10 consigli che H.C. Bresson ti avrebbe dato sulla fotografia di strada


Buona luce a voi tutti cari lettori.

Sono stato un pò assente dal blog ma sono tornato per terminare la serie delle interviste che a mio parere sono fondamentali, oltre all'analisi dei contatti (la stampa dei negativi in un unico foglio) per capire un fotografo, il suo modus operandi e la sua filosofia di vita.

Riparto però con questo articolo al quale sono molto legato sia perché faccio "street photography", sia perché cerco di imparare dal grande maestro Henry Cartier Bresson. Si discute molto se è valido studiare i grandi maestri oppure andare ognuno sulla propria strada.

Io sono partito dalla filosofia del Tao, per il quale tutto è utile al saggio, che riesce a far suo ciò che gli serve, e sono giunto alla conclusione che si ha bisogno di entrambi: nessuno nasce genio, anzi, la vena artistica e creativa và educata e coltivata, come se fosse un seme da prenderne cura affinchè germogli. Quindi all'inizio è ottimo studiare e vedere ciò che è stato fatto, il come, il quando e il perché dai grandi del passato per poi affrancarsene nel momento in cui si raggiunge uno stadio di maturità da dedicare alla ricerca del nostro stile personale di individuo unico e irripetibile.

Direi stesso discorso sulla composizione. Imparate le regole a memoria, assimilatele con l'esperienza sul campo per poi dimenticarle.

La propria personalità fotografica và educata e coltivata, non piove dal cielo come dono di Dio, ma ci vuole sacrificio, dedizione, passione e tanta voglia di vivere.

Inizio l'articolo proprio con H.C.B che riteneva essenziale possedere tanto amore, in sé, per sè stessi e gli altri e sopratutto per la vita.
"Non si deve pensare di vivere per la fotografia. Bisogna vivere e basta. Poi sarà la vita a darti delle immagini da prendere!"

1 - CONCENTRARSI SULLA GEOMETRIA


Analizzando l'opera di H.C.B ci accorgeremo di un uso quasi poetico della geometria, come se in un valzer andrebbe a braccetto con il contenuto. Appaiono nella composizione verticali, orizzontali, curve, diagonali, triangoli, cerchi, quadrati , ombre e un attento uso dell'inquadratura (affermava di non tagliare mai una foto ma di scattarla con l'inquadratura più perfetta possibile).

"Per strada inizia a vedere il mondo diversamente, come un insieme di forme e elementi geometrici da usare per portare l'attenzione sul soggetto o inquadrarlo. Sii poetico e cerca le relazioni intrinseche tra soggetti e l'ambiente, scomponi il mondo in ambiti formali."

2 - ESSERE PAZIENTI


H.C.B è il padre del "momento decisivo" il quale non era sempre o solo un fuggevole spazio temporale spontaneo ma anche qualcosa che andava atteso. Era molto metodologico quando scattava e premeva il pulsante di scatto solo quando ogni elemento come lo sfondo, le persone, la composizione e l'inquadratura fosse stato perfetto.

In questa foto lui ha percepito uno spazio geometrico ed ha solo aspettato che prendesse vita con l'arrivo della ragazzina.

Perciò se trovate delle scene interessanti che vi stuzzicano lo sguardo, aspettate che passi una persona o si riveli un espressione del viso affinchè la vostra foto sia completa. Essere pazienti non vuol dire perdere una intera giornata fisso in un punto, né bisogna uscire e scattare tutto quello che vediamo (tendenza molto in voga oggi...). A volte le foto vanno cercate, anzi direi "suggerite", mentre, per mia esperienza, molte volte devo arrivare a te. Un mio ulteriore consiglio è quello di essere sempre "ricettivi" agli stimoli e a ciò che ci accade, una regola che vale per la fotografia quanto per la vita in generale.

3 - VIAGGI


Henry-Cartier-Bresson ha viaggiato ovunque nel mondo, India, USA, Africa, China, Messico e Europa. Il suo metodo era restare lì per molto tempo in modo da entrare dentro la cultura e il modo di vivere di quel popolo, per esempio resto in China per qualche anno senza tornare in Francia.

Viaggiare apre la mente quindi se puoi farlo prendi l'occasione e parti. Ti sarà molto utile per migliorare e maturare il tuo modo di fotografare e di percepire il mondo.

Anche se non centra con H.C.B. voglio consigliarvi questo articolo: Il Reportage sociale: significato, difficoltà e semantica

4 - L'USO DI UNA SOLA LENTE


Lavorando su commissione per magazine o giornali doveva usare diverse lenti ma quando scattava per sé la sua macchina montava imperterrita l'obbiettivo 50mm. Dopo anni di scatti la macchina fotografica era diventata un estensione del suo occhio e gli permetteva di sapere subito come sarebbe stata l'inquadratura e la posizione di quel soggetto nella composizione.

"Avere un metodo significa anche seguire un regolarità e usare la stessa lente vi porterà ad avanzare il vostro livello di visione fotografica. Allo stesso tempo sperimentate tutti i tipi di lunghezza focale, per trovare ciò che fà per voi e per capire i diversi rapporti con la realtà del mondo e l'effetto dell'ottica."

5 - FOTOGRAFARE I BAMBINI


Questa è una delle foto piu famose di H.C.B. Ci rende l'idea della sua abilità nel catturare l'essenza genuina e ingenua ma vitale dei bambini. Li ritraeva nei loro momenti di gioco o di semplice euforia sempre attento a coglierne il momento decisivo.

Oggi è molto più difficile e rischioso fotografare i bambini a causa dell'ipocrisia della società che ci ha fatto un lavaggio del cervello con la pedofilia e la paura delle immagini legata alla privacy. In realtà tutto è molto semplice e tranquillo però le persone si fanno influenzare dalle paure e le diffondono. 

