I segreti del paesaggio in 12 semplici regole!

In attesa del contest fotografico Albe e Tramonti del mese di settembre su Forum di Fotografia.it, approfitto per condividere insieme a voi degli appunti che ho tenuto da parte dopo aver letto un articolo sulla rivista mensile: Photo professional Canon Edition.
Il titolo recitava: I segreti del paesaggio in 25 semplici regole!

Qualcuna l'ho decisamente persa per strada e nei miei appunti me ne ritrovo 12.
Poco male. Cercherò di essere il più completa e chiara possibile, integrando anche qualche informazione che proviene dalla mia esperienza personale.

Foto di Michael Kenna

Regola num. 1
Il momento giusto. 

All'alba o al tramonto, il sole radente rende le ombre più lunghe, la luce più morbida e diffusa, e il cielo più colorato.  In questo modo si aggiunge profondità al paesaggio, trasformando questi due momenti della giornata nei momenti migliori per fotografare qualsiasi panorama.
Il motivo per cui prevalgono i colori caldi è molto semplice. Infatti quando il sole si trova basso sull'orizzonte, lo spessore di atmosfera da attraversare è molto maggiore rispetto a quello che si ha a mezzogiorno. Quindi dato che le onde luminose, che corrispondono al colore rosso, hanno una lunghezza d'onda molto maggiore delle altre riescono ad arrivare indenni ai nostri occhi. Le altre invece, ossia colore blu e di colore verde vengono bloccate. Tuttavia ciò non vuol dire che il sole di mezzogiorno sia sempre da evitare, perché può rivelarsi un ottimo momento per realizzare immagini dove il contrasto tra l'azzurro del cielo e il bianco delle nuvole risulta essere molto accentuato.


Regola num. 2
Verificare le previsioni del tempo.
 
Sicuramente ogni fotografo, amatore o professionista, paesaggista o meno sa che le condizioni meteorologiche influiscono decisamente sulla resa degli scatti.
Infatti giornate limpide e soleggiate con qualche nuvola bianca sono ideali per fotografare albe e tramonti, mentre le giornate nuvolose risultano perfette per i paesaggi dominati da acqua, come le coste e le cascate.
In quest'ultima condizione la scarsa luminosità può permettere di impostare tempi molto più lenti, e di catturare il movimento dell'acqua (reso ancora più bello se si utilizza qualche filtro come quello neutro che ci permette di usare tempi di scatto più lunghi).

Regola num. 3 
Che obiettivo!? 
Per avere la massima resa dei dettagli e una buona profondità di campo, come è richiesto di solito nella fotografia paesaggistica, meglio scattare in modalità Av e impostare un'apertura molto ristretta (f/16 o f/22) per rendere al massimo appunto la PdC e cercare di rendere l'immagine quanto più nitida possibile.

Usare un'ottica grandangolare consente di avere una PdC maggiore e di inquadrare anche molti più elementi nella scena. Infatti se utilizziamo un 24mm riusciamo ad avere un angolo di campo di circa 84 gradi, che diventano 111 con il 15mm.
E qui, per esperienza personale starei attenta a tenere la linea dell'orizzonte sempre sotto controllo per l'inclinazione prospettiche che subisce nell'obiettivo grandangolare.
Altrimenti se vogliamo aumentare l'ingrandimento, ridurre l'angolo di campo, escludere degli elementi di disturbo nella composizione a scapito di una possibile compressione prospettica data dalla lente, possiamo anche optare per un teleobiettivo.

Salvo Orlando
Regola num. 4
Il treppiedi. 

Per ottenere una buona esposizione, dopo aver impostato un'apertura molto ridotta avremo bisogno di tempi di posa molto lenti. Talmente lenti che sarebbe impossibile ottenere un'immagine nitida a mano libera. Meglio quindi se portiamo con noi un treppiedi bello robusto. 
In alternativa potrebbe essere necessario aumentare gli ISO a 400 o a 800. Per esperienza io detesto aumentare gli ISO. Di solito cerco di non andare mai oltre i 400. Quindi anche se questo dipende dalla macchina che si usa consiglierei di cercare un punto di appoggio naturale dove poggiare la macchina.

