sabato 31 marzo 2012

Se modifico foto altrui posso usarle? Risponde TAU Visual

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E' vero che, modificando abbastanza dettagli di un'immagine di altri, posso utilizzarla, dato che si tratta di una nuova opera?

Risponde a questa domanda Roberto Tomesani per Associazione Nazionale Fotografi Professionisti - TAU Visual.


Modificando una foto, la si puo' usare?

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venerdì 30 marzo 2012

La lanterna magica dal 1420 al 1940 - Storia della Fotografia

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Come ho scritto nell'articolo sulle origini della fotografia l'invenzione della lanterna magica è covenzionalmente attribuita a Athanasius Kircher ma alcune fonti fanno risalire l'invenzione di tale strumento (o qualcosa di simile) al 1420!

Recenti ricerche illustrano che un tomo sulla lanterna magica possa essere esistito ai tempi di Salomone. Aristotele sviluppò la base teorica delle scienze ottiche. Con Friar Roger Bacon, nato ne 1214, l'arte-scienza della luce e delle ombre raggiunse il punto che permise lo sviluppo di dispositivi atti alla realizzazione di spettacoli di intrattenimento della magia dell'ombra. Leonardo da Vinci inventò la lente "bull's eye", un primitivo ma efficace condensatore. 

Il primo riferimento su qualcosa di simile a una lampada di proiezione viene dal Liber Instrumentorum di Giovanni de Fontana. L'illustrazione mostra un uomo che regge una lampada o una lanterna, e sul muro una larga proiezione dell'immagine del diavolo. Il dettaglio della lanterna mostra la sagoma di una piccola immagine del diavolo. Giovanni lo descrive come "un'apparizione notturna per terrorizzare gli spettatori". Chiaramente il dispositivo non ha una lente di proiezione, per cui l'immagine proiettata non sarebbe stata molto definita, benchè senza dubbio avrebbe servito al proprio scopo. L'immagine sulla lanterna è dritta così come quella proiettata, che è piuttosto corretto otticamente. Diversi attuali giocattoli per neonati funzionano così e producono immagini piuttosto efficienti. Benchè non ci siano particolari prove che Giovanni de Fontana abbia inventato la lanterna magica, William Tebra afferma fortemente nei NMLJ Volume 2- Number 2, che Giovanni de Fontana "abbia descritto il concetto reale di lanterna magica".

Molti anni dopo (1589), Giovanni Baptista della Porta pubblicò Magiae Naturalis Libri Viginti, in cui descrisse l'antica arte della scrittura su specchi di proiezione. Il libro fu pubblicato in inglese come Natural Magick nel 1658.

Nel 1646 Athanasius Kircher, un sacerdote gesuita tedesco, pubblicò Ars Magna Lucis et Umbrae, in cui migliorò il lavoro di Giovanni Baptista della Porta includendo delle modifiche per proiettare con l'ausilio della luce del sole o di una candela, usando una lente convessa come obiettivo per mettere a fuoco le immagini.

Un mistero.

Kircher è uno dei più famosi nomi nella storia della lanterna e spesso per errore gliene viene accreditata l'invenzione. Una sua successiva pubblicazione nel 1671 include illustrazioni di una lanterna magica proiettante immagini.


Mostrano l'errore piuttosto ovvio di non avere una lente di proiezione per mettere a fuoco le immagini. Così otticamente sono molto simili alla lanterna di Giovanni de Fontana del 1420, anche per il fatto che l'immagine nella slide è dritta come quella proiettata sullo schermo. Questo è corretto per le lenti da proiezione, così suppongo che chiunque abbia disegnato l'immagine conoscesse le basi dell'ottica benchè mancasse la lente.

Tecnicamente la lanterna magica è un congegno in grado di proiettare su una parete o su uno schermo delle immagini raffigurate su vetro; in pratica è una camera oscura all’interno della quale è posta una sorgente di luce, che può essere una semplice candela, una lampada, una luce a gas oppure elettrica.

Dietro la sorgente di luce è posto uno specchio riflettore concavo il quale trasmette il fascio luminoso ad una lente che concentra i raggi sul vetro contenente il disegno: l’immagine, attraverso un obiettivo, viene ingrandita e proiettata a distanza.

