Tecnica fotografica: Fotografia notturna ( come fotografare di notte )


Quante volte abbiamo visto delle splendide immagini di città notturne? con quelle luci irreali che trasformavano comuni paesaggi urbani in misteriosi luoghi dai colori fantastici?

Ci troviamo adesso di fronte ad un primo bivio, le foto scattate nell’ora blu o dei notturni veri e propri. Le foto scattate nell’ora blu (che dura una ventina di minuti…) sono foto in cui il sole sta tramontando/sorgendo, per cui, con un posa ancora non troppo lunga possiamo avere una foto con un bel cielo blu e luci accese, mentre in un notturno, avremo il cielo nero (o al chiaro di luna) e le luci accese.

Per nostra fortuna Aprile e Maggio sono i periodi dell’anno migliori per simili foto perché i tramonti/albe sono più lunghi ed il clima è mite. Spesso i risultati migliori si ottengono proprio dopo il tramonto e prima dell'alba.

Partiamo descrivendo i notturni, cosa ci serve? La nostra fidata reflex ed i nostri obbiettivi, un cavalletto (meglio se con bolla), una torcia elettrica, un blocco notes, una penna, pile di riserva, pellicola o schede di memoria, uno scatto flessibile ed un orologio.

Molto facilmente le nostre esposizioni saranno dell’ordine della decina di secondi o addirittura di minuti! Quindi molto spesso useremo la posa B, con la reflex montata sul cavalletto e lo scatto flessibile o lo scatto a distanza (o l’autoscatto se il tempo è previsto dall’esposimetro) per non muoverla durante la lunga esposizione.

Durante le pose lunghe e buona norma coprire il mirino per evitare infiltrazioni di luce che possano falsare l'esposimetro, si tratta di una possibilità molto remota, ma perché rischiare? Se la nostra fotocamera non dispone della posa B (gravissima mancanza ), dovremo limitarci alle foto nell’ora blu ed a pochi altri fortunati notturni.


Adesso siamo di fronte ad un altro bivio, se la nostra reflex è a pellicola dobbiamo ricordarci che quando il tempo di posa supera i 10 secondi non vale più la regola della reciprocità a causa dell'effetto di Schwarzschild (o difetto di reciprocità), cioè se l’esposimetro indica un tempo di 10’’ @ f8 l'esposizione non è equivale più a 20’’ @ f11 ed allora come ci si orienta!?!?
Come partenza usate questi valori, che comunque possono variare da pellicola a pellicola:
10’’ a 20'' + 1 stop
da 20’’ a 100'' + 2 stop
più di 100’’ + 3 stop
il passaggio da un fattore di correzione ad un'altra non è così netto, ricordatevi che esistono anche le frazioni di stop
quindi se il nostro esposimetro segna 10’’ @ f8 il tempo sarà 40’’ @ f11

come se questa complicazione non bastasse, le pellicole con tempi sopra i 10’’ iniziano a produrre colori sfalsati, per cui utilizzate sempre la stessa pellicola, così potrete prevedere i risultati con più facilità, inoltre qualche scatto a forcella, non vi farà rimpiangere la pellicola usata. Per le analogiche consiglierei di usare pellicola negativa, perché sopporta meglio gli errori d'esposizione.

Se invece la nostra reflex è digitale, il difetto di reciprocità non ci tocca minimamente e possiamo seguire le indicazione dell’esposimetro, inoltre possiamo vedere subito sul display l’anteprima della foto, un notevole vantaggio! Very Happy però adesso arrivano i dolori Sad i sensori con esposizioni lunghe danno il peggio di loro stessi perché il rumore si somma, per cui più dura l’esposizione più il rumore sarà evidente, alcuni costruttori per ovviare a questi problemi hanno introdotto il metodo del dark frame, la fotocamera scatta due volte, lo scatto aggiunto viene sottratto allo scatto principale per togliere il rumore che si ipotizza costante (quale ottimismo!) funziona abbastanza bene, ma se la vostra fotocamera non è dotata di questo accorgimento esistono programmi in grado di fare un lavoro simile come questi:

http://www.neatimage.com/ a pagamento fa anche da filtro per Photoshop
http://www.picturecode.com/ scaricate Noise Ninja
http://www.imagenomic.com/ scaricate Noiseware

