Tecnica Fotografica: Realizzazione di foto con tempi lunghi


Articolo e foto di Francesco Favalesi.

Innanzitutto bisogna partire con l'idea di quello che si vuole ottenere da una foto scattata con un tempo lungo, per tempo lungo intendo scatti con tempi a partire da un secondo, anche se in certi casi si ottengono bellissimi effetti anche con tempi minori, prendendo, come esempio l’esecuzione di un paesaggio con l’acqua che scorre.

E' importante considerare i mezzi a disposizione; in questo caso occorre un cavalletto che deve essere proporzionato alla macchina con cui si esegue lo scatto ( se uso una reflex con un tele, devo avere un cavalletto in grado di sorreggere il peso della macchina e dell’obiettivo ) ed avere a disposizione una macchina con le regolazioni dei tempi manuali. Con le macchine digitali che lavorano solo in automatico posso ottenere buoni risultati mantenendo un valore di iso molto basso, logicamente non riuscirò ad ottenere la precisione che posso raggiungere con una macchina dotata di regolazione manuale ed il numero di applicazioni è decisamente ridotto.

Consideriamo quindi di partire con il miglior compromesso economico, che permette comunque di ottenere risultati piacevoli; cavalletto di media fattura con un costo medio di 50 euro e macchina digitale Bridge, i cui costi vanno dai 250 ai 400 euro, questo tipo di macchine, sono una via di mezzo tra una reflex ed una compatta, ed in merito alla gestione dei tempi consentono di ottenere scatti fino a 30” oppure con la funzione Bulb, anche tempi più lunghi.
Ricordo a tutti, che la funzione Bulb, richiede un pulsante di scatto esterno o di un telecomando, pena un mosso non voluto, provocato dalla pressione continua del tasto di scatto. Altro elemento che mantengo costante per i miei scatti è il valore ISO, che salvo rarissime eccezioni, come ad esempio le foto sportive in notturna, mantengo sempre il più basso possibile, un valore iso alto comporta tempi di esposizione minori, ma con un aumento considerevole del rumore. Il rumore è rappresentato da quell’effetto sgranato dovuto dalla mancanza di luce. Dove la luce non è stata sufficiente ad impressionare correttamente il sensore, il software interno della macchina colora il pixel con il colore dei pixel circostanti.

Le applicazioni più comuni per i tempi lunghi sono:

Foto in notturna, in cui la richiesta del tempo è necessaria per impressionare adeguatamente il sensore. In questo caso se fotograferemo qualcosa di statico e senza intromissioni di soggetti in movimento dovremo stare attenti ai tempi in modo da ottenere una foto ben equilibrata soprattutto per quello che riguarda il soggetto che vogliamo ritrarre.

Foto in cui voglio avere una ripresa di soggetti in movimento in modo da ottenere una specie di effetto fantasma, ma preservando la forma del soggetto. Esempio se voglio fotografare una piazza dando l’idea della gente in movimento dovrò utilizzare tempi non troppo lunghi pena la perdita delle forme.

Foto in cui voglio ottenere una scia luminosa data dai veicoli in movimento. In questo caso vi è massimo spazio per la creatività, stando sempre attenti a non creare troppe aree di composizione, sovraesposte o sottoesposte.

Foto paesaggistiche o panoramiche al crepuscolo, in questo tipo di foto otterremo dei colori di contrasto con il cielo davvero incredibili perché la lunga esposizione va a dare maggior forza ai colori.

Foto in notturna per riprendere il movimento delle stelle. In questo caso la funzione Bulb è d’obbligo e quindi l’utilizzo del telecomando. Attenzione a non riprendere la luna per non avere una spiacevole scia sovraesposta. A meno che non sia una scelta voluta. Di grande impatto sono le foto che riprendono un soggetto statico, con alle spalle il movimento delle stelle.

Foto in cui voglio ottenere l’effetto movimento dell’acqua, in questo caso la regolazione dei tempi varia in base alla luce, alla velocità dell’acqua e dal risultato che voglio ottenere. Solitamente si usano tempi di scatto lunghi per realizzare questo effetto, fate varie prove.
Foto paesaggistiche al mare o al lago quando c’è un minimo di reflusso dell’acqua in modo da avere l’effetto del movimento o un effetto simile allo sfocato, ma sempre riconducibile all’idea di movimento. Questo tipo di scelta va molto bene anche per i fiumi in cui c’è uno scorrere lento dell’acqua.

Tempi lunghi con scatti programmati, per la ripresa dei fulmini. In questo caso programmo i tempi di scatto e la relativa frequenza di scatto. Ad esempio voglio che il tempo di esposizione sia di 10” che la macchina scatti ogni 20”, in una serata con un “bel” temporale, le possibilità di riprendere un fulmine aumentano considerevolmente.

Per riprendere in movimento un soggetto statico, anche in questo caso si può fare a meno del cavalletto.

Foto in cui voglio ottenere un mosso voluto, aggiungendo una particolarità in più al mio soggetto ed in cui sono io a giocare con la fotocamera e senza cavalletto.


Questi sono i principali utilizzi che ho sperimentato, in molte occasioni, con scarsi risultati, in altri con risultati abbastanza piacevoli. Ci tengo a precisare a tutti che sono un fotografo amatoriale e dotato di mezzi veramente poveri ( Bridge Olympus sp550 e Reflex Canon EOS 450d con obiettivo 18/55, presente nel kit di base ).

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