nella fotografia analogica).

    Le fotocamere moderne utilizzano solitamente un tipo di diaframma regolabile chiamato "diaframma a iride".

    A determinare la quantità di luce che colpisce il sensore non è solo l’apertura del diaframma ma anche il tempo di esposizione. A tutta apertura il diaframma lascia passare, in un dato tempo determinato dal fotografo (tempo di esposizione), quanta più luce possibile verso il supporto sensibile; chiudendo il diaframma si riduce tale quantità di luce.

    Il diaframma può essere regolato su diverse aperture, distribuite regolarmente su una scala di intervalli detti numeri f (f/numero) o f/stop o comunemente "diaframmi".

    Valori di diaframma sono: f/1 - f/1,4 - f/2 - f/2,8 - f/4 - f/5,6 - f/8 - f/11 - f/16 - f/22 - f/32 - f/45 - f/64 (ma esistono anche valori intermedi che non c'è bisogno di illustrare in questo articolo).

    L'intervallo tra i diversi valori del diaframma viene comunemente indicato con il termine "stop".

    I numeri "f" sono calcolati e ordinati in modo tale che chiudendo il diaframma di 1 stop si dimezza la quantità di luce, chiudendolo di 2 stop si diminuisce la luce di 1/4, chiudendolo di 3 stop di un 1/8 e così via.

    L'otturatore invece è il dispositivo che ha il compito di controllare per quanto tempo il sensore resta esposto alla luce.

    Esistono due tipologie di otturatori: otturatore centrale e otturatore a tendina.

    Otturatore centrale

    Otturatore a tendina

    I primi sono dotati di lamelle disposte a raggiera, in modo simile a quelle del diaframma, questi ultimi non sono più in uso, i secondi sono composti da due superfici di stoffa o metallo disposte parallelamente lungo il piano focale, che scorrono verticalmente formando una fessura che lascia passare la luce.

    Nella prossima lezione del corso di fotografia parlerò dello specchio e del pentaprisma.

    25 gennaio 2012

    La macchina fotografica: tipi di obiettivo - Corso di Fotografia - Lezione 2


    Il corso di fotografia online è estrapolato dal libro di fotografia intitolato "Manuale di Fotografia - Occhio, Mente e Cuore" in vendita a 3 euro in versione Ebook PDF.

    Questo articolo fa parte del Corso di Fotografia Digitale Online.

    La parola "fotografare" tradotta letteralmente dal greco, significa "scrivere con la luce". La luce che colpisce il soggetto (o più correttamente la scena inquadrata) si riflette ed entra attraverso l'obiettivo della fotocamera, l’immagine che si forma viene registrata sul sensore (o pellicola, se parliamo di fotografia analogica).


    Gli obiettivi influiscono in modo decisivo sulla qualità delle nostre fotografie e anche in epoca digitale hanno un ruolo fondamentale, essi offrono risultati differenti in funzione dell’angolo di campo che sono in grado di coprire, che varia a seconda della grandezza del sensore e della lunghezza focale, è più ampio quando quest'ultima è corta e viceversa.

    Sul piano teorico la focale è quel valore espresso in mm che indica la distanza fra il centro dell’ottica e il sensore, per convenzione si usa il valore della focale riferita al formato della pellicola 24x36mm, oggi la grandezza dei sensori Full Frame. Gli obiettivi sono solitamente composti da più gruppi di lenti per motivi legati alla qualità ottica e alla luminosità, in questo caso la focale si misura dal centro ottico dell'obiettivo che generalmente si trova in prossimità del diaframma, quindi la lunghezza focale può essere considerevolmente diversa dalla lunghezza fisica dell'obiettivo, per esempio esistono grandangolari che hanno le stesse dimensioni di un medio tele.

    Iniziamo a parlare delle categorie principali di obiettivi: 

    • Grandangolari
    • Normali
    • Teleobiettivi

    Ognuno di essi può essere di tipo macro, decentrabile e stabilizzato.

