Fotografia HDR - come realizzare foto hdr - Tutorial

ATTENZIONE POTETE LEGGERE LA VERSIONE AGGIORNATA DELL'ARTICOLO QUI: Fotografia HDR guida completa - Corso di Fotografia - Lezione 28


Questa stupenda fotografia in hdr è stata presa al seguente link: HDR_Collection-martin2106

Nel precedente articolo su tale argomento: Tecnica di fotoritocco: Creare foto in HDR (High Dynamic Range) ho spiegato brevemente con quali software e quali procedure conviene creare foto di questo tipo.
Adesso mi appresto a scrivere la continuazione di quella guida, rendendola più completa e ricca di informazioni.

High Dynamic Range vuol dire tecnicamente ottenere un risultato con una gamma dinamica estesa che supera i limiti fisici del sensore grazie alla possibilità di combinare facilmente in digitale scatti con esposizioni ottimizzate per zone diverse della scena.

Dalla definizione è chiaro che non è possibile ottenere un HDR vero da un solo scatto perché con uno scatto solo non superiamo alcun limite di gamma dinamica del sensore.
Come tutte le tecniche ha dei limiti, quella dell'HDR è costituita dal dover scattare su treppiedi a scene statiche.
L'equivoco in cui sei caduto è dato dal fatto che spesso si parla di HDR non per identificare correttamente una tecnica, ma per indicare un certo tipo di risultato con colori molto saturi, contrasto accentuato e luminosità diffusa su tutto lo scatto, che effettivamente si può ottenere anche da un solo scatto con un pò di post produzione, ma non è un HDR, solo post produzione (nonostante venga chiamata HDR dai più).

Ciò che però caratterizza un hdr vero è l'ottenere una gamma dinamica superiore a quella catturabile dal sensore, quindi con ombre aperte ed alteluci contenute anche in presenza di forti contrasti, dove un sensore chiuderebbe inevitabilmente le ombre oppure brucerebbe le alteluci, quindi in situazioni dove il singolo scatto (qualsiasi sia il trattamento in raw) comunque non avrebbe informazioni complete. Quindi mi pare ovvio che da un singolo file Raw non è possibile ottenere delle immagini hdr.

Il formato digitale si comporta esattamente come la pellicola, la corretta esposizione consente di avere la massima estensione dei toni, con la migliore resa delle luci e delle ombre, ogni variazione comporta una perdita da una parte o dall'altra. Spostarsi dalla condizione di equilibrio, comporta sempre una perdita più o meno visibile di informazioni. Per fare un esempio, diciamo che si è fatta la prima foto per esporre le alte luci, la seconda con un esposizione media e la terza esponendo per le ombre, l'unione delle 3 foto darebbe un unica immagine con una ricchezza di colori e dettagli superiore alla singola. Se vogliamo in termini meno fotografici, quando impostiamo l'esposizione ed il valore in ISO, scegliamo un fattore di amplificazione del segnale per il sensore, amplificando introduciamo anche del rumore oltre a quello già presente, se decidiamo di amplificare molto per vedere meglio le ombre, le luci verranno bruciate irrimediabilmente, viceversa se scegliamo le luci ,le ombre potrebbero essere registrate come un unico tono nero senza sfumature. A seconda dell'immagine la cosa può essere più o meno evidente e/o recuperabile.

Mi sembra utile riportare la riflessione di un utente sul forum di fotografare.com in merito a questo argomento:

Vorrei solo cogliere l’occasione per esprimere qualche perplessità su questa tecnica che, a mio avviso, produce quasi sempre risultati poco realistici. Secondo me, un intervento in HDR può considerarsi veramente riuscito solo se nessuno se ne accorge. Se qualcuno ti dice “bello questo HDR” hai già fallito!

In effetti, può sembrare strano che un HDR appaia innaturale dal momento che l’occhio umano è in grado di distinguere i dettagli di una scena, nelle luci e nelle ombre, ben al di là di una pellicola o di un sensore. Eppure è così. La causa probabilmente risiede nel fatto che per decenni le vecchie amate pellicole, con la loro latitudine di esposizione limitata, ci hanno abituato alla perdita di dettaglio nelle alte luci e nelle ombre profonde, al punto che adesso il nostro gusto si è adattato e questo tipo di rappresentazione ci appare come quella più “realistica”. Al contrario le immagini in HDR, con tutti i dettagli superleggibili in ogni area del fotogramma, assumono spesso (almeno ai miei occhi) una parvenza poco “fotografica”.

Il mio consiglio, anche se non ho esperienza diretta, è quello di agire con molta moderazione: una latitudine di esposizione di uno o due stop in più rispetto al sensore o alla pellicola potrebbe essere ancora accettabile. Oltre, ho qualche dubbio. Salvo eccezioni, ovviamente.

LEGGI GLI ARTICOLI SULLA TECNICA FOTOGRAFICA QUI: Tecnica Fotografica e teoria della Fotografia

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