Si tratta di un procedimento che sarà poi applicato ai proiettori per diapositive.

Lo schema ottico della lanterna magica


Molto presto ci si rense conto che una sequenza rapida di immagini crea l’illusione del movimento e che anche la sovrapposizione di più vetri dipinti contribuisce a rendere ancora più realistiche le situazioni rappresentate.

La lanterna magica, è un congegno che incontra parecchio successo per i molteplici settori nei quali può essere proficuamente utilizzato.

Si possono proiettare disegni o testi a scopo didattico oppure allestire veri e propri spettacoli durante i quali un intrattenitore commenta le immagini o ne spiega il significato; lo scopo didattico può riguardare opere letterarie, oppure prediche religiose, oppure divulgazione di immagini di luoghi, ambienti, opere d’arte.

Il commento è affidato spesso ad un vero e proprio imbonitore, che col suo racconto rafforza le già eloquenti apparenze dove cavalieri Crociati combattono contro i Saraceni, dannati bruciano nel fuoco dell’Inferno o santi volano in Paradiso.

Sarà la fotografia a far compiere a queste proiezioni il passo decisivo, dall’epoca del dagherrotipo all’intuizione vincente dei fratelli Lumière, fino a quello che sarà lo spettacolo cinematografico.

Un utilizzo molto “privato” della lanterna magica è legato alla pornografia, fenomeno esistente da sempre a livello di disegni, che trae naturalmente grande giovamento dalla possibilità di ingrandire e di far muovere, anche se in maniera rozza, le immagini.

Ma il settore trainante è quello delle rappresentazioni fantastiche, degli animali mitologici, dei luoghi immaginari, perché siamo in un’epoca in cui non esiste una demarcazione netta tra reale e fiabesco.

Anche vasti strati del sapere scientifico sono ancora pervasi dal paranormale ed è in questo contesto che il mondo della magia trova nella lanterna magica (il bisticcio lessicale è voluto) un alleato insostituibile, anche perché le proiezioni devono necessariamente essere effettuate al buio, cioè nella situazione più favorevole per condizionare le menti ed amplificare le superstizioni.

Un vetrino da proiezione


E’ uno strumento che crea parvenze, illusioni, suggestioni e sono in molti a servirsene, tenendolo nascosto e inafferrabile, mostrandone solo gli effetti; che la manipolazione delle percezioni e quindi dei giudizi sia anche un’importante leva di potere è un fatto noto da tempo immemorabile.

Si potrebbe parlare ancora a lungo di questo congegno: sembra che a metà del Settecento se ne servisse anche Giuseppe Balsamo, il conte di Cagliostro.

La lanterna magica che vedete in questa immagine è datata tra il 1870 e il 1880. In questo periodo l'arte della proiezione di immagini fisse o in movimento raggiunge lo zenith della genialità tecnica durante l'era Vittoriana. Le più squisite tra le slides osservabili con queste lanterne erano completamente dipinte a mano, ma vi erano usate anche immagini fotografiche.

La lanterna magica giocò un ruolo molto importante nella società Vittoriana. Veniva utilizzato per lezioni di sobrietà e religione ma era usato anche nell'educazione, per la dimostrazione di principi scientifici e per trasmettere le ultime notizie degli eventi mondiali. Gli spettacoli spaventosi "phantasmagoria" si svolgevano nei salotti Vittoriani erano l'equivalente degli odierni film horror.

Il XVIII secolo vide la nascita di "phantasmagoria". Uno spettacolo di luce ed ombre molto popolare da subito dopo la rivoluzione francese di Parigi dei tardi anni 1790.  Il principale esponente di questi spettacoli terrificanti era un belga, che si faceva chiamare Robertson e teneva le sue "sedute spiritiche" in una cappella cappuccina abbandonata a Parigi.

Qui le sue ombre e i suoi fantasmi venivano alla vita tra i resti mortali dei monaci che adornavano le mura della cappella. Ai fini del racconto la lanterna veniva mossa avanti e indietro alle spalle dello schermo semitrasparente, Il fantasma di Robertson sembrava così mostrarsi e scomparire.