    Fisheye Canon - Foto di Dirk-Jan Kraan

    grandangolari per convenzione hanno una focale inferiore ai 50mm e un angolo di campo molto ampio che va dai 60° agli 80° fino ad arrivare a 180° per i cosiddetti ultragrandangolari e fish-eye (questi ultimi hanno una elevatissima profondità di campo con valori compresi tra i 30cm e l'infinito), le ottiche grandangolari in generale esaltano l'effetto prospettico, ovvero i soggetti in primo piano sembreranno molto più grandi di quelli in secondo piano, l’uso del grandangolo può provocare distorsioni sul bordo del fotogramma, questi effetti di distorsione possono essere tranquillamente corretti con Photoshop (non sempre), i teleobiettivi hanno una lunghezza focale superiore ai 50mm ed un angolo di campo che va dai 20° fino ai 5°, i teleobiettivi a loro volta si distinguono in mediotele (da 80mm a 150mm), teleobiettivi (da 200mm a 400mm) e tele spinti (da 400mm in poi), gli obiettivi definiti normali hanno una focale nominale intorno ai 50mm e consentono di riprodurre una scena con un angolo di campo simile a quello dell’occhio umano, ovvero tra i 43° e i 45°.

    Poi esistono gli zoom che hanno la possibilità di variare l’escursione focale, possono per esempio passare da una focale grandangolare ad una più da tele, ovviamente dipende dagli zoom, non è sempre così, alcuni passano dal medio tele al tele spinto, su di essi possiamo notare dei numerini, nel caso del mio zoom nikon 18-105mm leggo anche subito dopo 1:3.5-5.6, il primo numero dopo "1:" rappresenta la massima apertura di diaframma alla focale minima, mentre il secondo corrisponde alla massima apertura di diaframma con la focale più lunga, nel mio caso a 105mm la massima apertura è f5.6.

    ATTENZIONE ALLO ZOOM DIGITALE: molte fotocamere compatte e bridge sono spesso dotate dello zoom digitale, a differenza dello zoom ottico in cui varia la focale lo zoom digitale ingrandisce quello che viene catturato dal sensore della fotocamera, in questo modo però l’immagine perde qualità perché invece di avvicinare il soggetto si ingrandisce una porzione della foto, in pratica si usa una piccola parte del sensore, l’immagine perderà parecchia qualità poiché si opera una sorta di ritaglio in tempo reale.

    Molti sono convinti che al variare della focale vari la prospettiva, la prospettiva non cambia se il punto di vista e l’oggetto ripreso rimangono fissi, varia solamente se ci spostiamo dal punto di ripresa, è vero però che cambia la resa prospettica, i grandangolari tendono a enfatizzare le linee di fuga, i teleobiettivi invece schiacciano la prospettiva e i soggetti appaiono molto vicini l’uno all’altro.

    Quindi a seconda dell’ottica che si usa varia il senso della prospettiva nelle foto. Il rapporto tra gli oggetti, ovvero la distanza tra di essi cambia a seconda della lunghezza focale impiegata.

    Foto realizzata con focale 105mm su APSC


    Foto realizzata con focale 18mm su APSC


    I pedoni sono a eguale distanza gli uni dagli altri in entrambe le foto (3 caselle), se li fotografiamo con un tele sembrano vicini, mentre con un grandangolo sembrano separati da uno spazio maggiore.

    Come abbiamo già anticipato gli obiettivi possono essere:

    - Macro: sono utilizzati per ottenere un rapporto di riproduzione del soggetto pari o superiore ad 1 (≥ 1:1), ovvero quando le dimensioni dell’immagine sul sensore sono pari o superiori alle dimensioni del soggetto su scala reale. Orientativamente gli obiettivi macro hanno una distanza minima di messa a fuoco dal soggetto molto bassa, circa la metà di quella possibile con un obiettivo normale, essa però non è fissa e varia a secondo dell’obiettivo.

    Gli obiettivi macro a seconda delle lunghezze focali vengono impiegati in modo diverso nella macrofotografia:

    • 45-65 mm - fotografia di prodotti e oggetti di piccole dimensioni.
    • 90-105 mm - insetti, fiori e piccoli oggetti da una comoda distanza.
    • 150-200 mm - insetti e altri piccoli animali in cui è necessario lavorare a distanza.

