martedì 12 febbraio 2013

Diane Arbus - Maestri della Fotografia


"Credo davvero che ci siano cose che nessuno riesce a vedere prima che vengano fotografate". cit. Diane Arbus.

Diane Arbus, nome da nubile Diane Nemerov (New York 14 Marzo 1923, Greenwich Village 26 luglio 1971) è stata una fotografa statunitense ebrea di origini russe. A dodici anni manifesta già il suo controverso estro artistico dipingendo soggetti insoliti e provocatori.

A quattordici anni conosce Allan Arbus, commesso nel negozio di pellicce del padre e grazie a lui si avvicinerà alla fotografia, a diciotto anni si uniranno in matrimonio. Diane manterrà il cognome del marito anche da separata. Comincia lavorando per riviste di moda quali Vogue, Harper’s Bazaar, Show, Glamour ed Esquire. Nel 1957 si separa artisticamente dal marito Allan per cercare nuovi soggetti attraverso luoghi fisici e mentali, spinta dallo studio cominciato con Lisette Model nel 1955. Fu lei stessa a dichiarare: “Finchè non studiavo con Lisette non facevo foto, sognavo di farle”.

Oltre alla Model, anche Avedon, Israel ed Evans la sproneranno nella sua ricerca. Diane comincia a visitare i sobborghi, a conoscere la povertà materiale e morale: si destreggia tra nani e giganti, travestiti, nudisti e omosessuali, o in gente normale colta in atteggiamenti incongrui, tra il partecipe e il distaccato. I suoi soggetti sono cupi, ma allo stesso tempo tranquilli, generano turbamento, ma allo stesso tempo è come se prendessero le distanze dall’osservatore. 


Diane Arbus - A Jewish giant at home with his parents in the Bronx, N.Y. (1970)

Diane Arbus - Identical Twins, Roselle, New Jersey (1967)

Avevano 7 anni nel 1967, quando la Arbus trovò le ragazze ad una festa di Natale per i gemelli locali a Roselle, in New Jersey. 

Il nome delle gemelle è Colleen e Cathleen Wade, nell’immagine in basso si fanno ritrarre col famoso scatto tra le mani.


Le gemelle dichiararono che in realtà i vestiti erano verdi e non neri come appaiono nella fotografia.

Il Post ha intervistato anche il padre. Che dice: è la meno somigliante alle gemelle di tutte le foto che ho mai visto!, nessuna delle nostre foto di famiglia somiglia nemmeno lontanamente a questa. Non pare, insomma, molto contento che le figlie siano finite in un opus arbusiano dove abbondano nani, giganti, personaggi deformi, e chi più ne ha più ne metta.

Stanley Kubrick, ammiratore dell'opera di Diane Arbus, le diede omaggio nella realizzazione della celebre sequenza del film Shining in cui Danny, percorrendo i corridoi dell'Overlook Hotel, si imbatte nelle gemelle Grady. La posa delle gemelle e la composizione dell'inquadratura sono infatti elementi che richiamano questa foto.


La Arbus non esprime alcun giudizio filosofico attraverso i suoi scatti, bensì si limita a documentare le sfumature emozionali del mondo circostante, esplicitando la descrizione psicologica del soggetto, in quanto rappresentato generalmente nella sua realtà privata. La Arbus preferiva stringere rapporti intimi e personali con i suoi soggetti. Nel 1967, grazie alla borsa di studio MOMA quattro anni prima dal Guggheneim Museum, Diane espone i suoi lavori insieme a quelli di Garry Winogrand e Lee Friedlander.

Nei suoi ultimi anni la Arbus intensifica la sua attività, infatti nel 1970-1971 otterrà la cattedra alla Parson School di Rhode Island.

Nel 1971 scrive "Una fotografia è un segreto di un segreto. Quanto più ti dice meno sai", anche se la citazione di Arbus rivela il suo scetticismo verso il comune presupposto che la fotografia dice la verità, il suo lavoro è stato comunque legato alla tradizione fotografica documentaria.

Diane Arbus muore suicida il 26 Luglio 1971 ingerendo una quantità ingente di barbiturici e tagliandosi le vene nella vasca da bagno. Verrà trovata quarantotto ore dopo in avanzato stato di decomposizione.

Iniziò a lavorare con una Nikon 35 mm, successivamente con una Pentax 8x10 e infine con una biottica Mamiya con flash Rolleiflex. Ha sempre prediletto le medio formato. È stata la prima fotografa ad essere invitata alla Biennale di Venezia. I suoi lavori sono ancora oggi oggetto di discussione, erano definiti “freaks”, ovvero, mostri. Ogni giorno dovevano essere ripuliti dagli sputi dei visitatori. C’è chi disse che dare una macchina fotografica alla Arbus era come dare una granata ad un bambino. Dal celebre scatto (Bambino con granata giocattolo).

Diane Arbus - Child with a toy hand grenade in Central Park, N.Y.C. (1962)

Articolo scritto da Alessandra Santina Severino.