Guida alle schede di memoria per la fotocamera - Corso di Fotografia - Lezione 8

Questo articolo fa parte del Corso di Fotografia Digitale Online.

Questo articolo vuole far capire come funzionano e come classificare le schede di memoria indipendentemente dalle evoluzioni tecnologiche che sempre avverranno in questo campo, in modo tale da poter scegliere la scheda di memoria più adatta alle proprie esigenze.

Schede di memoria, queste sconosciute, un breve viaggio nei meandri di un piccolo mondo che agli occhi di chi vi si accosta per la prima volta può spesso confondere e trarre in inganno.

Sicuramente vi sarete chiesti almeno la prima volta dove sarebbero state "conservate" le foto che di li a poco sareste andati a scattare, niente di più semplice, nell'apposita scheda di memoria che va inserita dentro la fotocamera.

La domanda che ci si pone quando non si è molto informati in merito è: cosa sto comprando? Che differenza c’è? Perché questa costa il doppio di quest’altra? Quale prendo? Con questa mini guida cercheremo di scoprire appunto le caratteristiche che differenziano le varie schede.

SD è l’abbreviazione di Secure Digital, attualmente il più diffuso formato per le schede di memoria. Ci sono anche altri formati, li elenchiamo per conoscenza: Smart Media, MultiMediaCard, xD Picture Card, Memory Stick formato proprietario usato da Sony, tutti i formati elencati fino ad ora sono ormai in disuso da anni, poi abbiamo le Compact Flash, schede che si usano solo su macchine di fascia alta poiché preferite per affidabilità e prestazioni.

A sinistra una scheda Compact Flash, a destra una scheda SD.

All’interno delle schede possono essere immagazzinate grandi quantità di informazioni, dati, foto, video, musica, ecc… per poi essere utilizzate dagli apparecchi elettronici di uso comune, in questo articolo parlerò del loro impiego con le fotocamere, ma prima di entrare nel dettaglio è bene fare una distinzione sui vari tipi di schede presenti sul mercato.

Tipologia schede:

  • SD - ormai in disuso per la loro ridottissima capacità di memoria, che arriva al massimo a 2 GB.
  • SDHC - Secure Digital High Capacity, come si evince dal nome si differenziano dalle SD normali in quanto la loro capacità di immagazzinare dati è superiore rispetto alle prime. Esse infatti partono da una capienza superiore ai 2 GB (4 GB) fino ad un massimo di 32 GB (questi limiti saranno sicuramente superati con l'avanzare della tecnologia).
  • SDXC - Secure Digital eXtended Capacity, esse partono dalla capacità di 32 GB e arrivano alla capacità massima teorica di 2048 GB ossia 2 Tera.
  • SDHC UHS-I - sono schede SDHC che seguono le nuove specifiche UHS-I (Ultra High Speed) capaci di trasferire da un minimo di 10 MB al secondo ad un massimo di 312 MB al secondo.
  • SDHC UHS-II - a differenze delle UHS-I la capacità di trasferimento minima è di 30 MB al secondo.  

Formati schede:

  • Standard - 32 x 24 mm
  • Mini-SD - 31,5 x 20 mm
  • Micro SD - 11 x 15 mm 

Negli scaffali dei centri commerciali ne trovate in vendita a decine e si differenziano per marca, per capienza e per classe. Sono state infatti letteralmente "classificate" in base a degli standard di velocità. A farlo è stata la SD Association che altro non è che una specie di alleanza globale tra più di mille aziende coinvolte nella progettazione, nello sviluppo, nella produzione e nella commercializzazione di prodotti che utilizzano la tecnologia delle schede SD.

Le classi sono così definite:


Se guardate una scheda SDHC noterete oltre alla marca del produttore e la capienza anche un cerchietto con un numero al suo interno, esso rappresenta la classe di velocità della scheda.


Più la classe è alta, più la velocità in scrittura è elevata, più la scheda è performante e più costa.

Oltre a alla classe, vi è la sigla attestante la velocità, espressa con un numero seguito da un segno di moltiplicazione, come ad esempio la scheda nell'immagine qui in alto riporta la dicitura 1000x, certe volte la velocità è espressa in MB/s, questo valore prende il nome di "Speed Rating".


