Visione stereoscopica, il primo 3D risale al 1600! [1613] - Storia della Fotografia

Ho in precedenza parlato della fotografia 3D nel seguente articolo: Come creare foto 3D

In questo post parlerò delle sue origini.

La stereoscopia (raramente detta anche stereofotografia o stereografia) è una tecnica di realizzazione e visione di immagini, disegni, fotografie e filmati, atta a trasmettere una illusione di tridimensionalità, analoga a quella generata dalla visione binoculare del sistema visivo umano.

Pare che il primo ad occuparsi di visione tridimensionale sia stato il filosofo e matematico greco Euclide e molti secoli più tardi realizza esperimenti in tal senso Leonardo da Vinci; tra il XVI e il XVII secolo è oggetto di interesse sia da parte di studiosi quali il filosofo – alchimista Giovanni Battista Della Porta (che si occupa anche ripetutamente del fenomeno della camera oscura) o pittori come Jacopo Chimenti, detto l’Empoli.

Il termine “stereoscopico” si deve però al gesuita belga François de Aguilón, che nel 1613 dà alle stampe il volume “Francisci Aguiloni e Societate Iesu Opticorum libri sex: philosophis iuxta ac mathematicis utiles”: nel libro sesto di tale opera un capitolo è dedicato tra l’altro a “De stereographice altero proiectionis genere ex oculi contactu”.

Tuttavia nel 1800 che la stereoscopia diviene finalmente una realtà alla portata di tutti.

Ciò che ci consente di vedere in tre dimensioni è la visione binoculare, dal momento che i nostri occhi vedono la realtà da due posizioni differenti: ogni occhio registra un’immagine da una propria angolazione e ciò che vediamo è il risultato della sovrapposizione di queste due visioni operata dal cervello secondo un meccanismo che ancora non è stato del tutto chiarito.

La sovrapposizione delle immagini consente al cervello di valutare la distanza dell’oggetto visualizzato, che è la stessa per entrambi gli occhi soltanto se l’oggetto è un piano (lo schermo televisivo, per esempio).

L’oggetto viene quindi percepito come vicino o lontano (e di conseguenza in tre dimensioni) in funzione dello scostamento a destra o a sinistra dal punto di collimazione degli assi interottici: gli occhi si trovano infatti ad una distanza di circa 6 cm uno dall’altro.

Una foto stereoscopica del 1860


Per ottenere la visione tridimensionale di un’immagine che si trova su un piano, come nel caso della fotografia, bisogna quindi riprodurre artificialmente la visione binoculare e ciò che si crea è l’illusione della tridimensionalità.

Per fare ciò è necessario disporre di due fotografie dello stesso soggetto, riprese nello stesso momento dalla stessa distanza ma da due angolazioni differenti.

Bisogna quindi disporre di una fotocamera dotata di due obiettivi che si trovano a circa 6 cm l’uno dall’altro: tale doppia fotografia dovrà poi essere osservata con un visore apposito, che consenta agli occhi di inviare al cervello due immagini che quest’ultimo sovrappone facendo vedere una sola fotografia tridimensionale.

I primi tentativi di ricreare la visione stereoscopica precedono quindi di molto la scoperta della fotografia e vengono effettuati con disegni appositamente realizzati.

Charles Wheatstone
Colui che per primo ottiene tangibili risultati in tal senso è il fisico inglese sir Charles Wheatstone nel 1832.

Nel 1838 lo scienziato britannico pubblica un trattato sulla visione binoculare, dovuta al differente posizionamento delle due immagini percepite da ogni occhio. Illustra il testo con le sue coppie di disegni stereoscopici: i primi stereogrammi.

Per la visualizzazione di questi primi disegni "stereografici" Wheatstone utilizza uno strumento ottico basato su sistema di specchi e prismi, che indirizza correttamente le immagini destinate all'occhio destro e sinistro: lo stereoscopio a specchi. Guardando queste immagini bidimensionali, era così possibile sperimentare l'illusione della profondità tridimensionale. Wheatstone propone di chiamare lo strumento Stereoscope. L'invenzione di Wheatstone risale al 1832 ma il brevetto solamente al 1838.

Lo stereoscopio a specchi di Charles Wheatstone

Grazie agli sviluppi della fotografia, e in particolare con l'invenzione della sciadografia (ovvero del negativo fotografico), sir Charles Wheatstone intravede nuovi possibili sviluppi nella sua ricerca. Entra così in contatto con William Fox Talbot, commissionandogli i primi esperimenti di "stereofotografia".

Nel 1838 Wheatstone presenta il primo stereoscopio così realizzato alla Royal Society di Londra. Lo stereoscopio di Wheatstone non riscontra però un grande successo, poiché complesso e ingombrante, si dovrà infatti attendere il 1849 quando sir David Brewster, che aveva già brevettato il caleidoscopio, realizza un più leggero e maneggevole stereoscopio: si tratta di un "binocolino" dotato di lenti attraverso cui guardare una coppia di fotografie, realizzate con due fotocamere affiancate, poste all'altra estremità dell'apparecchio.

Lo stereoscopio di David Brewster

J.B.Dancer's Stereoscopic camera
È del 1852 l'invenzione della fotocamera binoculare (anche conosciuta come fotocamera stereoscopica o stereo camera), per opera di J.B. Dancer, un ottico di Manchester.

Nel 1858 lo stereoscopio di Brewster viene presentato all'Esposizione Universale di Londra, suscitando l'interesse della regina Vittoria che ne volle subito uno per sé.

Visto l'enorme interesse riscosso dall'oggetto, da prima la ditta parigina Duboscq & Soleil, poi svariate altre ditte, soprattutto inglesi, francesi e americane, produrranno in serie lo stereoscopio Brewster, che divene a breve un enorme successo presso la borghesia europea e americana. Negli Stati Uniti Oliver Wendell Holmes realizza infatti una versione più economica dello stereoscopio di Brewster.

Col tempo alle fotografie in bianco e nero su cartoncino, si affiancheranno fotografie colorate a mano stampate su carta sottile e, successivamente, stampe fotografiche su lastre di vetro (delle diapositive ante litteram), sovente anch'esse colorate, che conferiscono maggiore profondità alle immagini stereoscopiche.

Riproduzione di stereoscopio ottocentesco Holmes
A fine ottocento per lo stereoscopio inizierà una fase di declino, destino condiviso con la lanterna magica, causato principalmente dalla nascita del cinema.


Stereogramma parallelo per stereoscopio del Colosseo, scattato da Havley C. White nel 1901
Fonti:
- Storiadellafotografia.it (Fonte principale)
- Wikipedia


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