    - Stabilizzati: il sistema di stabilizzazione compensa le vibrazioni causate dalla mano con un movimento identico ma opposto annullandolo, la stabilizzazione un tempo riservata alle reflex è ormai presente anche in altri tipi di fotocamere, come quelle compatte e mirrorless.

    Obiettivo decentrabile Canon TS-E 17mm f/4L
    - Decentrabili: sono ottiche molto particolari e costose, sbloccando una vite è possibile decentrare l’ottica facendo scorrere la parte anteriore dell’obiettivo verticalmente o lateralmente rispetto all’asse ottico. Questo tipo di obiettivi vengono impiegati solitamente nella fotografia di architettura, perché permettono ad esempio di fotografare un palazzo alto senza inclinare la fotocamera ottenendo una prospettiva perfetta.

    Come nella vita anche la fotografia è una questione di compromessi, non si può avere tutto! Le ottiche sono frutto di compromessi tra luminosità, risoluzione, ingombro, pesantezza ecc..

    Più l'escursione focale è grande, come ad esempio nei 18-200mm più compromessi ottici vanno accettati, mi capita spesso di sentire neofiti che si chiedono il perché molti usano ottiche fisse invece che i versatilissimi 18-200mm, il perché lo capirete leggendo queste righe... il 18-200mm ha una notevole escursione focale e dovrà rispondere a molti più compromessi ottici rispetto a un 18-55mm o a un 55-200mm, la qualità che vi daranno i due obiettivi sarà superiore rispetto a quella che vi potrà fornire un unico obiettivo che copre da solo le stesse lunghezze focali, è una questione di scelte, preferite la versatilità o la qualità? La risposta dipende dai risultati che volete ottenere.

    Sul forum (ormai chiuso) di fotografare.com un utente di nome Attilio durante una discussione fece un esempio molto azzeccato:

    Fare un'auto che va a 200 km/h non è difficile, una qualsiasi utilitaria con un motore un po' vispo ci arriva facilmente. Fare un'auto che va benone in fuoristrada non è difficile, una suzukina o una pandina 4x4 non vanno affatto male. Fare un'auto che abbia una grande capacità di carico non è difficile, una skoda station vagon carica un sacco di materiale. Ora provate a pensare ad un'auto che faccia 200 km/h, vada benone in fuoristrada ed abbia la capacità di carico di una station wagon, facilmente si finirà su un enorme e costoso SUV. Ora provate a pensare di dover costruire quel SUV con i soldi di una panda e poco più, la qualità ovviamente crollerà inesorabilmente.

    Questo discorso vale anche per gli obiettivi, ecco perché mi metto a ridere quando leggo di bridge con obiettivi che arrivano anche a 36X al costo di una fotocamera compatta di scarso livello.

    Una caratteristica fondamentale in un obiettivo è la sua luminosità, indicata dal numerino accanto alla lunghezza focale (la massima apertura di diaframma corrispondente a quella focale), non esiste una linea di demarcazione netta tra obiettivi luminosi e meno luminosi, io considero luminosi obiettivi che vanno da un’apertura di f2.8 in giù.

    Ma quali vantaggi porta un’ottica luminosa? Per fare un esempio concreto, quando mi sono ritrovato a scattare in interni, e per essere precisi dentro una palestra, con il mio 18-105mm f3.5-5.6 non potevo fare molto, potevo scattare a 18mm aprendo al massimo ad f3.5 e alzando gli ISO, invece, grazie al mio 35mm f1.8 sono riuscito a fotografare con tempi di scatto sufficientemente veloci senza alzare troppo gli ISO, cercando di non andare a tutta apertura perché più si apre il diaframma più la profondità di campo diminuisce.

    In sostanza gli stop guadagnati ci permettono di salire con il tempo di scatto e di evitare il mosso alzando di poco o per niente la sensibilità ISO.

