Grandi fotografi e i loro stili personali: Yousuf Karsh, Henri Cartier-Bresson, Bill Brandt, André Kertesz, Eve Arnold e Lee Friedlander

I grandi maestri della fotografia in bianco e nero, guardando le loro fotografie si può imparare molto, ho percepito in esse il genio e la grandezza di questi artisti.

Yousuf Karsh: ritratto classico

Yousuf Karsh è di origine Armena, egli lavorava quasi sempre in studio e utilizzava sul soggetto un'illuminazione artificiale, senza oggetti di contorno. Per quasi mezzo secolo ha fotografato uomini e donne tra i più famosi al mondo.
La sua opera è caratterizzata da una tecnica d'illuminazione classicamente hollywoodiana, che produce alte luci brillanti, ricche textures, nitidezza e dettaglio in tutta l'immagine. La sua attrezzatura era composta da potenti lampade flood e spot, fabbricate appositamente per lui, senza un'illuminazione forte non potrebbe usare diaframmi chiusi necessari per ottenere una sufficiente profondità di campo.
Ho scelto questo suo scatto, un ritratto del musicista Pablo Casals, secondo me questa fotografia rasenta il genio, a una sua mostra Karsh domandò a un visitatore perché si soffermasse tanto a guardare questa fotografia "Sto ascoltando la musica", fu la risposta.

Henri Cartier-Bresson: cogliere il "momento decisivo"


A questo fotografo mi sento particolarmente vicino, perché molti miei concetti che ho sviluppato fotografando e sperimentando me li ritrovo nelle sue teorie e nei suoi scatti, Cartier-Bresson si considerava un osservatore, che usa la fotografia passivamente per registrare aspetti della vita quotidiana spesso inosservati, e tuttavia significativi. Non si sarebbe mai sognato di fabbricare un'immagine facendo mettere il soggetto in posa o modificando l'ambiente intorno a lui. Uso questo suo scatto "liverpool, 1963" per citare una sua frase "c'è un istante in cui tutti gli elementi che si muovono sono in equilibrio".

Se volete saperne di più su Henri Cartier-Bresson andate a questo articolo: Henri Cartier-Bresson Masters of Photography - Maestri della Fotografia

Bill Brandt: forme, volumi e luce


Ed ecco un fotografo molto lontano da Bresson (e quindi anche da me), Le immagini di Bill Brandt sono crude e spesso cupe, con un forte impatto grafico. Utilizzava un obiettivo ultragrandangolare, le distorisioni ottiche prodotte da questo obiettivo nelle riprese a breve distanza, unitariamente alla sua enorme profondità di campo indussero Brandt a intraprendere la sua bizzarra esplorazione nel nudo femminile.

Se volete sapere di più su Bill Brandt andate a questo articolo: Bill Brandt Masters of Photography - Maestri della Fotografia

André Kertesz: cogliere l'inatteso



André Kertesz uno dei maestri riconosciuti dall'arte fotografica. Si è dedicato alla registrazione del momento effimero, a estrarre verità e bellezza dalla vita di tutti i giorni della gente comune. La usa opera è caratterizzata da una grande spontaneità, da un talento innato per la composizione formale e da un occhio straordinario per il particolare inatteso e rivelatore. Analizzando le sue fotografie si può notare l'eccezionale sensibilità di Kertesz per la forma pittorica, il suo completo controllo dell'immagine.

Eve Arnold: ritratto "candid"


Nata negli Stati Uniti, ma di orgine Russa, è una specialista della fotografia di documentazione che si è fatta un nome con servizi sui temi più vari.
Essa tende a scegliere il soggetto per il quale prova una forte partecipazione personale e critica i fotografi che si piegano ad interessi commerciali. Nei suoi studi sulle dive di Hollywood, come Marilyn Monroe e Joan Crawford, Eve Arnold rifugge dal ritratto convenzionale, idealizzato in cui il soggetto si mette in posa nel modo che più gli dona e i difetti della pelle sono obliterati dal ritoccatore. Sceglie invece di presentare le stelle nei momenti di abbandono, senza abbellimenti né pretese.

Lee Friedlander: campionario di vita urbana



Fotografo del "non avvenimento" si potrebbe quasi definire Friedlander: fra i soggetti delle sue immagini non ce n'è uno che attirerebbe l'interesse dei fotografi convenzionali. La città e la gente che ci abita costituiscono la tematica di Friedlander.

Questa scena stradale apparentemente priva di senso esemplifica uno degli espedienti compositivi preferiti di Friedlander: l'uso di soggetti lineari come i lampioni per dividere l'immagine in pannelli. E' un espediente che impone a chi guarda di stabilire dei legami fra le persone o gli oggetti inclusi nei diversi compartimenti: in questa fotografia la statua del soldato sembra in agguato, intenta a spiare le donne degli altri pannelli.

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