La prima metà del XIX secolo vide una progressione, dal lanternista itinerante "galante show", che per pochi pence intratteneva i figli della gente ricca o dei passanti - alla spettacolare e bello spettacolo delle lanterne di Mr. Childe e Mr. Hill negli anni 1840, al politecnico della Royal Regent Street. Questi spettacoli comprendevano l'uso di molte lanterne e una grossa quantità si grandi slide dipinte a mano per produrre "visioni dissolventi", effetti multipli e illusioni di movimento. Le slide dipinte da questi uomini erano le più belle mai prodotte tra quelle dipinte a mano. L'uso della bella ma altamente pericolosa limelight permise a queste immagini di essere mostrate ad un grosso pubblico. Dietro lo schermo venivano riprodotti i suoni e la musica appropriata.

Gli stabilimenti di Carpenter and Westley furono i primi a produrre commercialmente lanterne e slides in Gran Bretagna dal 1826 in poi. Impiegarono diversi trai migliori pittori di miniature di quei giorni che per loro crearono alcune tra le più squisite trasparenze della storia della lanterna magica.

Dopo il 1860 la qualità della maggior parte delle slides iniziò a deteriorarsi, incisioni e disegni furono trasferiti sul vetro a mezzo fotografico e poi colorate a mano. In contrasto alle slide le lanterne, invece, continuarono a migliorare tecnicamente. Furono prodotte lanteren biunial, triunial e persino quadriunial, ovvero lanterne con 4 tubi proiettori, queste erano per proiezioni multiple di viste in dissolvenza e movimento meccanico delle slides.

Con l'avvento del cinema i giorni dei grandi spettacoli con lanterne finirono. Ad ogni modo, la lanterma magica fu sempre utilizzata per la proiezione delle singole slides in scuole e istituti fino a tempi recenti. Slide fotografiche e stampate furono prodotte fino al 1940.

Fonti:
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giovedì 29 marzo 2012

Fujifilm X-Pro1 specifiche e test sul campo

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Video test sul campo della fotocamera a ottiche intercambiabili Fujifilm X-Pro1

QUI trovate la scheda tecnica e ulteriori dettagli sulla Fujifilm X-Pro1.

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martedì 27 marzo 2012

Usare le foto trovate su internet è lecito?

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Corrisponde al vero che le immagini trovate in Rete e non protette fisicamente possono essere utilizzate liberamente?


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lunedì 26 marzo 2012

Fotografia HDR guida completa - Corso di Fotografia - Lezione 28

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Il corso di fotografia online è estrapolato dal libro di fotografia intitolato "Manuale di Fotografia - Occhio, Mente e Cuore" in vendita a 3 euro in versione Ebook PDF su lulu.

Questo articolo fa parte del Corso di Fotografia Digitale Online.

Foto di Bruno Ciampi Flickr.com/photos/brunociampi/
Sulla tecnica HDR (acronimo di High Dynamic Range), è stato scritto tanto, soprattutto per ciò che riguarda la tecnica di scatto e i programmi usati (Photoshop, Photomatix Pro, Easy HDR ecc..).

Ma per realizzare veramente un HDR iniziamo dalle basi.

La fotografia HDR consiste nel superare i limiti fisici del sensore aumentando la gamma dinamica estesa grazie alla possibilità di combinare in post produzione o in fase di scatto 3 o più foto con diverse esposizioni, questo comporta che le scene fotografate debbano essere statiche ed è quindi necessario un treppiedi.

Molti sono convinti che questa tecnica porti ad avere foto molto contrastate con colori super saturi, non c’è niente di più sbagliato, quello che vedete in quel tipo di foto è solo un'orrenda post produzione che alle volte risulta interessante se ben realizzata.

Ma da cosa è caratterizzata una vera foto in HDR? Da una gamma dinamica superiore a quella del sensore, ovvero con ombre aperte ed alte luci contenute anche in presenza di forti contrasti. Ottenendo una foto impossibile da fare con un sensore normale, perché chiuderebbe le ombre oppure brucerebbe le alte luci.

Da questa spiegazione si evince che non è possibile ottenere un HDR da un singolo scatto perché non si supera alcun limite di gamma dinamica del sensore, in un solo scatto non possono esistere le informazioni che sono contenute in più scatti.