    Io qui mi riferisco alle fotocamere a obiettivi intercambiabili il discorso cambia per le compatte, che dispongono di tanti megapixel ma anche di un sensore di piccole dimensioni, non consiglio di alzare gli ISO, perché già a 400 ISO si avrà molto rumore elettronico, se pensate di scattare in ambienti chiusi vi consiglio di comprare una compatta di fascia alta dotata di un obiettivo luminoso.

    Inoltre grazie a un obiettivo luminoso nelle reflex migliora la visione attraverso il mirino, per semplici motivi tecnici che capirete più avanti.


    Insieme all’ottica ci viene fornito il paraluce, ma a cosa serve?

    1. A contrastare la luce parassita evitando così una perdita di nitidezza, ovvero il flare.
    2. A proteggere la lente frontale dell'obiettivo.
    3. L’aggiunta di filtri di qualsiasi tipo davanti all’obiettivo aumenta le possibilità di rifrazioni parassite, quindi in questo caso l’uso del paraluce è estremamente consigliato.

    Quando ho parlato dei vari tipi di obiettivi non ho citato i catadiottrici.


    Lo schema costruttivo di un obiettivo catadiottrico è insolito rispetto a quello delle ottiche tradizionali, al loro interno oltre alle normali lenti troviamo due specchi, uno concavo e uno convesso che hanno la funzione di riflettere i raggi luminosi provenienti dal soggetto.

    Guardando lo schema ottico nell'immagine in alto possiamo comprenderne il funzionamento.

    Nella parte bassa dell'immagine gli elementi colorati in azzurro sono delle lenti attraverso le quali i raggi di luce passano e quelli colorati di rosso sono degli specchi che li riflettono.

    La particolare posizione di specchi e lenti all'interno dell'obiettivo permette di fargli avere a quest'ultimo delle dimensioni ridotte rispetto ad un'ottica tradizionale, a parità di focale infatti, la lunghezza si riduce a circa un terzo, un gran risparmio, soprattutto in termini di maneggevolezza e praticità.

    In giro si trovano obiettivi di questo tipo abbastanza datati che danno un senso di robustezza elevato poiché costruiti quasi per lo più in metallo, anche se questo li rende molto pesanti.

    Un altro fattore importante è il prezzo, notevolmente inferiore rispetto agli obiettivi tradizionali, questo è dovuto anche al fatto che la qualità delle immagini non è eccezionale.

    Il diaframma in questo tipo di ottiche è fisso. Non è possibile infatti aprirlo o chiuderlo e questo limita molto il nostro poter giocare con la profondità di campo.


    Le ottiche catadiottriche possiedono una caratteristica molto particolare, la sfocatura, come potete vedere nella porzione di foto qui in alto punti non a fuoco risultano avere la tipica forma a ciambella.

    La parte relativa agli obiettivi catadiottrici è stata scritta da Alessio Bardaro

    Prossima lezione del corso di fotografia: l'otturatore e il diaframma nella fotocamera.

    Diventare un Fotografo Professionista, cosa e come fare!

    Come diventare un fotografo professionista, ce lo spiega Roberto Tomesani per Associazione Nazionale Fotografi Professionisti - TAU Visual www.fotografi.org

    Oltre alla serie di video proposti da TAU Visual in questo post consiglio la lettura dei seguenti articoli:



    01 - Vuoi veramente diventare fotografo professionista?

    Vuoi veramente essere un fotografo professionista? - Capire in breve se il percorso di fotografia professionale è quello che ti interessa, e che ti si adatta.



    02 - Ci sono elementi distintivi che mi permettano di lavorare?

    Se hai capito che effettivamente "vuoi" essere fotografo professionista, chiarisciti in quali casi PUOI fare questo passo.



    03 - Aprire la partita IVA e gli altri adempimenti per iniziare l'attività fotografica professionale

    Apertura della partita iva come fotografo professionista - quali altri passi vanno compiuti per iniziare l'attività professionale.



    04 - Agevolazione superminimi per l'attivita' di fotografo

    Capire se puoi aderire al sistema di tassazione agevolato detto dei "super-minimi", per pagare meno imposte su un'attività nuova o recente.



