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Oltre il digitale e l'analogico, il formato DX o il sensore Full Frame, i fotografi di oggi (come quelli di ieri) si trovano davanti ad un'altra importante scelta: scattare in bianco e nero o a colori.
Può trattarsi di una scelta dettata dal gusto personale, da un accostamento a un determinato stile o, per i più filosofici di noi, può essere il risultato di un ragionamento sulla natura stessa della fotografia.
Quando nel 1839 l'invenzione della fotografia fu ufficializzata sembrava già una grande cosa riuscire a riprodurre la realtà su un supporto in modo durevole e ci si accontentava di immagini in bianco e nero; tuttavia anche a quei tempi alcuni fotografi si armavano di pennellino per dipingere a mano i propri scatti.
Oggi alcuni fotografi, professionisti o amatori, scelgono di produrre immagini in scala di grigi proprio perché questa scelta rimanda alle origini della fotografia stessa: è una decisione presa seguendo un preciso filo logico, e quindi non opinabile.
In base al ragionamento opposto invece, alcuni di noi scelgono di scattare a colori, poiché la realtà ci si presenta così e ci sembra quindi naturale riprodurla nella sue interezza, che appunto è fatta anche di colori.
Ma abbiamo davvero il bisogno di scegliere tra il classico bianco e nero e la vivacità dei colori? Anzi che basarsi su convinzioni morali o motivazioni storiche, sarebbe meglio valutare che tipo di colorazione si addice a ogni singola fotografia o ad ogni particolare progetto.
Ciò che a colori a volte non viene notato può essere trasmesso in modo immediato con l'assenza di saturazione: il bianco e nero è più adatto per suscitare nello spettatore tristezza, malinconia, ricordi, da un lato può essere più coinvolgente dal punto di vista emotivo, dall'altro ci allontana dal fatto perché ce lo fa percepire come avvenuto lontano nel tempo.
Al contrario una fotografia a colori è in grado di trasmetterci vivacità, allegria, naturalezza, ma anche in questo caso bisogna valutare bene ogni singolo caso: talvolta colori troppo accessi possono rovinare una composizione equilibrata.
Io penso quindi che sia inutile scegliere a priori un metodo colore per partito preso, senza fermarsi a pensare al significato della foto che stiamo scattando o, perché no, a quello che realmente ci piace di più!
E voi da che parte state?
Chi ha intravisto almeno una volta le mie foto sa bene cosa preferisco io, per chi invece fosse curioso può scoprirlo sulla mia Pagina Facebook e Flickr.
Ciao, Sara

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ma , io penso che non c'è bisogno di perdersi l'attimo fuggente dietro a pensieri inutili, scatto a colori e in postproduzione decido.....
RispondiEliminaSicuramente Dino, cercavo solo di capire perchè si fanno certe scelte, indipendentemente dal momento in cui le si fa ;o)
RispondiEliminaPenso che la decisione sia funzione di due fattori: sensazione da trasmettere e soggetto/i da mettere in risalto.
RispondiEliminaA volte mi ritrovo davanti al monitor a switchare tra scala di grigi e colore per vedere quale delle due versioni mi restituisce una certa sensazione.
Altre volte opto anche per una via di mezzo in stile Shinder's List. Questa è la mia opinione.
io scatto a colori, a raramente in bianco e nero. ma tra i due preferisco di gran lunga il bianco e nero.
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