venerdì 28 gennaio 2011

Wayne Martin Belger e le sue macchine fotografiche speciali

11 comments
Questo articolo non è stato scritto da me ma è stato preso da Bizzarro Bazar, non è un sito di fotografia ma è un sito che tratta "dello strano e del meraviglioso", poiché il gestore del blog permette di copiare gli articoli a patto di citare la fonte riporto sul mio blog questo interessantissimo post perché voglio condividerlo con voi.


Wayne Martin Belger, nato nel 1964, ha un curriculum che si potrebbe definire perlomeno eclettico: ha fatto il cercatore di tesori professionista, l’istruttore di roccia così come di scuba diving, il musicista, il giocatore di hockey, il guidatore di treni e il manicure. Ma ora pare aver trovato la sua strada.

Le macchine fotografiche che costruisce sono le più incredibili al mondo. Si tratta di apparecchi stenoscopici, vale a dire fotocamere che sfruttano il concetto di camera oscura nel momento dello scatto. La fotocamera utilizza un foro stenopeico (dal greco stenos opaios, dotato di uno stretto foro), in pratica un semplice foro posizionato al centro di un lato della fotocamera, come obiettivo. La pellicola viene impressionata dalla luce che penetra nel foro. Per far sì che l’immagine sia nitida, è necessario un tempo di esposizione di quasi due ore.

Ma non è questo che rende le sue macchine fotografiche particolari. Wayne Belger, infatti, le costruisce a seconda del soggetto che dovrà fotografare. Lo strumento diviene una sorta di “altare” magico che permette di catturare l’essenza stessa dell’oggetto della foto. Ecco allora che le sue fotocamere diventano degli ibridi postmoderni di metallo, legno e materia organica.

Facciamo un esempio: volendo fotografare delle donne all’ottavo mese di gravidanza, Belger progetta e costruisce una macchina stenoscopica che contiene al suo interno il cuore (vero) di un bambino.




Questo gli permette di rendere “sacro” il suo strumento, e visto che i tempi di esposizione sono così lunghi, di trasformare l’atto di fotografare in un rituale che unisce, come in un procedimento alchemico, la luce e il tempo. Ecco alcune delle foto scattate con questa macchina fotografica:


Altri esempi: per una serie di fotografie che ritraggono preti, imam o rabbini in preghiera, Berger ha costruito una macchina fotografica che contiene al suo interno parti della Bibbia, del Corano, della Torah, e un pezzo metallico che faceva parte dell’armatura architettonica delle Torri Gemelle.

Un altro pezzo della sua collezione è ricavato dal teschio autentico di una ragazzina di 13 anni, nel quale il foro per le fotografie è stato praticato all’incirca all’altezza del famoso Terzo Occhio della mistica orientale.


Ma lo strumento probabilmente più bizzarro ed estremo è la cosiddetta untouchable camera (“la macchina fotografica intoccabile”). Si tratta di un pezzo realizzato per una serie di fotografie di malati di AIDS. Belger ha disegnato questo apparecchio, che al posto dei comuni filtri fotografici ha delle lastre di vetro contenenti il sangue positivo all’HIV dei suoi soggetti. Attraverso il loro stesso sangue infetto, Belger ha dunque fotografato, mettendoli in posa per due ore, alcuni malati, ottenendo fotografie suggestive ed evocative. Sono scatti forti, potenti, reminiscenti di certo dell’opera di Witkin, ma ancora più commoventi se si pensa al metodo quasi “religioso” con cui sono stati ottenuti.

 

Ecco il link al sito di Wayne Martin Belger.




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11 commenti:

  1. ....che schifo....... vomitevole e peggio della peste...
    fotografare attraverso il cranio di una tredicenne...

    da fucilazione

    Fabio

    RispondiElimina
  2. Bé mica l'ha uccisa lui, secondo me è un grande artista, molto originale, soprattutto le foto a fine articolo sono degne di nota.

    Secondo me sono da fucilare tutti quelli che con la morte ci fanno soldi e ascolti, vedi tutti quegli squali che si sono arricchiti con la morte di Sara Scazzi...