Ecco come fare le foto per realizzare un HDR:
  • La prima foto per esporre le alte luci
  • La seconda con un esposizione media
  • La terza esponendo per le ombre
L'unione di queste 3 foto forma un unica immagine con una ricchezza di colori e dettagli superiore alla singola foto.
Una curiosità: La fotografia HDR dovrebbe apparirci più realistica di una foto normale, poiché l’occhio umano è in grado di distinguere maggiori dettagli di un sensore, sia nelle luci che nelle ombre!

Ora vi voglio parlare di qualcosa che non si trova normalmente nei tutorial sulla fotografia HDR, l’ha scritta un’autrice del mio blog di nome Sabrina Campagna.

Per ottenere immagini realmente pregnanti e degne di nota, la cosa che più conta è la prima immagine, quella di partenza. Per ottenere il meglio, lo scatto deve essere compiuto in situazioni di luce non estreme.

Le regole base per il primo scatto sono le seguenti:
  1. No ai forti controluce.
  2. No ad un’eccessiva presenza di nero in foto (come nel caso di foto notturne scattate con esposizioni non troppo lunghe).
  3. No a cieli grigi.
  4. No al troppo sole.
Nel primo e nel secondo caso, infatti, a causa dell’elaborazione, l’HDR risultante nella maggior parte dei casi avrà un nero scolorito e rumoroso, a cui sopperire solo tramite un elevato contrasto che riporterà l’immagine più o meno ai toni originari di silhouette o notturno.

Nel terzo caso i cieli troppo slavati e grigi possono dar luogo a macchie bianche di colore, laddove il programma non riesca a trovare toni adatti per la mappatura. Ciò capita soprattutto in zone dove il colore tende verso il bianco, per cui la macchia di colore risulterà di un bianco/grigio con contorni frastagliati (come si vede nell’immagine).

Nel quarto ed ultimo caso, succede qualcosa di analogo al precedente. Il sole a picco può creare scompensi nello scatto originario, in quanto a meno di centrare bene la foto, il cielo risulterà tendente al bianco, per poi “bruciarsi” completamente durante la mappatura.

L’eccessiva rifrazione dei raggi UV, inoltre, può creare scoloriture anche su altre aree della foto, rendendo così l’HDR pressoché inutilizzabile.

I soggetti migliori da fotografare sono quelli architettonici o comunque ricchi di dettagli, che verranno maggiormente evidenziati nella fusione HDR.

COME REALIZZARE UNA FOTO IN HDR - FASE DI POST PRODUZIONE

In questo tutorial studieremo come creare un’immagine HDR tramite Photomatix e la successiva ottimizzazione della stessa tramite Photoshop, il tutto partendo da tre scatti effettuati in formato RAW.

Gli scatti di seguito utilizzati sono stati eseguiti con una reflex Canon 30D ed un obiettivo Canon 10-22mm. Diaframma f/9 con tempi di 1/8s, 0.5s e 2s. Come potete notare i tempi agli estremi sono esattamente a + e - 2 stop dal valore di riferimento di 0.5s.

Le foto sono state scattate al museo delle scienze di Londra, ambiente ideale per sfruttare la tecnica hdr, sistemando la camera su di uno zaino in quanto da regolamento interno del museo è vietato usare il cavalletto, in modalità bracketing e autoscatto inserito in maniera da evitare qualsiasi movimento della camera al momento degli scatti.

1 - Creazione dell’HDR





Per la creazione dell'HDR utilizzeremo un ottimo programma chiamato Photomatix Pro, facile da utilizzare ed abbastanza intuitivo (vi sono molti tutorial in rete per approfondirne le caratteristiche). Lavorando con immagini TIFF a 16 bit il risultato sarà simile all'immagine seguente (32 bit):

Dopo aver settato il vero motore di Photomatix, cioè il "Tone Mapping", otterremo un'immagine TIFF a 16 bit per canale:


Configurare il Tone Mapping secondo il proprio gusto risulterà un'operazione piuttosto semplice data l'interfaccia priva di fronzoli. La differenza fra le due foto è evidente ma ancora non proprio soddisfacente...dominante giallognola e un po' slavata. Ciò che si otterrà dopo aver lavorato con Photomatix sarà simile all’immagine seguente:


Ritocco dei dettagli

Passiamo alla fase di rifinitura per rendere l’immagine un po' più accattivante. Principalmente andremo a lavorare sulle luci, sulle ombre, sui toni, sul contrasto e sulla nitidezza.

