La lanterna magica dal 1420 al 1940 - Storia della Fotografia

Come ho scritto nell'articolo sulle origini della fotografia l'invenzione della lanterna magica è convenzionalmente attribuita a Athanasius Kircher ma alcune fonti fanno risalire l'invenzione di tale strumento al 1420!


Recenti ricerche illustrano che un tomo sulla lanterna magica possa essere esistito ai tempi di Salomone. Aristotele sviluppò la base teorica delle scienze ottiche. Con Friar Roger Bacon, nato ne 1214, l'arte-scienza della luce e delle ombre raggiunse il punto che permise lo sviluppo di dispositivi atti alla realizzazione di spettacoli di intrattenimento della magia dell'ombra. Leonardo da Vinci inventò la lente "bullseye", un primitivo ma efficace condensatore.

Il primo riferimento su qualcosa di simile a una lampada di proiezione viene dal Liber Instrumentorum di Giovanni de Fontana. L'illustrazione mostra un uomo che regge una lampada o una lanterna, e sul muro una larga proiezione dell'immagine del diavolo. Il dettaglio della lanterna mostra la sagoma di una piccola immagine del diavolo. Giovanni lo descrive come "un'apparizione notturna per terrorizzare gli spettatori". Chiaramente il dispositivo non ha una lente di proiezione, per cui l'immagine proiettata non sarebbe stata molto definita, benchè senza dubbio avrebbe servito al proprio scopo. L'immagine sulla lanterna è dritta così come quella proiettata, che è piuttosto corretto otticamente. Diversi attuali giocattoli per neonati funzionano così e producono immagini piuttosto efficienti. Benchè non ci siano particolari prove che Giovanni de Fontana abbia inventato la lanterna magica, William Tebra afferma fortemente nei NMLJ Volume 2- Number 2, che Giovanni de Fontana "abbia descritto il concetto reale di lanterna magica".


Molti anni dopo (1589), Giovanni Baptista della Porta pubblicò Magiae Naturalis Libri Viginti, in cui descrisse l'antica arte della scrittura su specchi di proiezione. Il libro fu pubblicato in inglese come Natural Magick nel 1658.

Nel 1646 Athanasius Kircher, un sacerdote gesuita tedesco, pubblicò Ars Magna Lucis et Umbrae, in cui migliorò il lavoro di Giovanni Baptista della Porta includendo delle modifiche per proiettare con l'ausilio della luce del sole o di una candela, usando una lente convessa come obiettivo per mettere a fuoco le immagini.

Un mistero.

Kircher è uno dei più famosi nomi nella storia della lanterna e spesso per errore gliene viene accreditata l'invenzione. Una sua successiva pubblicazione nel 1671 include illustrazioni di una lanterna magica proiettante immagini.


Mostrano l'errore piuttosto ovvio di non avere una lente di proiezione per mettere a fuoco le immagini. Così otticamente sono molto simili alla lanterna di Giovanni de Fontana del 1420, anche per il fatto che l'immagine nella slide è dritta come quella proiettata sullo schermo. Questo è corretto per le lenti da proiezione, così suppongo che chiunque abbia disegnato l'immagine conoscesse le basi dell'ottica benché mancasse la lente.

Tecnicamente la lanterna magica è un congegno in grado di proiettare su una parete o su uno schermo delle immagini raffigurate su vetro; in pratica è una camera oscura all’interno della quale è posta una sorgente di luce, che può essere una semplice candela, una lampada, una luce a gas oppure elettrica.

Dietro la sorgente di luce è posto uno specchio riflettore concavo il quale trasmette il fascio luminoso ad una lente che concentra i raggi sul vetro contenente il disegno: l’immagine, attraverso un obiettivo, viene ingrandita e proiettata a distanza.

Si tratta di un procedimento che sarà poi applicato ai proiettori per diapositive.

Lo schema ottico della lanterna magica.

Molto presto ci si rense conto che una sequenza rapida di immagini crea l’illusione del movimento e che anche la sovrapposizione di più vetri dipinti contribuisce a rendere ancora più realistiche le situazioni rappresentate.

La lanterna magica, è un congegno che incontra parecchio successo per i molteplici settori nei quali può essere proficuamente utilizzato.

Si possono proiettare disegni o testi a scopo didattico oppure allestire veri e propri spettacoli durante i quali un intrattenitore commenta le immagini o ne spiega il significato; lo scopo didattico può riguardare opere letterarie, oppure prediche religiose, oppure divulgazione di immagini di luoghi, ambienti, opere d’arte.

Il commento è affidato spesso ad un vero e proprio imbonitore, che col suo racconto rafforza le già eloquenti apparenze dove cavalieri Crociati combattono contro i Saraceni, dannati bruciano nel fuoco dell’Inferno o santi volano in Paradiso.