    Vedi informazioni aggiuntive ai video a questo link www.fotografi.org/iniziare

    DOVE ACQUISTARE FOTOCAMERE, OBIETTIVI, ACCESSORI E LIBRI

    A mio parere Il sito più sicuro e con le offerte più vantaggiose anche per gli acquisti online di materiale fotografico è Amazon.it, famoso per la sua assoluta affidabilità, state sicuri che se comprate il prodotto arriverà in poco tempo e in condizioni perfette a casa vostra!



    24 gennaio 2012

    La macchina fotografica: tipi di fotocamera digitale - Corso di Fotografia - Lezione 1

    Il corso di fotografia online è estrapolato dal libro di fotografia intitolato "Manuale di Fotografia - Occhio, Mente e Cuore" in vendita a 3 euro in versione Ebook PDF.

    Questo articolo fa parte del Corso di Fotografia Digitale Online.

    Grazie alla rivoluzione che il digitale ha portato la fotografia è accessibile a tutti, perché i costi si sono notevolmente ridotti rispetto ai tempi in cui si usava la pellicola.

    Il primo pensiero che viene ad ogni aspirante fotografo è quello sulla scelta del mezzo fotografico, ed è da qui che voglio partire, perché la domanda “Quale macchina fotografica compro?” è uno di quei dubbi esistenziali di cui non ci si libera mai.

    L'avvento del digitale ha portato con se anche tanta confusione, questo soprattutto per colpa dell’eccessivo marketing ingannevole.

    Inizio subito a fare un po' di chiarezza parlando delle caratteristiche fondamentali dei vari tipi di fotocamera e cercando di sfatare i luoghi comuni.

    Dobbiamo prima considerare a cosa ci serve una macchina fotografica, dobbiamo porci diversi interrogativi, qual è il motivo che ci spinge ad acquistarla? Ci serve per fare le foto ricordo con gli amici o la fotografia è una nostra grande passione e vogliamo cimentarci in questo campo? E che genere fotografico intendiamo praticare?

    Esistono diverse categorie di apparecchi fotografici che rispondono a diverse esigenze, vedremo durante il corso come usarle e in quali occasioni.

    Compatte: adatte per fare foto ricordo, sono le macchine fotografiche per "la massa", esistono però anche alcuni modelli di fascia alta che molti professionisti utilizzano come seconda fotocamera, ovviamente non sono paragonabili ad una mirrorless o ad una reflex, poiché hanno un sensore generalmente più piccolo e lenti qualitativamente inferiori.

    Compatta topo di gamma Lumix TZ100

    Bridge: sono caratterizzate da un obiettivo con una grande escursione focale. Si deve stare attenti a cosa scegliere perché una grande escursione focale comporta anche maggiori compromessi ottici e quindi una minore qualità dell'immagine, sono delle compatte con uno zoom maggiore, utili per sperimentare con diverse escursioni focali.


    Bridge Fujifilm
    Mirrorless: come le reflex sono ad ottiche intercambiabili, ma sono prive dello specchio che riflette l'immagine sul pentaprisma e di conseguenza del mirino ottico. Questo tipo di fotocamere sta avendo un discreto successo poiché comportano minori ingombri ed alte prestazioni, la tecnologia di questi sistemi è sempre più avanzata, la dimensione dei sensori di questo tipo di fotocamera varia a seconda della casa produttrice, gradualmente stanno andando a sostituire le reflex nel settore consumer e lentamente anche in quello professionale.

    La mirrorless Panasonic Lumix GX80

    Reflex: fotocamere ad ottiche intercambiabili e con la presenza dello specchio, ancora molto utilizzate dai professionisti, soprattutto quelle con sensore full frame. Chi compra un apparecchio del genere deve essere disposto a spendere per la fotografia, l'ottica di base, in genere un 18-55mm dopo un po' di tempo non basta più e si sente il bisogno di qualcosa di superiore.