Aperta l’immagine precedentemente salvata da Photomatix, duplichiamo il livello di sfondo e modifichiamone l’esposizione (immagine > regolazioni > esposizione):


Proseguiamo desaturando il giallo (immagine > regolazioni > tonalità/saturazione)


Aumentiamo la nitidezza dell’immagine utilizzando una maschera di contrasto:


(In questo caso ho preferito aumentare subito la nitidezza invece che farlo alla fine del lavoro), uniamo il tutto e duplichiamo il livello così creato.

Applichiamo il filtro controllo sfocatura/Gaussian Blur in modalità sovrapponi e bassa opacità (14% può andare bene) così facendo andiamo a caricare maggiormente il colore dell'immagine rendendola più corposa:


Uniamo nuovamente i livelli e duplichiamolo.

Immagine > regolazioni > luminosità/contrasto utilizzando i seguenti valori: luminosità: -3; contrasto: +3. Uniamo nuovamente il tutto e duplichiamo il livello.

Immagine > regolazioni > curve


Uniamo il tutto e duplichiamo il livello.

Si può vedere ancora una dominante giallognola che, personalmente, non trovo adeguata. Ripetiamo quindi la desaturazione del giallo con valore -65 ed impostando, per il livello superiore (modalità normale), un'opacità al 75%. Uniamo il tutto e duplichiamo nuovamente.

Cerchiamo di aumentare la tridimensionalità del soggetto andando ad enfatizzare i punti di luce con lo strumento pennello in modalità sovrapponi / overlay con opacità di circa il 18% ed utilizzando come colore il bianco. Lo stesso procedimento dovrà essere eseguito per le zone in ombra usando un pennello nero (in alternativa potremo utilizzare gli strumenti brucia e scherma).

Le dimensioni del pennello varieranno a seconda della parte che andremo a trattare. Uniamo il tutto ancora una volta e duplichiamo il livello.
Passiamo in modalità 8 bit ed utilizziamo il filtro Effetto pennellate / Paint Daubs:


Abbassiamo l’opacità del livello al 30% e nei punti dove l’effetto risulta essere troppo accentuato (in questo caso sul radiatore del veicolo) utilizziamo lo strumento gomma per rendere visibile il livello sottostante.

Direi che il lavoro è finito!

In conclusione

Come avrete intuito questo non è "IL" metodo ma un metodo che deve essere adattato alla foto da elaborare. Per un buon risultato è importante partire da una fotografia discreta con il più basso rumore possibile, dato che l’HDR tende ad enfatizzare questo rumore. Non tutti i soggetti sono adatti a questo tipo di elaborazione, metalli e superfici riflettenti, invece, daranno notevoli risultati. Partendo da un soggetto molto contrastato l’immagine finale risulterà altrettanto ben esposta e gradevole ma si avrà necessità di più scatti…5, 7 o addirittura 9.

Un effetto simile, sebbene più grossolano, si potrà ottenere partendo anche da un solo scatto: sviluppando in maniera differente lo stesso file RAW variandone di volta in volta la luminosità.
Sperimentare, sperimentare e ancora sperimentare.

Spero di non essere stato troppo noioso o dispersivo ma piuttosto d’aiuto per avvicinarvi a questa tecnica fotografica.

Tutorial di Gianluca Nespoli


Considerazioni personali di Andrea Doxphoto utente di Forumdifotografia.it

I passaggi di creazione dei livelli per SFUMATURA controllata e MASCHERA DI CONTRASTO possono essere fatti, in maniera alternata, anche un paio di volte. Ovviamente tra il primo giro di SFUMATURA/MASCHERA DI CONTRASTO e il secondo, nel secondo tenere dei livelli di opacità con percentuali più basse.

Una cosa fondamentale è unire sempre il livello creato dopo ogni modifica in modo da sovrapporre per bene il processo.

