La fotografia di Eve Arnold


Spinta dalla semplice curiosità e l'amore per l'imprevedibilità della fotografia, Eve Arnold contribuì a dare forma al fotogiornalismo nella seconda metà del ventesimo secolo.

Nelle sue foto lascia che sia il soggetto a guidarla cercando il suo punto di vista. Il suo obiettivo è stato quello di essere come uno specchio per il mondo rendendo le persone consapevoli della condizione umana.

Arnold iniziò la sua carriera di fotografa nel 1943 grazie a un posto da manager in uno degli stabilimenti del gruppo Stanbi, una controllata della Standard Brands, che si occupava dello sviluppo di fotografie da rullini e negativi. Tra i suoi compiti c'era anche l'assistenza all'interno dei nuovi stabilimenti del gruppo, attività che l'ha portata a girare buona parte degli Stati Uniti. Fotografò durante il lavoro presso l'impianto e decise di seguire un corso fotografico di sei settimane sotto l'influente insegnante di fotografia Alexey Brodovitch presso la The New School for Social Research a New York.

Impressionato dalle immagini della Arnold riguardanti una sfilata di moda ad Harlem, Brodovitch la incoraggiò a continuare a scattare.

A sinistra: Eve Arnold – USA. New York City. Sfilata di moda ad Harlem. Modella Charlotte Stribling, 1950 / A destra: Eve Arnold – USA. New York City. Marlene Dietrich alla COLUMBIA RECORDS, 1952

Alcune di queste fotografie sono state poi pubblicate in una rivista inglese, che la portò all'attenzione della Magnum e nel 1951 diventò una loro fotografa grazie all'intervento di Henri Cartier-Bresson, uno dei fondatori, rimasto colpito dagli scatti newyorkesi, diventa così la prima donna free lance dell'agenzia di stampa e sei anni più tardi, nel 1957 viene inserita tra i soci dell'agenzia, diventando la prima associata donna, Arnold lavorò anche per diverse riviste e giornali, le sue foto sono state usate per campagne pubblicitarie e film.

Eve Arnold presto iniziò a praticare la professione di fotografa a tempo pieno. Dopo un'esperienza disastrosa per colpa di uno scrittore ostile che decise di cambiare il significato delle sue foto fatte durante una sfilata, decise in seguito a questa esperienza di ottenere quanto più controllo possibile sulle parole che avrebbero accompagnato le sue opere; per Arnold, una fotografia senza parole comunica di meno.

Foto di Eve Arnold - CUBA. Havana. Ragazza al bar di un bordello nel quartiere a luci rosse. 1954.

Nel corso degli anni '50, Arnold si concentrò soprattutto sulla ritrattistica, ricevette incarichi per riviste e produzioni cinematografiche di Hollywood. Diventata più sicura di sé, cominciò in questo periodo a produrre in modo indipendente, godendo della libertà e della consapevolezza che, se le fotografie fossero state di qualità sufficiente, sarebbero apparse in più sedi rispetto a quelle prodotte su misura per le esigenze editoriali di una singola rivista.

Quando divenne associata della Magnum, con lo scopo di migliorarsi, perlustrò i file dell'agenzia guardando anche le bozze, nel tentativo di capire come gli altri fotografi lavorassero.


Arnold aveva iniziato la sua carriera con una macchina fotografica da 40 dollari, una Rolleicord, per poi passare a una Rolleiflex, infine decise di passare a una fotocamera Nikon in formato 35 mm, la scelta di questo marchio fu dettata dal fatto che era difficile ottenere una Leica negli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale. Per muoversi facilmente e stabilire un contatto con il soggetto decise di portare il minimo indispensabile come attrezzatura fotografica, cercando di far stare tutto in una borsa fotografica.

Ad esempio, quando fotografava sui set cinematografici, Arnold lavorava a piedi nudi, cercando di non attirare l'attenzione dei suoi soggetti, smetteva di fotografare se notata. Per una maggiore varietà fotografò le stesse situazioni in bianco e nero e a colori; continuò con questo metodo fino alla metà degli anni 1970, quando il mercato per la stampa monocromatica era in gran parte scomparso.

Arnold era incline a usare il colore come un accento o come parte del disegno complessivo e credeva che i colori tenui, spesso, si dimostrassero più efficaci rispetto a tonalità forti. Eve Arnold è nota per le sue fotografie di star di Hollywood, politici e leader religiosi, solo per fare alcuni nomi: Marlene Dietrich, Joan Crawford, Malcolm X, il senatore Joseph McCarthy, i presidenti e Richard M. Nixon e Dwight D. Eisenhower. Ma le fotografie per le quali lei è forse più nota sono quelle scattate a Marilyn Monroe.