Regola num. 5

Il punto dove mettiamo a fuoco è l'area più nitida e quindi quella di maggior impatto.
L'articolo recitava testuali parole: "..imposta manualmente un punto Af e prova a seguire la regola che prevede di mettere a fuoco a un terzo del fotogramma partendo dall'alto, e non necessariamente il terzo inferiore del primo piano che và all'orizzonte, come talvolta si dice in modo da creare diversi piani di fuoco che portano verso l'orizzonte."
Importante in questo caso sarà anche ragionare sul primo piano, nonostante il paesaggio sia vasto e distante, per aumentare sempre il senso di profondità dello scatto.

Regola num. 6
Scatto a distanza.

Quando la camera è fissata su un treppiedi anche il solo premere il pulsante di scatto può essere deleterio ai fini della buona riuscita dell'immagine. Quindi si consiglia di scattare servendosi di un telecomando via cavo o wireless.
Altrimenti autoscatto!

Joe Cornish
Regola num. 7
Segui le linee guida. 

Dopo aver deciso i primi piani e il punto da focalizzare con maggiore chiarezza, per guidare l'occhio di chi guarda dentro l'immagine può diventare rilevante seguire nella composizione le linee del paesaggio.

Regola num. 8

Immaginando l'inquadratura suddivisa in nove sezioni uguali da una coppia di linee equidistanti, verticali e orizzontali, posizioneremo gli elementi che più ci interessano in uno dei punti di intersezione di queste linee. 
In questo modo otterremo più dinamicità e armonia.








Regola num. 9
Il primo e il secondo piano.

E' fondamentale stabilire una connessione tra il primo piano e la metà dell'immagine, e tra il punto di fuoco e l'orizzonte. Per esempio ci si può abbassare (può contribuire a ridurre quel noioso spazio vuoto centrale), o al contrario, posizionarsi in alto per creare una traiettoria in modo da collegare gli elementi in primo piano con quelli presenti sullo sfondo.

Regola num. 10
Fusione. 

Se la luce è un po' fiacca, possiamo miscelare le esposizioni (controllate se nella vostra macchina c'è l'opzione di bracketing per scattare 3, 5 o 7 esposizioni insieme) e fonderle in un'unica immagine HDR. Altrimenti ci si può servire del foto ritocco con lo strumento scherma e brucia per schiarire o scurire alcune aree dell'immagine.

Regola num. 11
In equilibrio con il cielo.

A prescindere dall'ora nel caso in cui il cielo sia troppo brillante diventa molto difficile esporre in modo corretto e riuscire a mantenere il dettaglio in primo piano. Come dicevo sopra quindi, può essere utile usare un filtro neutro per ottenere un'esposizione più equilibrata con i tempi e le aperture che ci servono per la profondità di campo e la nitidezza dell'immagine.

Altrimenti per aumentare l'azzurro del cielo e il contrasto, oppure ridurre riflessi e bagliori, soprattutto se ci interessa fotografare il fondo del letto di un fiume, può essere utile servirsi di un filtro polarizzatore. Ricordandoci però di scattare a 90 gradi rispetto al sole e di non usare grandangoli inferiori a 35 mm per non avere effetti indesiderati.

[http://www.dykinga.com/Welcome.html]
Regola num. 12
Catturare il movimento.

Con tempi molto lunghi (tra 2 e 10 secondi), con un cavalletto e un cavo di scatto, possiamo fotografare un corso d'acqua rendendolo vellutato e quindi donando un elemento di dinamicità alla foto. Oppure onde, nuvole, animali... Detto questo, auguro a tutti un buon fotocontest ricordando che infrangere le regole è sempre molto divertente! 

Per chiarimenti, dubbi o dissensi non esitate a commentare. Happy light. 

Fonte: Photo Professional Canon Edition. 

Valentina Andrea Auletta - Blog

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