Andrea Doxphoto http://www.doxphoto.it/
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domenica 25 marzo 2012

News Fotografiche - Photoshop C6, Facebook foto ad alta risoluzione...

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News Fotografiche è una nuova rubrica aperta grazie ai blogger della community Forum di fotografia.it.


Adobe ha rilasciato una versione beta di Photoshop CS6 (software di editing delle immagini). Disponibile da subito per il download gratuito dal sito Adobe Labs, la nuova versione introduce una completa riprogettazione dell'interfaccia utente inseme alle nuove funzioni automatiche e di background, relative alle opzioni di salvataggio. Tra le altre caratteristiche sono state implementate una nuova funzione di "Content Aware", nuove funzionalita' del tool "Sposta", nuovi filtri di sfocatura, funzionalità di video editing e una nuova versione di Adobe Camera Raw 7... Leggi tutto


Facebook ha aggiunto le foto ad alta risoluzione e la possibilita' di effettuare la visualizzazione delle stesse a tutto schermo. Da oggi, il visualizzatore di foto mostrerà l'immagine nella più alta risoluzione disponibile, piuttosto che offrire un link di download per una maggiore risoluzione delle foto (fino a 2048 pixel per lato lungo). E' stata inoltre aggiunta l'opzione di espandere la foto a tutto schermo. Le modifiche includono anche l'aggiunta di una versione semplificata del profilo colore sRGB ad ogni immagine, aumentando le possibilità di visualizzazione del colore in modo corretto... Leggi tutto


Oggi andremo a vedere come dare alle nostre foto un effetto della pittura ad olio con pochi e semplici passaggi con Photoshop.
Per creare questo effetto Adobe Photoshop si fà aiutare da un estensione che si può scaricare in maniera gratuita da sito Adobe Labs che si chiama Pixel Bender... Leggi tutto
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venerdì 23 marzo 2012

Limitazioni al diritto di fotografare in manifestazioni o luoghi pubblici

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L'organizzatore di una manifestazione, un concerto, o di uno spazio aperto al pubblico puo' limitare il diritto di fotografare?


Roberto Tomesani per Associazione Nazionale Fotografi Professionisti - TAU Visual.

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giovedì 22 marzo 2012

Lightroom 4 novità e miglioramenti

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Questo articolo fa parte del Corso di Lightroom.

Gli amici di Total-Photoshop.com hanno realizzato un video tutorial su Adobe Lightroom 4.

Conosciamo tutti i segreti e le novità presenti in Adobe Photoshop Lightroom 4.

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Pentax K-01 Specifiche tecniche e test sul campo

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Pentax K-01 Mirrorless con Sensore APS-C, recensione e test sul campo.



Specifiche tecniche:
  • Sensore CMOS da 16 Megapixel con sistema di stabilizzazione
  • Display da 3 pollici
  • Gamma ISO da100 a 12.800espandibile a 25.600
  • Stesse funzioni e modalità di scatto presenti sulle reflex
  • Registrazione video Full HD
Prezzo: 570 euro per il corpo macchina e 680 euro con ottica base 40mm pancake f/2.8
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mercoledì 21 marzo 2012

L'istogramma - Corso di Fotografia - Lezione 25

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Il corso di fotografia online è estrapolato dal libro di fotografia intitolato "Manuale di Fotografia - Occhio, Mente e Cuore" in vendita a 3 euro in versione Ebook PDF su lulu.

Questo articolo fa parte del Corso di Fotografia Digitale Online.

L’istogramma è uno strumento essenziale in fotografia digitale, ma molti sconoscono cosa sia o non gli danno la dovuta importanza. Esso serve a capire se l’esposizione è corretta, se abbiamo perso dettaglio nelle zone in ombra o nelle zone delle alte luci.

Molti si affidano allo schermo LCD della fotocamera, grosso errore, perché non sempre ci offre un risultato affidabile a causa della retroilluminazione dello schermo (troppo accesa o troppo spenta) o dell'illuminazione dell'ambiente esterno che se troppo intensa può darci fastidio nella visione dell'immagine e quindi indurci in errore nel valutare l’esposizione di una foto.