Cosa indicano queste scritte? Se sulla scheda è riportato 1000x vorrà dire che la quantità di dati scritti in un secondo è pari a 1000 volte l’unita di misura di scrittura utilizzata per i CD (che è di 0,15 MB/s). Nello specifico avremo: 1000 x 0,15 MB/s che è uguale a 150 MB/s.

Per le schede che riportano direttamente la velocità espressa in MB/s non dobbiamo fare alcun calcolo. Bisogna porre attenzione però a questi dati. Le velocità riportate sono quelle massime e sono dichiarate dal produttore e non verificate in maniera imparziale. Spesso sulla confezione o sulla scheda il produttore per evitare eventuali lamentele pone la scritta "up to" (fino a) e la velocità, oppure si nota addirittura la presenza di un asterisco accanto alla velocità che sta ad indicare che la velocità espressa è quella massima.

Come districarsi quindi in questa serie di sigle e numeri? Sicuramente la classe di appartenenza è un elemento cardine al quale fare riferimento, ma direi che bisogna tenere anche in considerazione anche la marca, alcune case produttrici sono decisamente più affidabili di altre. A parità di marca ci sono poi quei prodotti di fascia alta, spesso destinati a utenti più esigenti etichettati come "prosumer" (professional-consumer).  La marca fondamentalmente è una cosa soggettiva, di sicuro è preferibile scegliere marche conosciute e con esperienza nel settore a quelle di cui non si è mai sentito parlare.

Non fatevi condizionare dal prezzo, la scheda la comprate una volta sola e andrà a contenere le vostre foto, i vostri video, il vostro lavoro ed i vostri ricordi. A tal proposito vi consiglio di consultare il seguente articolo: Le migliori schede di memoria SD ed accessori ad esse dedicati.

Fortunatamente anche internet ci può aiutare, basta digitare su qualsiasi motore di ricerca parole tipo "Comparazione schede SD" e troveremo centinaia di siti che offrono confronti tra le varie case produttrici e tra i vari prodotti di diversa fascia della stessa casa. Alcuni offrono comparazioni effettuate con apparecchiature professionali, altri con metodi empirici, ma sicuramente bisogna prestare attenzione e verificare l’attendibilità dei risultati forniti.

Quale scheda scegliere quindi? Naturalmente dipende da vari fattori. Prima di tutto dovete analizzare il prodotto con il quale verrà usata la scheda e le vostre attuali esigenze. Su una normale compatta sarebbe sicuramente sprecata una scheda SDHC da 128 GB di classe 10, di contro su una reflex o su una mirrorless per quanto possa essere una entry-level e l'utente un amatore alle prime armi potrebbe essere limitante comprare una scheda da 32 GB classe 4.

I prezzi delle schede di classe 10 non sono più così alti, se siete dei fotoamatori evoluti consiglio di puntare su questi modelli, perché una maggiore velocità di scrittura sarà sicuramente utile alla fotocamera durante le raffiche o una serie di scatti in sequenza, è vero che le macchine fotografiche sono dotate di buffer di grandi dimensioni, ma per evitare di riempirlo e di rallentare le operazioni di scrittura è preferibile optare per prodotti più performanti. Se inoltre si vogliono realizzare video una scheda video di classe elevata è una scelta obbligata.

Personalmente consiglio di non eccedere con la capienza della scheda di memoria, poiché più e grande più sono i file che andranno persi se qualcosa va storto, i professionisti solitamente sono soliti usare più schede per questo motivo, così hanno la sicurezza di non perdere totalmente il lavoro, inoltre è buona regola, ogni volta che è possibile, scaricare le schede su un portatile.

Diverso invece è il discorso del trasferimento dati dal supporto al computer, un conto è trasferire 30 Gb di dati da una scheda classe 4, altro conto è farlo da una scheda classe 10, tenete in considerazione che potreste perdere anche il doppio del tempo necessario con una scheda di classe inferiore.

Prima di comprare una scheda controllate sul libretto di istruzioni della vostra fotocamera se è compatibile con essa.

Articolo scritto da Alessio Bardaro (Facebook - Flickr) e modificato/aggiornato da Marco Crupi.

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