Nitidezza, acutanza e microcontrasto in fotografia


Quando si parla in generale di nitidezza mentalmente ci riferiamo ad un concetto piuttosto intuitivo, immaginiamo una figura ricca di dettagli tutti ben leggibili e distinguibili, ma in realtà ciò che stiamo apprezzando in questa situazione non è ciò che correttamente dovremmo definire con nitidezza, bensì con acutanza. I due concetti sono sensibilmente diversi, la nitidezza riguarda la capacità di rendendere in modo diverso due soggetti (o due punti del nostro soggetto) diversi, viceversa l'acutanza ci indica quanto contrasto, quanta differenza di "luminosità", c'è tra due soggetti (o punti del nostro soggetto) vicini. Un dettaglio potrebbe essere nitido ma non contrastato, come potrebbe essere contrastato ma meno nitido, purtroppo al crescere del contrasto diminuisce la nitidezza, ora vediamo perché.

Un esempio, il capello biondo su una guancia molto chiara: la differenza cromatica che ci può essere tra alcuni capelli biondi su una pelle chiara potrebbe essere molto poca, un obiettivo, ma in generale un qualsiasi sistema di acquisizione/rappresentazione, molto nitido restituirà un'immagine dove sono preservati gli esatti colori di ogni punto della guancia e di ogni passaggio tonale, in modo che anche i capelli più sottili e simili per colore siano, ad un'attenta osservazione, distinguibili.
Il fatto che siano distinguibili ad un'osservazione attenta, però, non significa che io li riesca ad apprezzare con semplicità, l'esempio eclatante per capire il concetto è dato dai capelli neri: se invece che bionda la mia modella fosse mora io non avrei alcuna difficoltà a distinguere facilmente il capello nero sulla guancia.

Cosa sta cambiando quindi tra le due situazioni? Certamente non la nitidezza, a parità di condizioni di acquisizione e rappresentazione, tuttavia per il mio occhio, che è sempre lo stesso, l'immagine con il capello nero appare più comprensibile, più facilmente apprezzabile, perché ciò che è cambiato è il contrasto tra il chiarore della pelle ed il nero del capello.
In sostanza quindi ciò che apprezziamo più facilmente e che ci offre la maggiore sensazione di "nitidezza" in realtà è il contrasto tra due punti/elementi/soggetti, mentre la nitidezza vera esula dal valore di contrasto, un obiettivo nitido mi rende leggibili dei passaggi tonali minimi, dove il contrasto è praticamente nullo. Questo aspetto è in generale sottovalutato o mal compreso ma ci sono degli ambiti fotografici dove invece è determinante: nelle riproduzioni d'arte noi non dobbiamo offrire una sensazione ma restituire nel modo più fedele immaginabile ciò che abbiamo davanti, se la "Starry Night" di VanGogh si presta con i suoi colori netti e brillanti ad una rappresentazione più contrastata, certamente quando dobbiamo riprodurre una "Gioconda" abbiamo invece la necessità di ritrovare tutta la nitidezza possibile per preservare ognuno dei delicatissimi passaggi di colore che Leonardo ha messo nel suo dipinto.

Facciamo un passo avanti ulteriore e passiamo dal capello, elemento dallo spessore nullo, ad oggetti adiacenti ma dalle dimensioni maggiori. Immaginiamo adesso un albero, pieno di foglie tutte verdi, illuminato dalla stessa luce, cosa ci permette di distinguere una foglia dall'altra? Il bordo. Il bordo di ogni singola foglia avrà una variazione tonale minima rispetto alla foglia adiacente, un obiettivo molto nitido ci restituirà queste variazioni tonali in modo fedele e noi, ad un'attenta osservazione, riusciremo a cogliere le singole foglie.

Tuttavia possiamo anche sforzarci molto meno: se aumentiamo il microcontrasto avremo che i passaggi tonali tra una foglia e l'altra diventeranno più decisi e percepibili, meno accurati, ma più facilmente percepibili, in sostanza andremo creare quell'effetto bordo che ci consentirà di individuare con maggiore immediatezza i confini delle singole foglie, avendo la percezione di una maggiore "nitidezza". Anche qui il concetto è fondamentalmente errato, maggiore nitidezza è avere un bordo foglia con tutti i suoi valori variabili in funzione della diversa incidenza della luce, variabili anche di pochissimo in funzione della variazione minima della luce che colpisce i diversi punti diversamente inclinati rispetto al sole, tuttavia ai fini della percezione di "limpidezza" dell'immagine avere un bordo foglia più netto, scuro, anche monocolore ma deciso, è preferibile.