Viene in nostro aiuto l’istogramma che può essere consultato in fase di scatto dallo schermo lcd della fotocamera o dal programma di post produzione da noi usato.

In questo articolo userò la mia Nikon D90, consultate il manuale di istruzioni della vostra fotocamera per sapere come visualizzare l’istogramma.

Subito dopo aver scatto la fotografia posso vedere il preview dell’immagine dallo schermino lcd.


Come potete vedere da qui posso vedere i dettagli dello scatto, il grafico in alto alla vostra destra è l’istogramma. In alcune macchine fotografiche potete visualizzare un istogramma più dettagliato, ovvero diviso nei tre colori RGB.

A noi in questa sede interessa capire come leggere l’istogramma composito, esso rappresenta la quantità di pixel presenti per le varie luminosità, l’immagine è correttamente esposta quando la zona dove inizia e finisce il grafico non è tagliata.
Nell’istogramma sull’asse orizzontale abbiamo la luminosità divisa in 256 livelli di luminosità, partiamo da sinistra con lo 0 che indica il nero, andiamo verso destra con 255 che indica il bianco, a metà abbiamo il grigio e sull’asse delle y abbiamo la tonalità all’interno dell’immagine.


Ecco lo stesso scatto sottoesposto, in questo caso la curva si sposta verso la nostra sinistra, però non essendo tagliata tutte le informazioni che ci sono nei neri dell’immagine sono state catturate, quindi in post produzione con photoshop possiamo correggere i livelli ribilanciandola correttamente senza avere perdita di informazioni sui neri.


In questa versione sovraesposta l’istogramma si è spostato verso destra tagliando la curva, ho bruciato parte dei bianchi, quindi ho perso delle informazioni che non potrò più recuperare neanche con Photoshop.

Da quanto spiegato finora potete capire l’importanza dell’istogramma, quando realizzate una foto guardandolo potete capire subito se l’immagine è esposta correttamente e se è recuperabile in fase di post produzione.

L’istogramma e Photoshop

Se usate windows, in Photoshop per vedere l’istogramma basta premere CTRL + L oppure se usate MAC basta premere la scorciatoia da tastiera MELA + L.


Si apre la finestra dei livelli dove è possibile vedere l’istogramma.


Nella finestra dei livelli ci sono 3 cursori sotto l’istogramma, uno del nero 0, uno dei toni medi 1,00 sotto e uno dei bianchi 255.

Se prendo il cursore dei bianchi e lo trascino alla fine della curva espongo correttamente le alte luci, ho reso più luminosa la foto.

Ma i toni medi sono ancora scuri, posso prendere il cursore del tono medio e portarlo verso sinistra e così ottengo un’immagine correttamente esposta, ovvero non avrò bruciato i bianchi, i neri non risulteranno chiusi, l’immagine è quindi leggibile, se chiudo e riapro il grafico dei livelli vedo che è bilanciato.


Aprendo l’immagine sovraesposta (quella dove ho bruciato i bianchi perdendo informazioni) e usando lo strumento livelli la prima cosa che balza all'occhio è la curva tagliata.

Photoshop purtroppo non fa miracoli, non ricrea le informazioni che non sono state catturate durante la fase di scatto, l’immagine troppo sovraesposta rimarrà tale, per questo in fase di scatto è bene controllare l’istogramma.

Ci sono delle situazioni dove non si avrà mai un istogramma perfetto, qui dobbiamo introdurre il concetto di latitudine di posa (gamma dinamica), che è la capacità del sensore di registrare le informazioni tra i bianchi e i neri, generalmente il sensore di una macchina fotografica cattura sui 5 e 6 stop, vuol dire che tra il punto massimo di nero e il punto massimo di luce ci sono 5 diaframmi.

Se la scena che andiamo a fotografare è molto contrastata, ovvero ha delle zone molto luminose e delle zone in ombra molto scure la macchina fotografica non riuscirà a catturare tutte le informazioni disponibili, il fotografo dovrà fare una scelta, dovrà rinunciare ad avere delle informazioni sulle alte luci o sulle ombre. Per fortuna la tecnologia ci viene incontro con la fotografia HDR, di cui parlerò a breve.

