Sulla tecnica HDR (acronimo di High Dynamic Range), è stato scritto tanto, soprattutto per ciò che riguarda la tecnica di scatto e i programmi usati (Photoshop, Photomatix Pro, Easy HDR ecc..).
Ma per realizzare veramente un HDR iniziamo dalle basi.
La fotografia HDR consiste nel superare i limiti fisici del sensore aumentando la gamma dinamica estesa grazie alla possibilità di combinare in post produzione o in fase di scatto 3 o più foto con diverse esposizioni, questo comporta che le scene fotografate debbano essere statiche ed è quindi necessario un treppiedi.
Molti sono convinti che questa tecnica porti ad avere foto molto contrastate con colori super saturi, non c’è niente di più sbagliato, quello che vedete in quel tipo di foto è solo un'orrenda post produzione che alle volte risulta interessante se ben realizzata.
Ma da cosa è caratterizzata una vera foto in HDR? Da una gamma dinamica superiore a quella del sensore, ovvero con ombre aperte ed alte luci contenute anche in presenza di forti contrasti. Ottenendo una foto impossibile da fare con un sensore normale, perché chiuderebbe le ombre oppure brucerebbe le alte luci.
Da questa spiegazione si evince che non è possibile ottenere un HDR da un singolo scatto perché non si supera alcun limite di gamma dinamica del sensore, in un solo scatto non possono esistere le informazioni che sono contenute in più scatti.
Ecco come fare le foto per realizzare un HDR:
- La prima foto per esporre le alte luci
- La seconda con un esposizione media
- La terza esponendo per le ombre
L'unione di queste 3 foto forma un unica immagine con una ricchezza di colori e dettagli superiore alla singola foto.
Una curiosità: La fotografia HDR dovrebbe apparirci più realistica di una foto normale, poiché l’occhio umano è in grado di distinguere maggiori dettagli di un sensore, sia nelle luci che nelle ombre!
Ora vi voglio parlare di qualcosa che non si trova normalmente nei tutorial sulla fotografia HDR, l’ha scritta un’autrice del mio blog di nome Sabrina Campagna.
Per ottenere immagini realmente pregnanti e degne di nota, la cosa che più conta è la prima immagine, quella di partenza. Per ottenere il meglio, lo scatto deve essere compiuto in situazioni di luce non estreme.
Le regole base per il primo scatto sono le seguenti:
- No ai forti controluce.
- No ad un’eccessiva presenza di nero in foto (come nel caso di foto notturne scattate con esposizioni non troppo lunghe).
- No a cieli grigi.
- No al troppo sole.
Nel primo e nel secondo caso, infatti, a causa dell’elaborazione, l’HDR risultante nella maggior parte dei casi avrà un nero scolorito e rumoroso, a cui sopperire solo tramite un elevato contrasto che riporterà l’immagine più o meno ai toni originari di silhouette o notturno.
Nel terzo caso i cieli troppo slavati e grigi possono dar luogo a macchie bianche di colore, laddove il programma non riesca a trovare toni adatti per la mappatura. Ciò capita soprattutto in zone dove il colore tende verso il bianco, per cui la macchia di colore risulterà di un bianco/grigio con contorni frastagliati (come si vede nell’immagine).
Nel quarto ed ultimo caso, succede qualcosa di analogo al precedente. Il sole a picco può creare scompensi nello scatto originario, in quanto a meno di centrare bene la foto, il cielo risulterà tendente al bianco, per poi “bruciarsi” completamente durante la mappatura.
L’eccessiva rifrazione dei raggi UV, inoltre, può creare scoloriture anche su altre aree della foto, rendendo così l’HDR pressoché inutilizzabile.
I soggetti migliori da fotografare sono quelli architettonici o comunque ricchi di dettagli, che verranno maggiormente evidenziati nella fusione HDR.
COME REALIZZARE UNA FOTO IN HDR - FASE DI POST PRODUZIONE
In questo tutorial studieremo come creare un’immagine HDR tramite Photomatix e la successiva ottimizzazione della stessa tramite Photoshop, il tutto partendo da tre scatti effettuati in formato RAW.
Gli scatti di seguito utilizzati sono stati eseguiti con una reflex Canon 30D ed un obiettivo Canon 10-22mm. Diaframma f/9 con tempi di 1/8s, 0.5s e 2s. Come potete notare i tempi agli estremi sono esattamente a + e - 2 stop dal valore di riferimento di 0.5s.
Le foto sono state scattate al museo delle scienze di Londra, ambiente ideale per sfruttare la tecnica hdr, sistemando la camera su di uno zaino in quanto da regolamento interno del museo è vietato usare il cavalletto, in modalità bracketing e autoscatto inserito in maniera da evitare qualsiasi movimento della camera al momento degli scatti.