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  3. Ciao, voglio segnalarvi il mio sito sulle attrezzature fotografiche autocostruite, su cui ho scritto anche di Wayne Martin Belger. Trovate una bella intervista all'artista qui: http://www.frankenphotography.com/?p=990

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  4. bravo marco, concordo appieno

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  5. ma di cosa state parlando! oh!!! è come fotografare un avvenimento empio, divulgarlo e dire ke è dovere di cronaca!

    è solo merda! merda d'autore!

    quando uno così trova della gente con le pezze sotto i gomiti che dicono che è arte, arrivano i soliti intellettuali a dargli man fortre, acquistano le opere e enfatizzano la merda, e queste prendono valore! e loro ci fanno i soldi
    basta!
    scusate la volgarità, seguo sempre qst forum, nell'ombra, perchè non sono una persona che può dare lezioni su una materia che vorrebbe avidamenteapprendere, ma qui si tratta di buon gusto... non di arte... qui si parla del diritto di propinare le peggiori nefandezze e spacciarle per arte, allora è arte un nazista che sgozza un prigioniero e gli da fuoco! è arte uno stupratore che commette il fatto sarebeba rte una madre ke affoga il figlio, perkè mika lo ha affogato il fotografo!

    senza falsi moralismi, non sono proprio il tipo, ma ad un certoi momento bisogna fare pace col cervello e dire cosa è "buono" e cosa non lo è.

    non parlo di giusto o sbagliato, di bello o brutto....

    ma porca miseriaccia....possibile che solo io trovo qsta cosa disdicevole? e non sono un prete ne un frate ne una persona moralista, ma qui davvero si va oltre...

    chiedo scusa per lo sfogo, non volevo criticare nessuno, tornerò nell'ombra, zona in cui sono stato mentre cercavo di imparare, ma qst articolo, mi ha davvero schifato, inteso..... non ce l'ho col curatore del forum o con i suoi collaboratori..... però davvero si è andati troppo oltre...

    Fabio

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  6. Fabio io per arte intendo le sue fotografie, che indipendentemente da come le ha ottenute ritengo degne di nota, soprattutto quelle sui malati di AIDS.

    A queste foto si aggiunge altro valore se consideriamo l'idea che ci sta dietro, lo scopo e il mezzo che si è costruito da solo.

    Le sue macchine fotografiche sono appariscenti ma NON ha ucciso nessuno per costruirle e SOPRATTUTTO non né ha fatto un uso malvagio.

    Sapevo che con questo articolo avrei creato delle reazioni di sdegno, ma per me è comuque un artista e ha fatto qualcosa degno di nota.

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  7. Marco, ti ringrazio per la pubblicazione di articoli come questo, perché fanno luce su personaggi, avvenimenti, questioni delle quali a quanto leggo la maggior parte di noi non è a conoscenza... poi che siano condivisi o meno è un altro paio di maniche, ma la discussione e lo scambio di idee è proprio lo scopo principale dei vari blog, forum, etc...

    quanto all'artista ed alle sue realizzazioni, che trovo quanto meno molto di cattivo gusto, pur non esprimendone una condanna a priori mi sorge una considerazione.....................


    ma ce n'era proprio bisogno!!!!????

    un caro saluto a tutti
    Rocco

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  8. Secondo me si, anche per il solo fatto di scatenare una discussione come questa.

    E poi ripeto, le sue foto e il suo lavoro possono comunque essere uno spunto artistico, almeno a me le sue foto sull'AIDS mi hanno colpito.

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  9. Originale, molto originale...mi convince anche il risultato fotografico!
    www.auroremartignoni.blogspot.com

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  10. Per quanto sacra la fotografia, come si può paragonare alla sacralità del corpo?
    Se fossi il padre di quella bambina non saresti così entusiasta di questo scempio spero.
    Anche dal punto di vista artistico, sono in molti ad aver giocato con questo confine, non solo Witkin, c'era ad esempio uno che faceva indurire i corpi delle persone con degli acidi e poi ne faceva degli esplosi anatomici, niente di nuovo quindi ma il feticcio morboso e sensazionalistico funziona sempre, Damien Hirst docet.

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  11. io lo adoro... è geniale...!
    Simona

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