Una curiosità: i nostri occhi, in condizioni ideali, riescono a distinguere solo 200 diversi livelli di grigio, i 256 toni disponibili in un’immagine digitale sono più che sufficienti per rappresentare anche le sottili variazioni di tonalità.
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Boxe dilettantistica - sparring - Primo giorno

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Una fondamentale premessa

Sembra passato un secolo dall'ultima volta che ho pubblicato delle foto su questo blog, invece è passato solo qualche anno, un anno molto intenso in cui ho realizzato vari progetti fotografici e virtuali, ho scritto un libro, allestito uno studio fotografico, creato un forum di fotografia e un sito di mostre... tutto questo (misto ad impegni personali) ha tolto tempo ai miei generi fotografici preferiti.

Da oggi, oltre agli articoli del corso di fotografia, i vari articoli tecnici, di post produzione e di cultura fotografica troverete anche i miei Photo Post, ovvero articoli con le mie fotografie in cui spiego come ho fatto a realizzarle e le difficoltà legate a fotografare in determinate condizioni, quindi un approccio molto pratico alla fotografia.

Luogo: Palestra Golden Fighter - Messina - Tutte le mie foto sulla boxe: Set sulla boxe - Flickr

Sabato 17 sono andato alla golden fighter a fotografare gli sparring di Boxe, ho deciso di seguire questi ragazzi durante la loro carriera sportiva fino al loro primo match, la maggior parte di loro è agli inizi.

Quando arrivo lo sparring è appena iniziato...


L'illuminazione in palestra per fare fotografia è scarsissima, non ci sono finestre, solo qualche lampada sul soffitto, mi affido alla mia ottica 35mm con apertura massima a f1.8 (apertura che non ho usato), il 18-105mm Nikkor l'ho usato poco e niente con scarsi risultati, in questo posto si vedono tutti i limiti di uno zoom di basso livello rispetto a un'ottica fissa, sono dovuto scendere a compromessi lavorando esclusivamente sui tempi, iso e diaframmi, uso una reflex amatoriale e quindi un po' di rumore è inevitabile, in post produzione accentuo la grana rendendola parte integrante delle mie fotografie creando uno "stile personale" in questo genere  (almeno durante gli allenamenti, sul ring l'illuminazione solitamente è buona).








Con questa foto concludo la prima giornata di sparring, ho voluto usare un'apertura a f2.8 e un tempo di scatto di 1/160 di secondo, ISO standard.

Ho ottenuto foto molto sottoesposte che ho recuperato in post produzione (colgo l'occasione per ricordarvi il seguente articolo: i vantaggi della sovraesposizione in fotografia digitale)

Ecco una delle foto prima dell'elaborazione:


E' molto sottoesposta ma i neri non sono così chiudi da farmi perdere dettaglio, qui entra in gioco l'istogramma, se non conoscete questo argomento allora non perdetevi la lezione 25 del corso di fotografia.

La prossima volta proverò ad andare a tutta apertura impostando un tempo di scatto ancora più rapido, i pugili si muovono molto velocemente e gli elementi di disturbo in una palestra sono tanti.

Per commentare le mie fotografie andate sulla mia galleria Flickr al link http://www.flickr.com/photos/marcocrupivisualartist/
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lunedì 19 marzo 2012

Canon EOS 5D Mark III recensione, test e specifiche tecniche

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In questi tre video vedremo tutti i dettagli della Canon Eos 5D Mark III.

Canon EOS 5D Mark III video di pm studio news

La nuova Canon EOS 5D Mark III, velocità, risoluzione, processore Digic 5+, potenza e possibilità creative. Matteo La Torre ci svela i segreti della macchina.




Canon EOS 5D Mark III - Mario and Nette - Filmato Dimostrativo

Un filmato dimostrativo della nuova Canon EOS 5D Mark III. Splendide immagini ed una storiella simpatica.




Canon EOS 5D Mark III: affianca ma non sostituisce EOS 5D Mark II

Parliamo con Matteo La Torre di Canon del posizionamento della nuova reflex full frame Canon EOS 5D Mark III, che affianca la precedente Mk2 con un prezzo di circa mille euro superiore. Molti sono i miglioramenti della fotocamera, anche sul fronte video.

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