Non aspettatevi miracoli, anche se migliorano notevolmente i risultati.
Non è insolito accorgersi di qualche pixel rovinato, in una posa dell'ordine di qualche decina di secondi, questi si presentano come punti bianchi/grigi dove non dovrebbe esserci oppure come un punto rosso, verde o blu.
Potete passare l’immagine sospetta a Dead Hot Pixel Test un programma gratuito che esegue per voi l'analisi è scaricabile da:
http://www.starzen.com/imaging/deadpixeltest.htm
gli hot pixel sono pixel rovinati bloccati su un solo colore, che presto si bruceranno, mentre i dead pixel, sono già bruciati
Se è ancora in garanzia fate qualche prova per verificare e poi fatevela riparare, altrimenti consolatevi col fatto che si notano soprattutto con tempi superiori a 1/15' e con un tocco di pennello potete correggerli.

Prima di partire è necessario fare una premessa sul colore della luce! Useremo pellicola per luce diurna o la digitale su luce diurna, con lo scopo di evidenziare i colori delle varie illuminazioni e con la consapevolezza che sarebbe comunque impossibile correggere tutte le dominanti (ammesso che si voglia farlo), come riferimento sui colori prendete questo:

- luci al tungsteno (tipiche lampadine a filamento), fari alogeni e lampioni: luce rossa/ arancio

- luci al neon: luce azzurrina/verdognola

- lampade al sodio (le vedete nelle strade): luce rossastra

difficilmente ci accorgeremo ad occhio del colore delle luci, per cui le digitali sono certamente avvantaggiate, almeno sotto questo punto di vista. Adesso che sappiamo quali sono i nostri mezzi, possiamo buttarci nella mischia, scegliamo un soggetto, un palazzo ben illuminato, uno scorcio della nostra città vista dall’alto, una piazza, una statua, una strada…quello che più attira la nostra fantasia e mettiamo all’opera, al contrario di quello che si potrebbe pensare i risultati migliori si hanno con una sensibilità di 100 ISO, ed un diaframma piuttosto chiuso f8 o f11, preferendo f11 per le focali tele, potrete anche usare diaframmi diversi, per ottenere effetti diversi, però di solito i notturni devono godere di una buona profondità di campo e nitidezza. Potrete trovare miriadi di inutili tabelle di riferimento che vi dicono che tempi e diaframmi adottare in varie situazioni, ma vi faranno solo perdere pellicola e tempo, perché questo è il banco di prova della vostra duttilità come fotografi!

Tenete solo a mente che la Luna può essere fermata solo con tempi minori di ¼'' con tempi più lunghi vedrete la sua scia.


Scegliamo la focale adatta al nostro soggetto, e dopo aver trovato il punto di ripresa a noi più congeniale, misuriamo la luce della scena! Puntiamo la fotocamera in modo da misurare solo (o quasi) la sorgente più luminosa ed annotiamoci il tempo ad esempio 1/8’’ @ f8 poi puntiamo la fotocamera su una zona in ombra del soggetto (che però vogliamo sia visibile), qui possiamo avere ad esempio 8’’ @ f8, quindi prendiamo come valore di partenza, il punto intermedio (1/8 – ¼ - ½ - 1 – 2 – 4- 8 ), impostiamo quindi 1’’ @ f8, per sicurezza è sempre meglio effettuare una forcella di almeno una foto verso i tempi più lunghi.

Come isolare solo il punto di luce o i punti più bui, che però vogliamo mettere in evidenza? Se state riprendendo con un grandangolo o col normale, può bastare mettere lo zoom a 200mm e misurare l'esposizione, oppure avvicinatevi e puntate la fotocamera su quei punti.