    Reflex Nikon D7000 solo corpo

    Medio formato: è una fotocamera con un sensore di dimensioni superiori a un full frame, solitamente usata dai professionisti della fotografia in studio e di paesaggio poiché possiedono una grande gamma dinamica, un rumore molto basso anche ad alti ISO ed un elevato numero di megapixel, da tutto questo risulta una grande qualità di immagine, ovviamente il costo di questi apparecchi è proibitivo per la maggior parte delle persone.

    Nei prossimi capitoli farò una comparazione dei sensori presenti nelle varie tipologie di macchine fotografiche qui descritte.

    Fotocamera medio formato Hasselblad H4D

    Se siete agli inizi consiglio una compatta di medio livello, con elevata escursione focale e che vi permetta di poterla usare in manuale. In questo modo avrete fra le mani una fotocamera che vi consente di cimentarvi in tanti generi fotografici e di fare molta pratica, ovviamente non avrà un'elevatissima qualità e in certe condizioni difficili farà vedere tutti i suoi limiti. Una fotocamera di questo tipo vi serve soprattutto per decidere quale genere fotografico praticare e se la fotografia è veramente la vostra vera passione.

    Io ho iniziato con una Kodak (una bridge) da 5 megapixel e 12X di zoom, l’ho usata per due anni, alcune foto che ho fatto con essa le reputo ancora accettabili, poiché non sfigurano affatto a confronto di quelle fatte con la reflex, quello che conta veramente è l’attimo colto. Poi ovviamente dipende sempre che cosa si deve fare, lavorare professionalmente vuol dire rispettare anche standard qualitativi che in certe condizioni una compatta non può darti.

    Foto realizzata con la Kodak digitale da 5 megapixel

    Dopo un anno o due se vorrete crescere come fotografi, sentirete sicuramente l’esigenza di comprarvi una mirrorless o una reflex, acquisto che potete comunque fare subito ma con un investimento iniziale maggiore col rischio che la fotocamera diventi un oggetto d'arredamento.


    23 gennaio 2012

    Come vedere in Bianco e Nero

    Le prime fotografie della storia sono state scattate in bianco e nero. Decenni dopo, anche dopo l'avvento del colore, molti fotografi – specialmente quelli che hanno creato opere d'arte – hanno continuato a scattare in bianco e nero. Il formato rimane popolare anche oggi: praticamente tutte le macchine fotografiche consumer level hanno la modalità bianco e nero (per ottenere direttamente file jpeg monocromatici), e tutti i pacchetti software di camera oscura digitale hanno almeno uno (di solito svariati!) modi di conversione delle fotografie a colori in bianco e nero. Inoltre, esistono dei plugin molto costosi per Photoshop interamente dedicati al processo di conversione di fotografie a colori in bianco e nero, e ci sono dozzine di gruppi su flickr, picasa e 500px dedicati esclusivamente al bianco e nero.

    Perchè le immagini in bianco e nero continuano ad esercitare presa, oltre le mode, su così tanti fotografi (principianti, amatoriale e professionisti) quando abbiamo fotocamere e tecniche a nostra disposizione per catturare ogni colore visibile alla luce del sole? Possiamo produrre immagini con gamme di colori spettacolari, con gialli, blu, verdi e rossi strabilianti, ma la forza di un bianco e nero efficace ancora può lasciare nella polvere artistica anche lo scatto a colori più brillante.

    Perchè?
    Il motivo, in gran parte, per come la vedo io, risiede nell'estrema semplicità del bianco e nero. Rimuovendo i colori dall'immagine cambia il focus, si sposta l'attenzione dai colori alle cose che possono essere anche le più astratte, le meno evidenti nell'immediato, e ci presenta il mondo in un modo che pochi di noi sono abituati a vedere. Il bianco e nero, attraverso la rimozione dell'elemento familiare, può generare un intensa quantità di interesse ed una potente drammatizzazione che altrimenti sarebbero sommerse dalla presenza di colore. Il banale può essere trasformato in qualcosa di tremendamente interessante, cambiandolo in un'idea, in qualche cosa di addirittura più banale od in qualcosa di ancora più semplice.