Sarà la fotografia a far compiere a queste proiezioni il passo decisivo, dall’epoca del dagherrotipo all’intuizione vincente dei fratelli Lumière, fino a quello che sarà lo spettacolo cinematografico.

Un utilizzo molto “privato” della lanterna magica è legato alla pornografia, fenomeno esistente da sempre a livello di disegni, che trae naturalmente grande giovamento dalla possibilità di ingrandire e di far muovere, anche se in maniera rozza, le immagini.

Ma il settore trainante è quello delle rappresentazioni fantastiche, degli animali mitologici, dei luoghi immaginari, perché siamo in un’epoca in cui non esiste una demarcazione netta tra reale e fiabesco.

Anche vasti strati del sapere scientifico sono ancora pervasi dal paranormale ed è in questo contesto che il mondo della magia trova nella lanterna magica (il bisticcio lessicale è voluto) un alleato insostituibile, anche perché le proiezioni devono necessariamente essere effettuate al buio, cioè nella situazione più favorevole per condizionare le menti ed amplificare le superstizioni.

Un vetrino da proiezione.

È uno strumento che crea parvenze, illusioni, suggestioni e sono in molti a servirsene, tenendolo nascosto e inafferrabile, mostrandone solo gli effetti; che la manipolazione delle percezioni e quindi dei giudizi sia anche un’importante leva di potere è un fatto noto da tempo immemorabile.


Si potrebbe parlare ancora a lungo di questo congegno: sembra che a metà del Settecento se ne servisse anche Giuseppe Balsamo, il conte di Cagliostro.


La lanterna magica che vedete in questa immagine è datata tra il 1870 e il 1880. In questo periodo l'arte della proiezione di immagini fisse o in movimento raggiunge lo zenith della genialità tecnica durante l'era Vittoriana. Le più squisite tra le slides osservabili con queste lanterne erano completamente dipinte a mano, ma vi erano usate anche immagini fotografiche.

La lanterna magica giocò un ruolo molto importante nella società Vittoriana. Veniva utilizzato per lezioni di sobrietà e religione ma era usato anche nell'educazione, per la dimostrazione di principi scientifici e per trasmettere le ultime notizie degli eventi mondiali. Gli spettacoli spaventosi "phantasmagoria" si svolgevano nei salotti Vittoriani erano l'equivalente degli odierni film horror.

Il XVIII secolo vide la nascita di "phantasmagoria". Uno spettacolo di luce ed ombre molto popolare da subito dopo la rivoluzione francese di Parigi dei tardi anni 1790. Il principale esponente di questi spettacoli terrificanti era un belga, che si faceva chiamare Robertson e teneva le sue "sedute spiritiche" in una cappella cappuccina abbandonata a Parigi.

Qui le sue ombre e i suoi fantasmi venivano alla vita tra i resti mortali dei monaci che adornavano le mura della cappella. Ai fini del racconto la lanterna veniva mossa avanti e indietro alle spalle dello schermo semitrasparente, Il fantasma di Robertson sembrava così mostrarsi e scomparire.


La prima metà del XIX secolo vide una progressione, dal lanternista itinerante "galante show", che per pochi pence intratteneva i figli della gente ricca o dei passanti - alla spettacolare e bello spettacolo delle lanterne di Mr. Childe e Mr. Hill negli anni 1840, al politecnico della Royal Regent Street. Questi spettacoli comprendevano l'uso di molte lanterne e una grossa quantità si grandi slide dipinte a mano per produrre "visioni dissolventi", effetti multipli e illusioni di movimento. Le slide dipinte da questi uomini erano le più belle mai prodotte tra quelle dipinte a mano. L'uso della bella ma altamente pericolosa limelight permise a queste immagini di essere mostrate ad un grosso pubblico. Dietro lo schermo venivano riprodotti i suoni e la musica appropriata.

Gli stabilimenti di Carpenter and Westley furono i primi a produrre commercialmente lanterne e slides in Gran Bretagna dal 1826 in poi. Impiegarono diversi trai migliori pittori di miniature di quei giorni che per loro crearono alcune tra le più squisite trasparenze della storia della lanterna magica.


Dopo il 1860 la qualità della maggior parte delle slides iniziò a deteriorarsi, incisioni e disegni furono trasferiti sul vetro a mezzo fotografico e poi colorate a mano. In contrasto alle slide le lanterne, invece, continuarono a migliorare tecnicamente. Furono prodotte lanteren biunial, triunial e persino quadriunial, ovvero lanterne con 4 tubi proiettori, queste erano per proiezioni multiple di viste in dissolvenza e movimento meccanico delle slides.

Con l'avvento del cinema i giorni dei grandi spettacoli con lanterne finirono. Ad ogni modo, la lanterna magica fu sempre utilizzata per la proiezione delle singole slides in scuole e istituti fino a tempi recenti. Slide fotografiche e stampate furono prodotte fino al 1940.

Fonti:

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