Se invece chi mostra la corda è l’esposimetro, ingannatelo, mettendo la sensibilità della pellicola o del sensore a valori di ISO più elevati, poi ricordate di compensare. Ad esempio l’esposimetro non fornisce tempi al di sopra dei 30’’ @f8 a 100ISO come faccio? Puoi aprire il diaframma ad f5,6 o f4 e vedere se l’esposimetro fornisce una lettura valida,
se dice 30’’@ f4 allora sarà (30’’@f4 – 60’’@f5,6 - 120@f8’’) 120’’ @ f8, se avete una pellicola compensate per la reciprocità e finite a +3 stop quindi a 960’’@f8!!!. Oppure mettete un valore ISO più elevato ad esempio 1600ISO, così l’esposimetro dovrebbe darvi una lettura attendibile, supponiamo sia 15’’ @ f8 allora avrete (15'' @ 1600ISO - 30'' @ 800ISO - 60'' @ 400ISO - 120'' @ 200ISO - 240''@100ISO) 240’’ @ f8 (se avete pellicola compensate ad almeno 3 stop).

Come vedete i tempi crescono con una discreta facilità! Ed è piuttosto comune parlare di secondi e minuti, per cui serve un orologio per cronometrare i tempi della posa B ed una piccola torcia per leggerli e per cercare le cose nella borsa. Quando i tempi diventano così lunghi sbagliare di qualche secondo l’esposizione non porta ad errori visibili, quindi quando fate scatti forcella fateli a -1/+1/+2 stop rispetto alle indicazioni dell’esposimetro ed avrete ottime probabilità di portarvi a casa dei bei notturni.

Un ultima raccomandazione, in alcune città è vietato appoggiare il cavalletto a terra, ma non sui cestini o le panchine ed alcuni monumenti o edifici, sono soggetti a copyright, per cui non potete fotografarli ed esibire i vostri sudati scatti informatevi prima! Un giretto di giorno nel posto che volete fotografare sarà utile! Personalmente trovo che le ore migliori siano dopo la mezzanotte, nei giorni di lavoro, quando le città sono deserte, ma se volete includere anche persone, sappiate che con tempi più lunghi di 1/15’ saranno delle scie o dei fantasmi, a meno che non siano ferme a chiacchierare. State attenti alle auto, se i loro fari incrociamo direttamente la fotocamera, la foto è persa, se invece le riprendete di passaggio daranno luogo a pittoresche scie luminose. Blocco notes e penna servono per il calcolo dell'esposizione (potete anche misurare la luce in vari punti) e per annotarvi i dati di scatto, in modo da non ripetere nuovamente gli stessi errori, altrimenti non si migliora.


Per le digitali (ma anche per le analogiche), è bene controllare il tempo massimo di posa B consentito, per evitare guasti da surriscaldamento. Nemmeno a dirlo consumerete molta carica delle batterie, sia in analogico, ma soprattutto in digitale, delle batterie di riserva e una pausa di qualche minuto tra una forcella e l’altra sono d’obbligo.

Con pose lunghe e utilizzando diaframmi più chiusi di f11, i punti luci potrebbero apparire come stelle a varie punte, il fenomeno è dovuto alla luce radiante che si riflette sulle lamelle del diaframma, e varia molto da un obiettivo all'altro. Lo stesso effetto si può presentare anche di giorno se inquadrate una forte fonte di luce come il sole! Anche con tempi brevissimi e diaframmi aperti! Si può ottenere un effetto simile con un filtro stars oppure con una rete (tipo zanzariera) davanti l'obiettivo, in tal caso ogni punto luce darà una stella a 4 punte, però l'immagine sarà soffusa. Personalmente non è un effetto che apprezzo, perché non ha nessun riscontro con la realtà, però può piacere

P.s.

Se usate la pellicola, potreste trovare utile, portarvi appresso una buona compatta digitale, per qualche scatto di prova.

Articolo di MambASoft

A inizio articolo una mia fotografia intitolata "nel blu dipinto di blu" scattata durante l'ora blu.

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