6 febbraio 2011

La percezione visiva in fotografia - Parte 1

Questo articolo fa parte del Corso di Fotografia Digitale Online.

1. LINGUAGGIO E FOTOGRAFIA

Solitamente quando una persona inizia ad interessarsi alla fotografia la prima cosa che fa è acquistare una macchina fotografica. Spesso poi fa un corso più o meno approfondito, dove impara le tecniche basilari, vedi il diaframma, i tempi, gli ISO, il bilanciamento del bianco e cose simili. Poco o nulla viene detto dell’altro grande protagonista di una fotografia: il destinatario, l’occhio umano.

In fondo la fotografia è un linguaggio. In linguistica Roman Jackobson aveva creato questo schema che "scomponeva" il linguaggio nel modo seguente:

MITTENTE CONTESTO DESTINATARIO
MESSAGGIO
CONTATTO
CODICE

Tutto questo è riferito alla lingua dove il mittente è il parlante, il destinatario è colui che riceve il messaggio, il quale messaggio viene trasmesso in un determinato contesto e attraverso un codice conosciuto ad entrambi e grazie ad un contatto, permettendo quindi la trasmissione del contenuto.

Usciamo dall'ambito linguistico e proviamo ad applicare questo stesso schema alla fotografia. Da una parte c’è il fotografo. Il contatto è la fotografia, il suo supporto (stampata, proiettata, pubblicata), il codice è la tecnica fotografica (che va comunque conosciuta), il messaggio è quello che risalta agli occhi dell’autore e il contesto è il dove o l’ambito fotografico in cui la scena viene presentata.

Dall'altra parte c’è il destinatario, l’occhio umano.

Ecco il nostro schema:

FOTOGRAFO CONTESTO DESTINATARIO
SOGGETTO
SUPPORTO
TECNICA FOTOGRAFICA

La tecnica fotografica e il supporto fanno tantissimo. Ma non fanno tutto. In questo articolo vorrei concentrare la mia attenzione sul contesto / soggetto partendo però dal destinatario, l’occhio umano.

2. L’OCCHIO UMANO E LA CAPACITÀ DI PERCEPIRE LA REALTÀ

La percezione umana è cosa assai complessa. Sono stati scritti libri e trattati a riguardo. Cosa ci mostra l’occhio e cosa seleziona il nostro cervello dell’immagine trasmessa? Perché lo seleziona? Su che base? In questo primo articolo sulla percezione visiva vorrei concentrarmi sulla incapacità dell’uomo di concentrarsi su più cose contemporaneamente. Inizio con un disegno famoso:



Cosa vedete? Due persone di profilo? Un vaso? Ci sono entrambi. Ma il nostro cervello ce ne mostra uno alla volta: o vediamo il vaso o vediamo i profili. Quello che vediamo è il soggetto, il resto è lo sfondo.

Cosa determina l’essere sfondo o l’essere soggetto?


Innanzitutto la dimensione e il rapporto tra le dimensioni. Un soggetto grande viene notato prima di un soggetto piccolo. Nella immagine del vaso si notano prima i due profili. In secondo luogo lo spazio e la loro collocazione in esso; il fatto che siano in un determinato punto della immagine invece che in un altro ha una importanza fondamentale e informa il nostro subconscio su quale sia il soggetto e quale lo sfondo. Anche il tipo di margini è importante. Un contorno netto ha più importanza nella nostra mente di un contorno sfuocato. Non solo anche la forma del contorno se è convesso o concavo (un contorno convesso tende ad avere più importanza rispetto ad uno concavo), se è rotondo o diritto, se è in verticale in orizzontale o in diagonale. L’illuminazione ha poi una grande importanza. La zona illuminata è considerata di maggior importanza rispetto alla zona in ombra. In conclusione, le variabili sono molte. Sono tutte da tenere in considerazione quando si fotografa.

3. APPLICAZIONE IN FOTOGRAFIA DELLO STACCO SOGGETTO - SFONDO

Quando scattiamo una fotografia, vogliamo trasmettere un messaggio. Vogliamo mostrare agli altri cosa vede la nostra mente, cosa ci ha colpito. Il destinatario ha bisogno di sapere quale è il soggetto e quale è lo sfondo.

In fotografia questo stacco è fondamentale. I nostri occhi quando guardano la realtà non sono mai fermi. Si spostano continuamente in modo casuale. Questi movimenti sono intervallati da brevissime pause in cui il nostro cervello accumula informazioni. La nostra corteccia celebrale rimette insieme i pezzi accumulati nelle pause (“fissazioni”) e ricostruisce il puzzle. Noi siamo in grado di catturare milioni di particolari perché la nostra percezione visiva è spalmata nello spazio e nel tempo.

In una fotografia invece tutto si blocca, viene colto l’attimo. La realtà riprodotta in una fotografia è immobile, limitata nello spazio e congelata nel tempo. Non si possono cogliere altre sfaccettature se non quelle lì riprodotte. Ecco che diventa necessario chiarire cosa in quel momento era il soggetto della nostra visione, quale in quel momento è lo sfondo e quale è il protagonista.

Clicca qui per leggere la seconda parte: SULLA PERCEZIONE VISIVA - IL SOGGETTO (QUAL E'?)

Articolo scritto da Diagaz - Facebook