Il mio consiglio è quello di agire senza preoccupazioni e preconcetti. L'idea di fondo è uscire per scattare sapendo di voler cogliere l'essenza della vita nella strada, infatti non andremo a scattare in maniera libidinosa (almeno spero) e di trasmetterlo agli altri.

Fotografare con sicurezza, senza troppi indugi sul soggetto, con un sorriso ai genitori e magari dopo lo scatto rassicurarli sul perchè dello scatto è un ottimo modo di far stare bene noi e loro e invertire il senso dell'opinione pubblica.






6 - ESSERE DISCRETI

Quando H.C.B scattava foto soleva stare il più possibile discreto e con un basso profilo che gli ha permesso di scattare la maggior parte delle sue immagini senza che i soggetti erano consapevoli di essere fotografati. Come otteneva ciò? Sappiamo che copriva la sua Leica di scotch nero o con un fazzoletto per non mostrarla, ma anche camminava con passi leggeri, movimenti rapidi e sicuri e un atteggiamento verso le persone per le quali essi non si sentivano osservati nè prossimi ad essere immortalati.

Se vuoi essere "nascosto" devi agire con velocità, agilità, sicurezza, e decisione. Puoi anche vestire senza dare nell'occhio, far finta di sfogliare un giornale o di fotografare altro per poi rivolgere l'obbiettivo al tuo vero soggetto. Il metodo migliore è di scattare appena il tuo occhio coglie una scena interessante, però questa prontezza nell'individuare una buona foto e coglierla al volo senza troppa razionalità e molto istinto verrà dopo molta esperienza in strada.

7 - VEDERE IL MONDO COME UN PITTORE


H.C.B. inizia la sua carriera artistica come pittore, si innamora del disegno e il suo ultimo mezzo di espressione sarà la fotografia. Per lui la fotografia non era interessante ma era un mezzo per disegnare, per trovare dei quadri istantanei della realtà da rendere eterni.
Non fece altro che applicare alla fotografia le regole della pittura, composizione, vitalità, e la capacità di vedere la scena tutta insieme allo stesso momento come accade per i pittori.

Studiare il lavoro di altri pittori è molto utile. Lasciarsi influenzare non solo dalla fotografia ma anche da altre forme di espressione come la letteratura, la musica o la poesia servono a plasmare in noi la personalità che dovrà poi emergere dalle nostre foto. 

E qui non posso che consigliarvi la lettura di questo articolo: Fotografia, Poesia e Benigni! L'analfabetismo fotografico in Italia

8 - NON TAGLIARE L'IMMAGINE.


H.C.B. non ha mai croppato una foto perchè credeva fermamente che le perfezione della foto andava ottenuto al momento dello scatto, altrimenti si doveva re-inquadrare e scattarne un altra.

Personalmente faccio uso del "crop" e ammiro l'impostazione di Mario Giacomelli che tagliava le sue foto a seconda dell'emozionalità dei soggetti per raffornarne l'intensità. Però l'impostazione alla Bresson ci può aiutare a pensare al momento dello scatto, previsualizzarne l'inquadratura e la bontà ed avere sin da subito un foto completa senza dover fare troppi aggiustamenti.
la foto deve essere buona dall'inizio mentre la possibilità di tagliare è uno strumento da utilizzare se ci accorgiamo che possiamo aumentarne il valore estetico e concettuale.

9 - NON PERDERE TROPPO TEMPO A POST-PRODURRE


Bresson non ha mai trattato le sue foto né in camera oscura né al computer anche se conosceva le tecniche di post produzione analogiche. IL suo interesse era lo scatto, le sue pellicole venivano mandate in laboratorio a sviluppare e stampate da persone di sua fiducia: però lui lavorava per un agenzia ed era di ricca famiglia quindi se lo poteva permettere, un lusso che non ha quasi più nessuno.

Il consiglio è di non perdersi dietro la tecnologia e la post produzione. Viviamo in un mondo dove gli aspiranti fotografi diventano provetti tecnici di Photoshop, abilissimi nel postprodurre anche una foto orrenda (che non può altro che peggiorare) ma con i mano poche cose da trasmettere fotograficamente parlando.
Migliorate solo delle foto che partono col piede giusto per valorizzarle, meglio spendere più tempo nel provare diverse tecniche solo su quelle, ma lasciate stare quelle medio-basse. Avrete più tempo per uscire a scattare e fare esperienza.


10- CERCATE SEMPRE DI ANDARE OLTRE.


Le sue strabilianti fotografie non hanno mai emozionato troppo il suo autore, é sempre stato in uno stato empatico, né troppo attaccato ai sentimenti positivi, né a quelli negativi, in un perfetto bilanciamento esistenziale.
Resta sempre un pò distaccato dalle tue foto anche se sono molto belle. Impara ad essere oggettivo, senza credere che sono tutte da buttare, e continua a cercare immagini ancora più belle per il tuo portfolio. Non bisogna mai smettere di progredire verso il meglio e se troviamo un formula che applichiamo sempre e funziona bisogna smettere tutto e ripartire da zero verso nuovi obbiettivi e traguardi.

Siete arrivati alla fine. Spero che questi consigli li possiate applicare anche per altri campi della fotografia. Ricordate che ognuno di voi deve prima conoscere se stesso e capire quale di questi "tips" funziona meglio con voi e con il vostro approccio alla fotografia.

Mi raccomando buona luce, BELLE TESTE e come diceva H.C.B. portare il vostro cuore, mente e occhio sulla stessa linea.

Fonte | Erickimphotography.com 

Andrea
af.cogumelo@gmail.com

Articolo correlato: H.C. Bresson e il cestino, tre elementi per una buona fotografia

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