mercoledì 8 febbraio 2012

I Filtri - Corso di Fotografia - Lezione 9

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Filtri fotografici Cokin - foto di Tim Collins

Il corso di fotografia online è estrapolato dal libro di fotografia intitolato "Manuale di Fotografia - Occhio, Mente e Cuore" in vendita a 3 euro in versione Ebook PDF.

Questo articolo fa parte del Corso di Fotografia Digitale Online.

Quando si usava la pellicola nella borsa di un fotografo non potevano mancare i filtri, mentre oggi è molto raro trovare qualcuno che li usi.

Nella fotografia digitale è possibile applicare in post produzione gli effetti che prima si ottenevano solo in fase di scatto ma nonostante questo i filtri sono ancora in commercio, questo perché alcuni di essi sono ancora utili e i loro effetti non sono ricreabili in Photoshop.

Iniziamo parlando del filtro polarizzatore, non può mancare nel corredo di un fotografo perché i suoi effetti non sono riproducibili con nessun software. Serve a polarizzare la luce riflessa dalle superfici degli oggetti e dalle particelle atmosferiche, in sostanza rimuove i riflessi da tutte le superfici non metalliche e garantisce il massimo contrasto.

Toglie i riflessi indesiderati anche dalle superfici d’acqua, ma può anche dargli rilievo, basta ruotarlo per ottenere l’effetto che desideriamo. Se si fotografa una vetrina grazie al filtro polarizzatore possiamo evitare di venire riflessi su di essa catturando solo quello che c'è all'interno e per questo motivo è anche utilizzato per fotografare quadri o altre opere protette da un vetro.

Esistono due tipi di polarizzatori:
  • Lineari
  • Circolari
Sulle macchine fotografiche dotate di autofocus il polarizzatore deve essere circolare, esso viene montato sull'obiettivo, come già accennato ruotandolo si possono ottenere diversi effetti visualizzabili direttamente dal mirino della reflex.

Grazie al polarizzatore possiamo ottenere in ripresa una saturazione naturale dei colori in modo da non forzare dopo in post produzione, questo effetto è dovuto all'eliminazione della luce riflessa. Nella fotografia paesaggistica servono anche a dare più profondità ai cieli azzurri.

L'effetto di un polarizzatore circolare sul cielo - Fonte foto Wikipedia

ATTENZIONE non ha effetto se scattiamo con il sole di fronte o alle spalle: dobbiamo stare tra 45° e 90° per ottenere dei buoni risultati, inoltre assorbe la luce di -2 stop circa.

Altri filtri ancora utilizzati in fotografia digitale sono:

Il filtro UV: oggi non più necessario, le moderne lenti incorporano già uno strato anti UV, in sostanza ha senso usarlo solo per proteggere la lente frontale dell'obiettivo, ma attenzione perché modifica le prestazioni dell'ottica su cui lo montate.

Nella foto qui sopra la lente è intatta grazie
alla protezione del filtro UV - foto di Davidd
I filtri neutral density e i filtri digradanti sono utilizzati essenzialmente nella fotografia di paesaggio.

Il filtro neutral density: altera l'esposizione e non introduce nessuna dominante di colore, questa tipologia di filtri viene classificata come ND, esistono ND2, ND4 e ND8, questa classificazione è fatta in base alla riduzione della luce.

Questo filtro appare solitamente grigio e riduce la luce che passa, la riduce di uno stop il filtro ND2, di due stop ND4 e di 3 stop ND8.

Ma perché ridurre la luce?

Esistono delle situazioni pratiche dove per quanto chiudiamo il diaframma o abbassiamo gli ISO la luce risulta sempre troppa, per esempio quando vogliamo realizzare una foto con un tempo di esposizione lungo.

Dati di scatto: 30 sec, F/10, ISO-100 e filtro ND - Foto Oceania di Kyle Kruchok

Filtri digradanti (o anche graduati a densità neutra): come dice il nome sono dei filtri che digradano dall'alto verso il basso, cioè sono trasparenti in basso e più scuri in alto, aiutano a equilibrare i cambiamenti di esposizione in una scena, per esempio in un paesaggio permettono di schermare maggiormente il cielo rispetto alla linea del terreno sotto l'orizzonte.

Come potete vedere dalla figura alla vostra sinistra possono essere di vari colori.



È meglio usare quelli a lastra (esistono anche a vite) perché permettono di regolare l’altezza a nostro piacimento in modo da far combaciare il cambio di densità con la linea dell'orizzonte, sono molto utili per riequilibrare i livelli di luce di un cielo troppo luminoso e di un primo piano scuro, non vi è mai capitato che durante la foto a un paesaggio urbano o naturale gli alberi o i palazzi risultino correttamente esposti mentre il cielo risulti sovraesposto? Usando uno di questi filtri potrete risolvere il problema!

State attenti che l’area scura non scenda sotto l’orizzonte perché l’effetto risulti naturale.

Di filtri digradanti né troviamo due tipi soft e hard. Gli hard sono adatti per le linee di confine molto nette come quella del mare, mentre i soft hanno una sfumatura più morbida, adatta per esempio in caso di panorami montuosi o che presentano alberi, in sostanza tutti quei paesaggi che presentano una linea d’orizzonte non ben definita.

Per i tramonti sul mare con sole frontale conviene usare i Reverse Graduated che sono dei soft al contrario, ovvero a metà lastra sono hard e sfumano a soft verso l'alto.

Dopo aver analizzato i vari tipi di filtri c’è da fare una considerazione pratica, solitamente un fotografo non ha solo un’ottica e molto difficilmente esse avranno lo stesso diametro, quindi ci vorrebbe un filtro specifico per ogni obiettivo con un conseguente aumento delle spese, per nostra fortuna esistono degli anelli adattatori che ci consentono di montare lo stesso filtro su più ottiche di diverso diametro.

Da sinistra verso destra abbiamo filtro Seppia, filtro polarizzatore circolare, filtro arancione e in basso un adattatore per i filtri - foto di Tim Collins
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