    Come risultato dell'irresistibile appeal delle immagini in bianco e nero, i fotografi, inevitabilmente, continuano e continueranno a scattare fotografie monocromatiche. Tuttavia non è così facile come sembra e nemmeno ogni fotografia a colori può diventare all'improvviso un'immagine potente, drammatica ed artisticamente corretta una volta convertita in bianco e nero. Per creare una immagine spettacolare in bianco e nero, bisogna partire dall'inizio, quando si sta ancora guardando un soggetto interessante, prima ancora di premere il pulsante di scatto.

    Titolo
    la maggior parte di noi vede il mondo a colori, me compreso, e sono contento di avere questa possibilità! Per scattare immagini in bianco e nero nel modo più efficace possibile è necessario sviluppare l'abilità di eliminare i colori prima di effettuare ogni scatto. I grandi fotografi di bianco e nero del passato amavano dire che bisogna “vedere il mondo in bianco e nero”. Ovviamente non si riferivano a significati politici o alla semplice dicotomia fra bene e male, ma piuttosto nel senso letterale della frase di vedere il mondo in modo monocromatico, come se avessero già processato la foto ed avessero la stampa in mano.

    Al di là dell'essere in grado di vedere il mondo in bianco e nero è semplicemente esperienza: più immagini in bianco e nero scattate e più sarete in grado di stabilire a priori quali soggetti e quali scatti andranno meglio in bianco e nero piuttosto che a colori. Questo può significare (ed ha significato, nell'era digitale) scattare tonnellate di fotografie a colori e poi provare a casaccio la conversione in bianco e nero di qualche selezione di queste, sperando di essere fortunati e di beccarne una o due che realmente funzionino in bianco e nero.
    Si può tuttavia abbreviare il processo di apprendimento – o per lo meno aiutarvi in questo scopo – rendendosi consapevoli di quali sono gli elementi di maggiore impatto nelle immagini bianco e nero. Alcuni di questi sono ovvi, o almeno appaiono ovvi, ma il valore deriva dall'averli effettivamente pensati, considerando questi elementi consciamente quando scattate (fin quando non raggiungerete un punto nel quale non dovrete più nemmeno considerarli, in quanto sarà diventato naturale scattare così).
    Questi elementi includono:
    • forme, schemi e tessiture;
    • luce e contrasto;
    • tono;
    • colore.
    Un attimo, colore?! Lasciatemi spiegare i primi e poi tornerò sull'ultimo.

    Forme, schemi e tessiture
    Quando osservate i colori in una scena, uno dei primi elementi di cui diventate consapevoli sono le forme, gli schemi ripetitivi e le tessiture. In assenza di colore, questi elementi dominano l'immagine e possono fungere da guida nella vostra composizione.

    Cercate forme interessanti e giustapposizioni di angoli. Individuate triangoli e curve in modo particolare. Provate a trovare forme che seguono la spirale di Fibonacci, oppure conformate la composizione della vostra fotografia alla regola dei terzi.


    Andate a caccia di schemi ripetitivi e di strutture. Guardateli quindi da vicino fissando l'attenzione sullo schema. Un muro di mattoni è un buon schema ripetitivo, ma è anche molto noioso, fortunatamente però c'è un'infinita serie di scarabocchi e graffiti (o qualsiasi altra cosa catturi il vostro occhio e fuoriesce dalla ripetizione intorno ad essa).



    La tessitura può realmente fuoriuscire dall'immagine nella fotografia in bianco e nero. Ovviamente anche le foto a colori possono avere ottime tessiture, ma nel bianco e nero c'è qualcosa che si presta nel dare un sentimento viscerale alla ruvidezza della superficie od alla scabrosità delle protuberanze delle pietre e così via. Per esempio, confrontate le due fotografie che seguono, quella a colori con quella in bianco e nero. Secondo me (la vostra opinione, come sempre, può essere diversa), la versione in bianco e nero esalta e rende più visibile la tessitura, molto di più rispetto a quella a colori.



    Ed ora, ovviamente, cercate di combinare i tre aspetti, cercando schemi ripetitivi di forme interessanti che abbiano tessiture che catturino l'occhio.