Foto di Eve Arnold - USA. Illinois. Chicago. Malcolm X durante la sua visita alle aziende di proprietà dei neri musulmani. 1962.

A differenza di quelle di molti fotografi di celebrità degli anni 1950 e 1960, le fotografie di Arnold sono tipicamente istantanee, foto non ritoccate, come i suoi ritratti della Monroe. Per esempio durante la sessione di scatti per il film The Misfits i fotografi maschi generalmente cercavano di catturare la sensualità della Monroe, mentre Eve Arnold era più interessata alla sua parte più sincera e "normale".

Foto di Eve Arnold dell'attrice Marilyn Monroe sul set di "The Misfits", 1960.

Foto di Eve Arnold dell'attrice Marilyn Monroe sul set di "The Misfits", 1960.

Foto di Eve Arnold dell'attrice Marilyn Monroe sul set di "The Misfits", 1960.

Foto di Eve Arnold dell'attrice Marilyn Monroe sul set di "The Misfits", 1960.

Nel 1961, Arnold iniziò a lavorare con il London Sunday Times e si trasferì in Inghilterra nel 1962, rimase sotto contratto con il Times per dieci anni. In questa fase della sua carriera, Arnold lavorò in maniera totalmente autonoma, dalla ricerca delle idee alla gestione di tutto fino alla stampa finita.

Anche se portò a termine lavori molto difficili, come viaggiare da sola attraverso le montagne dell'Afghanistan, Arnold non fotografò mai un conflitto armato.

Eve Arnold - AFGHANISTAN. Kabul. Young girl. 1969.

Nonostante il suo desiderio di farlo, il suo art director rifiutò sempre di permetterle di coprire la guerra in Vietnam a causa degli enormi rischi che avrebbe comportato.

Eve Arnold è anche nota per i suoi 11 libri, che lei stessa ha strettamente supervisionato, tra cui i volumi che hanno caratterizzato Marilyn Monroe, Mikhail Baryshnikov e l'americano Ballet Theater.


Fin dall'inizio dei suoi giorni come fotografa, Arnold aveva sognato di girare la Cina; sogno che si realizzò nel 1979 e che portò alla realizzazione del libro "In China", in cui cercò di far trasparire la felicità che molti Cinesi provarono nei confronti della prima industrializzazione, le immagini portarono Eve Arnold alla sua prima grande mostra personale al Brooklyn Museum nel 1980.

Nel 1991 esce "The Great British", titolo originale "Eve Arnold in Britain", che contiene i leggendari scatti della Regina Elisabetta II. Quattro anni più tardi nel 1995 pubblica "In Retrospect" una autobiografia, in cui raccoglie oltre 50 anni di carriera.

Eve Arnold - G.B. ENGLAND. Cheshire. La regina in tour. 1968.

Pochi mesi più tardi diventa membro onorario della Royal Photographic Society e viene eletta Master Photographer dal New York's International Center of Photography, una delle maggiori onorificenze per un fotografo.

Nel 1996 riceve il Kraszna-Krausz Book Award per il volume "In Retrospect" e l'anno successivo le viene consegnata la laurea honoris causa dell'Università di St Andrews, della Staffordshire University e dell'American International University di Londra. L'anno successivo esce "Film Stars: Photographs of Magnum Photos'' e due anni dopo collabora al volume "Magna Brava: Magnum's Women Photographers" che racconta la presenza femminile all'interno dell'agenzia di stampa.

Nel 2002 viene pubblicato “Eve Arnold: Film Journal” e nel 2003 viene nominata Ufficiale dell'eccellentissimo Ordine dell'Impero Britannico.

Nel 2004 pubblica "Handbook with Footnotes" seguito l'anno successivo da “Marilyn Monroe” il suo ultimo libro sulla diva. Nel 2009 esce il volume "Eve Arnold's People", che raccoglie le fotografie di soggetti presi dalla vita quotidiana e l'anno successivo le viene conferito il premio alla carriera in occasione dei Sony World Photography Awards.


Muore il 4 gennaio all'età di 99 anni, nella clinica di Pimlico, alle porte di Londra, dove era ricoverata ormai da tempo. Pochi mesi dopo la sua morte esce il volume "All about Eve", scritto e pubblicato dai suoi amici più cari.

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