Sono coniugabili i due aspetti? Posso avere un obiettivo nitido e contrastato contemporaneamente? Fino ad un certo punto si, oltre una certa misura di nitidezza e contrasto devo iniziare a sacrificare uno dei due aspetti per dare preferenza all'altro: se torniamo alle foglie è facilmente comprensibile, la gamma di verdi compatibili con le foglie di un Platano è una gamma finita e facilmente esaurita dalla luce di un tramonto che colpendo il nostro Platano ci mostrerà tutte le possibili sfumature che quelle foglie potrebbero mai assumere. Per aumentare la sensazione di leggibilità dell'immagine io dovrò aumentare il contrasto tra i vari passaggi tonali ma i passaggi tonali che ho sono già tutti quelli possibili quindi non posso far diventare un verde chiaro ancora più chiaro ed un verde scuro ancora più scuro perché uscirei dalla gamma dei verdi compatibili con quel soggetto (un verde tendente al blu non sarà mai credibile su un platano nonostante offra più contrasto) quindi cosa posso fare per incrementare comunque la sensazione di leggibilità? Comprimere le gamme tonali dei passaggi intermedi: il verde più scuro che ho è un verde 10, il più chiaro è un verde 100 e dentro ho tutti i verdi intermedi; tra due foglie potrebbe esserci lo scarto di un solo valore, verde 54 e verde 55, rendendole quasi indistinguibili, come faccio a distinguerle? Comprimendo i passaggi tonali.

Tutti i verdi da 10 a 14 diventano verde 10
tutti i verdi da 15 a 24 diventano verde 20
tutti i verdi da 25 a 34 diventano verde 30
tutti i verdi da 35 a 44 diventano verde 40
tutti i verdi da 45 a 54 diventano verde 50
tutti i verdi da 55 a 64 diventano verde 50
ecc...

Ecco fatto che le mie foglie, una verde 54 ed una verde 55 diventano non più distati solo un tono di verde ma distanti ben 10 toni di verde e quindi distinguibili facilmente una dall'altra.
Ho più dettaglio o nitidezza nell'immagine? Chiaramente no, ne ho un decimo rispetto a prima, le mie foglie non sono più foglie ricche di sfumature ma solo foglie a tinta piatta, ma nel complesso distinguerò meno elementi con più immediatezza ricavandone un'impressione di maggiore leggibilità.

Chiaramente l'esempio qui sopra è un'esemplificazione estrema per spiegare il concetto, nella pratica il fenomeno è un pochino più complesso, in sede progettuale si decide come far comportare un obiettivo, anche in funzione del supporto su cui andrà a lavorare (pellicola, sensore, sensore a grande densità di pixel, ecc...) e della destinazione d'uso appunto, se professionale o amatoriale ed in quali ambiti, ma ci andiamo a perdere in discorsi molto probabilmente inutili per le nostre esigenze medie.

Articolo scritto da Attilio

LEGGI GLI ARTICOLI SULLA TECNICA FOTOGRAFICA QUI: Tecnica Fotografica e teoria della Fotografia

DOVE ACQUISTARE FOTOCAMERE, OBIETTIVI, ACCESSORI E LIBRI

A mio parere Il sito più sicuro e con le offerte più vantaggiose anche per gli acquisti online di materiale fotografico è Amazon.it, famoso per la sua assoluta affidabilità, state sicuri che se comprate il prodotto arriverà in poco tempo e in condizioni perfette a casa vostra!

Post più popolari

Corso di Fotografia Digitale online gratuito

Canon o Nikon? Nikon vs Canon - La migliore Reflex è...

I migliori manuali di fotografia per imparare la tecnica fotografica

Tutorial per Photoshop tecniche avanzate di Fotoritocco Professionale

Facebook concorso fotografico nazionale gratuito a premi, tema "la fotografia di viaggio", dall'1 al 30 novembre 2016