HDR: Forse non tutti sanno che...

HDR: questo illustre sconosciuto. La tecnica HDR (acronimo di High Dynamic Range), è stata più volte esaminata, in quasi tutte le sue componenti, soprattutto per ciò che riguarda la tecnica di scatto e i programmi usati (Photoshop, Photomatix Pro, Easy HDR).

Tutti sappiamo che per creare un’immagine HDR c’è necessità di scattare un unico file singolo in RAW (e salvare da questo tre o più jpeg/tiff con diversa esposizione) o tre o più foto in bracketing, così da avere la famigerata foto “normale” e le sue sorelle sottoesposte e sovraesposte. Da lì, i vari scatti verranno poi uniti e mappati con i programmi adatti per creare l’immagine risultante. Ciò che però non viene mai specificato nei tutorial è che, per ottenere immagini realmente pregnanti e degne di nota, la cosa che più conta è la prima immagine, quella di partenza. Per ottenere il meglio, infatti, lo scatto deve essere compiuto in situazioni di luce non estreme. Le regole base per il primo scatto sono le seguenti:

1.No ai forti controluce
2.No ad un’eccessiva presenza di nero in foto (come nel caso di foto notturne scattate con esposizioni non troppo lunghe)
3.No a cieli grigi
4.No al troppo sole

Nel primo e nel secondo caso, infatti, a causa dell’elaborazione, l’HDR risultante nella maggior parte dei casi avrà un nero scolorito e rumoroso, a cui sopperire solo tramite un elevato contrasto che riporterà l’immagine più o meno ai toni originari di silhouette o notturno.

Nel terzo caso i cieli troppo slavati e grigi possono dar luogo a macchie bianche di colore, laddove il programma non riesca a trovare toni adatti per la mappatura. Ciò capita soprattutto in zone dove il colore tende verso il bianco, per cui la macchia di colore risulterà di un bianco/grigio con contorni frastagliati (come si vede nell’immagine).



Nel quarto ed ultimo caso, succede qualcosa di analogo alla precedente. Il sole a picco può creare scompensi nello scatto originario, in quanto a meno di centrare bene la foto, il cielo risulterà tendente al bianco, per poi “bruciarsi” completamente durante la mappatura.

L’eccessiva rifrazione dei raggi UV, inoltre, può creare scoloriture anche su altre aree della foto, rendendo così l’HDR pressochè inutilizzabile. In questo caso specifico, comunque, possono essere usati piccoli accorgimenti per scattare in libertà, senza preoccuparsi della quantità di luce eccessiva.

In primo luogo, non dimenticare mai il paraluce; è fondamentale per catturare la quantità di luce giusta. Altro suggerimento è l’uso di un filtro UV e/o un polarizzatore, al fine di bilanciare il bianco e i riflessi. Quanto alle condizioni atmosferiche, prediligere possibilmente belle giornate in orari di primo mattino o metà giornata fino al crepuscolo, meglio se con cieli tersi e accesi con qualche nube qui e là, per creare dinamicità nell’immagine.

I soggetti migliori da fotografare, infine, sono quelli architettonici o comunque ricchi di dettagli, che verranno maggiormente evidenziati nella fusione HDR.

Articolo scritto da Sabrina Campagna - Flickr Album



Post più popolari

Corso di Fotografia Digitale online gratuito

Canon o Nikon? Nikon vs Canon - La migliore Reflex è...

I migliori manuali di fotografia per imparare la tecnica fotografica

Tutorial per Photoshop tecniche avanzate di Fotoritocco Professionale

Facebook concorso fotografico nazionale gratuito a premi, tema "la fotografia di viaggio", dall'1 al 30 novembre 2016