1 - Creazione dell’HDR
Per la creazione dell'HDR utilizzeremo un ottimo programma chiamato Photomatix Pro, facile da utilizzare ed abbastanza intuitivo (vi sono molti tutorial in rete per approfondirne le caratteristiche). Lavorando con immagini TIFF a 16 bit il risultato sarà simile all'immagine seguente (32 bit):
Dopo aver settato il vero motore di Photomatix, cioè il "Tone Mapping", otterremo un'immagine TIFF a 16 bit per canale:
Configurare il Tone Mapping secondo il proprio gusto risulterà un'operazione piuttosto semplice data l'interfaccia priva di fronzoli. La differenza fra le due foto è evidente ma ancora non proprio soddisfacente...dominante giallognola e un po' slavata. Ciò che si otterrà dopo aver lavorato con Photomatix sarà simile all’immagine seguente:
Ritocco dei dettagli
Passiamo alla fase di rifinitura per rendere l’immagine un po' più accattivante. Principalmente andremo a lavorare sulle luci, sulle ombre, sui toni, sul contrasto e sulla nitidezza.
Aperta l’immagine precedentemente salvata da Photomatix, duplichiamo il livello di sfondo e modifichiamone l’esposizione (immagine > regolazioni > esposizione):
Proseguiamo desaturando il giallo (immagine > regolazioni > tonalità/saturazione)
Aumentiamo la nitidezza dell’immagine utilizzando una maschera di contrasto:
(In questo caso ho preferito aumentare subito la nitidezza invece che farlo alla fine del lavoro), uniamo il tutto e duplichiamo il livello così creato.
Applichiamo il filtro controllo sfocatura/Gaussian Blur in modalità sovrapponi e bassa opacità (14% può andare bene) così facendo andiamo a caricare maggiormente il colore dell'immagine rendendola più corposa:
Uniamo nuovamente i livelli e duplichiamolo.
Immagine > regolazioni > luminosità/contrasto utilizzando i seguenti valori: luminosità: -3; contrasto: +3. Uniamo nuovamente il tutto e duplichiamo il livello.
Immagine > regolazioni > curve
Uniamo il tutto e duplichiamo il livello.
Si può vedere ancora una dominante giallognola che, personalmente, non trovo adeguata. Ripetiamo quindi la desaturazione del giallo con valore -65 ed impostando, per il livello superiore (modalità normale), un'opacità al 75%. Uniamo il tutto e duplichiamo nuovamente.
Cerchiamo di aumentare la tridimensionalità del soggetto andando ad enfatizzare i punti di luce con lo strumento pennello in modalità sovrapponi / overlay con opacità di circa il 18% ed utilizzando come colore il bianco. Lo stesso procedimento dovrà essere eseguito per le zone in ombra usando un pennello nero (in alternativa potremo utilizzare gli strumenti brucia e scherma).
Le dimensioni del pennello varieranno a seconda della parte che andremo a trattare. Uniamo il tutto ancora una volta e duplichiamo il livello.
Passiamo in modalità 8 bit ed utilizziamo il filtro Effetto pennellate / Paint Daubs:
Abbassiamo l’opacità del livello al 30% e nei punti dove l’effetto risulta essere troppo accentuato (in questo caso sul radiatore del veicolo) utilizziamo lo strumento gomma per rendere visibile il livello sottostante.
Direi che il lavoro è finito!
In conclusione
Come avrete intuito questo non è "IL" metodo ma un metodo che deve essere adattato alla foto da elaborare. Per un buon risultato è importante partire da una fotografia discreta con il più basso rumore possibile, dato che l’HDR tende ad enfatizzare questo rumore. Non tutti i soggetti sono adatti a questo tipo di elaborazione, metalli e superfici riflettenti, invece, daranno notevoli risultati. Partendo da un soggetto molto contrastato l’immagine finale risulterà altrettanto ben esposta e gradevole ma si avrà necessità di più scatti…5, 7 o addirittura 9.
Un effetto simile, sebbene più grossolano, si potrà ottenere partendo anche da un solo scatto: sviluppando in maniera differente lo stesso file RAW variandone di volta in volta la luminosità.
Sperimentare, sperimentare e ancora sperimentare.
Spero di non essere stato troppo noioso o dispersivo ma piuttosto d’aiuto per avvicinarvi a questa tecnica fotografica.
Tutorial di Gianluca Nespoli
I passaggi di creazione dei livelli per SFUMATURA controllata e MASCHERA DI CONTRASTO possono essere fatti, in maniera alternata, anche un paio di volte. Ovviamente tra il primo giro di SFUMATURA/MASCHERA DI CONTRASTO e il secondo, nel secondo tenere dei livelli di opacità con percentuali più basse.
Una cosa fondamentale è unire sempre il livello creato dopo ogni modifica in modo da sovrapporre per bene il processo.