Tecnica fotografica: Il ritratto, la scelta delle ottiche


Questo è il primo di una serie di articoli dedicati al ritratto, essi sono scritti da un fotografo professionista di nome Attilio che già in passato ha contribuito al blog.

Il genere fotografico più praticato nella storia della fotografia è sicuramente il ritratto, ma altrettanto sicuramente è un genere niente affatto facile e scontato, le capacità tecniche, indispensabili, vanno poi coniugate anche con la sensibilità personale del fotografo per rendere un'immagine di una persona un vero ritratto.

Nel voler ritrarre una persona ci si aprono davanti una serie di possibilità davvero infinite per rendere al meglio il nostro soggetto, è indispensabile capire cosa vogliamo mostrare di quella persona, vogliamo mostrarne la bellezza? La sensualità? Oppure la timidezza, la profondità di pensiero, la nobiltà d'animo, l'innocenza, la malizia, l'entusiasmo, o ancora altri aspetti del suo essere?

Tenendo bene in mente il punto di partenza, possiamo iniziare a pensare a come realizzare il nostro ritratto e quindi a come, tecnicamente affrontare lo scatto.
Convenzionalmente le ottiche da ritratto sono comprese tra gli 85mm ed i 135mm di lunghezza focale, la scelta non è casuale visto che tali ottiche consentono una rappresentazione fedele e piacevole dei tratti di un volto, evitando le distorsioni prospettiche delle ottiche più corte e gli schiacciamenti dei piani delle ottiche più lunghe, ciò non toglie che un valido ritratto può essere affrontato con qualsiasi ottica, anche un grandangolo estremo, in tal caso però la capacità interpretativa e di controllo del fotografo dovrà essere assoluta, il rischio di trasformare il nostro soggetto in una caricatura di se stesso è elevatissimo.

La scelta della focale da usare è vincolata anche alle abitudini personali ed all'interazione che stabiliamo con il nostro soggetto: usare una focale corta, un 50mm oppure un 85mm, ci consentirà di scattare a stretto contatto con il nostro soggetto, viceversa la scelta di una focale più lunga ci permetterà una maggiore libertà di azione, di girare con più semplicità intorno al nostro soggetto e di lasciargli più spazio per muoversi e mettersi a proprio agio. In ogni caso l'aspetto più importante è proprio quello di utilizzare lo strumento che meglio ci permette di esprimerci e che meglio lascia spontaneità al soggetto, alcune persone infatti difficilmente riescono ad essere naturali con un obiettivo a mezzo metro dal volto e puntato contro, altre viceversa ci flirtano senza alcuna timidezza e soggezione, sta a noi interpretare i segnali ed agire di conseguenza.

Ho volutamente omesso di fare differenziazioni tra pellicola e digitale, nel caso del ritratto il problema può essere considerato trascurabile, al variare del formato di supporto sensibile, infatti, varia l'angolo di campo abbracciato dalle nostre ottiche ma non il comportamento ottico, quindi i problemi di prospettiva, distorsione e schiacciamento dei piani focali rimane invariato nell'uso della pellicola o di una macchina digitale APS-C, si tratterà solo di fare un passo avanti o uno indietro se il nostro soggetto non entra o si perde nell'inquadratura.

Ulteriore aspetto fondamentale nella scelta dell'ottica per il ritratto è l'apertura massima di diaframma. In linea del tutto teorica un'ottica con apertura massima f/2,8 è il minimo sindacale per pensare di avere un ottica adatta a fare ritratti, potendo disporne sarebbe preferibile avere lenti con aperture f/2 o ancora f/1,4. Poter disporre di un diaframma molto aperto comporta molteplici vantaggi, su tutti la possibilità di sfocare tutto ciò che non ci interessa o che, peggio, distrae attenzione dal nostro soggetto, inoltre avremo la possibilità di utilizzare sfondi qualitativamente pessimi ma che sfocati renderanno invece molto: immaginate di avere un cespuglio di rose, la probabilità che siano tutte perfettamente fiorite è quasi nulla, comunque relativa ad un paio di giorni al massimo, potendole sfocare efficacemente avrete uno sfondo perfetto anche se la maggior parte di queste sono sfiorite ed appassite.