    Luce e Contrasto
    Una volta che l'informazione del colore è rimossa da una foto, la qualità e l'efficacia della luce può prendere un peso notevole. Ho trovato che una luce soffusa è di minore impatto nel bianco e nero (generalmente), mentre ombre forti (che creano grandi ombre e patterns) possono essere veramente esaltate dal bianco e nero.


    In poche parole, “luce” in bianco e nero significa “ombre”, dal momento che siamo meno attenti al colore dorato del momento magico e più interessati al modo in cui la luce colpisce il nostro soggetto che si traduce nelle ombre uniche create dalla fonte luminosa. Ombre profonde hanno una caratteristica tutta loro, un qualche cosa che si perde nelle foto a colori e che invece è ben noto nel bianco e nero.


    Da ciò, logicamente, discende il contrasto. Le aree di alto contrasto – differenza fra luci e ombre – hanno un ruolo particolare nelle immagini in bianco e nero. Se cercate di avere poco contrasto rischiate di ottenere immagini scialbe o scarsamente interessanti da convertire in bianco e nero, in quanto non c'è nulla che attrae lo sguardo, nulla che guidi l'osservatore attraverso la composizione. Tutti i grigi diventano uguali e voi avrete una grande, piatta e grigia foto.

    Incrementare il contrasto artificialmente con Photoshop può aiutare un po' ma se realmente volete cambiare la vostra composizione, allora dovete tornare sul posto in un'ora diversa del giorno, o cambiando illuminazione od esposizione, per ottenere il contrasto necessario per rendere la vostra immagine in bianco e nero d'impatto.

    Tono
    Il tono è difficile da definire e descrivere in quanto è uno di quegli elementi della fotografia che “riconosci-se-lo-hai-visto”. Parlando in parole povere, è il sentimento evocato dalla fotografia, attraverso la combinazione di tutti gli elementi ricordati sopra (forma, schema, tessitura, etc.): Il tono può essere scuro e tenebroso, come alcuni film noir, o può essere luminoso ed arioso, come il quadro di una nuvola in un cielo altrettanto brillante.

    Olisticamente è l'atmosfera della fotografia.

    Le immagini in bianco e nero si prestano ad avere un tono potente. Nella vostra composizione iniziale vi potete concentrare sul determinare quale tono avrà la foto focalizzando la vostra attenzione sugli elementi sopra citati e quindi provando a togliere mentalmente i colori.

    L'esperienza è un grande aiuto, come aiuta molto osservare le grandi fotografie in bianco e nero scattate da altri fotografi prima di voi. Fate particolare attenzione a come luci ed ombre possono modificare l'atmosfera della foto – il tono – e verificate, mentre lavorate alle vostre foto sul campo, come spostarsi anche di pochi passi possa influire significativamente sul tono dell'immagine finale.
    In breve tempo sarete in grado di guardare una scena e di capire immediatamente le sensazioni che evocherà in coloro che osserveranno l'immagine in bianco e nero.

    Colore
    Questa è una stranezza. Colore per la fotografia in bianco e nero? Bene, se convertite le vostre foto a colori in bianco e nero nella camera oscura digitale, come faccio io, allora il colore diventa un fattore abbastanza importante.

    Il processo di conversione di una foto a colori in una in bianco e nero, in molti casi, determina scelte precise sulla intensità relativa che avranno i colori nello scatto una volta convertiti in scala di grigi. Potete far diventare i vostri blu quasi neri e incrementare la luminosità relativa dei gialli, rossi e verdi nel paesaggio scattato al fine di far catturare l'occhio dal cielo profondo.


    Se tenete questo in mente quando componete uno scatto, potete cercare aree con forti differenze cromatiche, ed usarle, di fatto, per aumentare il contrasto del bianco e nero finale. L'intensità dei blu e dei rossi in un singolo scatto potrebbero essere quasi uguali se visti a colori (senza dare molto contrasto aggiuntivo), ma nel processo di conversione potete scurire o schiarire l'uno o l'altro creando un profondo senso di contrasto che tanto può essere valorizzato dal bianco e nero.

    Articolo tradotto da Andrea Valigi

    Articolo originale di: Joseph Eckert