Una brutta tenda, un brutto muro, qualsiasi elemento che abbia la giusta distribuzione di colore diventerà ottimo come nostro sfondo dove ambientare i ritratti.
Poter disporre di un diaframma molto aperto consente anche un uso della luce più agevole, un normale flash a f/1,4 sarà sufficiente ad illuminare tutto il nostro soggetto anche se lo riflettiamo su un pannello, a f/4 sarà ben 3 stop più chiuso, se abbiamo potenza nel flash per aumentarne l'illuminazione benone, altrimenti i nostri scatti saranno sottoesposti senza appello. In esterni il problema si ripete e si aggrava: le ore migliori per scattare sono l'alba ed il tramonto, quando il sole è basso e la luce è calda, in queste situazioni scattare ad 1/250 f/1,4 a 100 ISO non è affatto improbabile, avere un diaframma minimo di f/4 significherebbe scattare ad 1/30 e quindi mosso del soggetto e micromosso del fotografo probabilmente presenti; avere già un diaframma f/2,8 consentirebbe di scattare ad 1/60, un tempo che scongiura in larga parte il mosso del soggetto ed in una certa misura anche il micromosso amplificato dalla lunghezza dell'ottica.

Infine, ma non ultimo, un diaframma aperto consente di dare profondità al soggetto: un volto che riempie il nostro fotogramma, scattato a f/1,4, con la messa a fuoco perfettamente centrata sull'occhio più vicino al fotografo, consentirà di avere le parti più distanti dei lineamenti che inizieranno a mostrare una leggera sfocatura pur rimanendo leggibili, effetto che consentirà una percezione di tridimensionalità nell'osservazione del ritratto.

Obiettivi specialistici: ci sono sul mercato ottiche dedicate al ritratto che consentono un controllo della sfocatura, tali ottiche pur mantenendo un controllo eccellente del fuoco in condizioni normali, consentono di ammorbidire, tramite un apposito comando progressivo, la resa dell'ottica rendendo il risultato più morbido, l'effetto è apparentemente simile a quello di un filtro flou, sebbene con qualche differenza, in generale se la fotografia di matrimonio non è il vostro mestiere io tenderei ad evitarli, il costo è significativo e l'uso davvero specialistico. In contrapposizione ci sono le ottiche Macro, nate per tutt'altri utilizzi ed usate a volte, più di frequente negli ultimi anni, per scattare ritratti. L'uso di queste ottiche presenta un unico inconveniente, l'estrema incisività, per cui qualsiasi difetto della pelle del soggetto viene inesorabilmente tirato fuori. Se volete una resa netta e contrastata ed il vostro soggetto ha una pelle perfetta, utilizzatele tranquillamente, viceversa dovrete passare molte ore davanti al computer a mascherare rughe, pori della pelle e difetti vari.

Concludo con le mie osservazioni personali: io uso preferibilmente due ottiche per i ritratti, un 50mm f/1,4 ed uno zoom 70-200 f/2,8 stabilizzato, con una netta preferenza per quest'ultimo. Il motivo che mi fa scegliere questa lente è che mi permette una grande libertà di movimento intorno al soggetto, soprattutto in esterni mi consente di scattare anche da distanze importanti lasciando il soggetto nella posizione scelta, inoltre scattando a lunghezze focali dai 100mm in su mi consente di non stargli troppo addosso, in modo da lasciarlo libero di muoversi con naturalezza ed avere quindi un atteggiamento privo di soggezione nei confronti della macchina fotografica.

Quest'ottica la utilizzo anche per i ritratti di strada, infatti la possibilità di scattare da diversi metri di distanza, nonostante l'ingombro dell'ottica, permette facilmente di scattare prima che il soggetto percepisca la mia presenza, lasciandogli sul volto l'espressione del momento.

Il 50mm invece lo utilizzo nel caso di modelli professionisti, dove la paura dell'obiettivo è stata superata ed il rapporto con il fotografo è più maturo e diretto, in tali casi un 50mm consente di avere un contatto molto stretto e di ottenere risultati diversi da quelli che probabilmente riempiono già il loro book fotografico. Il 50mm lo trovo comodo anche nel caso di ritratti informali, in situazioni dove più che la perfezione formale conta il cogliere l'espressione momentanea, in tal caso, luce permettendo, un 50mm a f/8 permette di scattare al volo senza curarsi troppo attentamente della messa a fuoco.

p.s.

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