mercoledì 29 luglio 2009

Nikon, nuovi obiettivi AF-S Nikkor 18-200 e 70-200, caratteristiche tecniche

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Insieme alle Nikon D300s e Nikon D3000 probabilmente vedremo anche due nuovi obiettivi:

- AF-S DX Nikkor 18-200 f/3.5-5.6G ED VR II
- AF-S Nikkor 70-200 mm f/2.8G ED VR II

Ecco le loro probabili specifiche:

- Sistema di stabilizzazione VR II
- Nano coating
- Autofocus più rapido
- Peso 1540 gr, 70 più dell’attuale
- 209mm di lunghezza, lievemente più corto
- Distanza minima di messa a fuoco 1,4m, rispetto a 1,5m dell’attuale
- Filtri 77mm

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lunedì 27 luglio 2009

Foto in bianco e nero: Vespa 150, la passione non ha età

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Come raddrizzare una foto con Photoshop

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Per raddrizzare una foto in Photoshop basta cliccare col destro sul contagocce (eyedropper tool) -> sceglere il righello (ruler tool) e tirare una linea sul particolare storto (ad esempio l'orizzonte) con la maggior precisione possibile.

Poi andare su Image -> rotate canvas -> arbitrary. Premere OK per accettare l'angolo di rotazione proposto, ed è fatta.


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Foto in bianco e nero: Paura dell'infinito

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Nikon D2Xs rubate agli autovelox a New York

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A New York nelle installazioni fisse vengono utilizzate delle normali Nikon D2Xs. Un dipendente dopo aver scoperto la notizia andava a smontarle per rivenderle con lo scopo di finanziare la sua dipendenza da eroina.

Mi raccomando ora non mettetevi a smontare tutti gli autovelox che vedete in giro ;)

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domenica 26 luglio 2009

Photo Recovery, Disk Doctors Photo Recovery

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Può capitare in qualsiasi momento di avere la necessità di recuperare file cancellati, immagini o video, presenti su vari tipi di supporti.

Disk Doctors Photo Recovery è un programma realizzato appositamente per aiutare gli utenti in queste situazioni. Oltre a recuperare le normali immagini è in grado di riconoscere anche quasi tutti i tipi di raw.

È disponibile per mac e win.

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sabato 25 luglio 2009

Mussolini la morte, piazzale Loreto [1945] - Le foto che hanno fatto la storia

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La morte di Benito Mussolini, capo del fascismo (e, al tempo, della Repubblica Sociale Italiana), avvenne in circostanze non ancora del tutto accertate. Non c'è chiarezza sulle modalità dell'esecuzione di Mussolini e Claretta Petacci intorno al 28 aprile 1945, nei pressi di Giulino di Mezzegra, circa 20 km più a sud di Dongo: la circostanza continua ad alimentare polemiche e congetture tanto fra i simpatizzanti del fascismo, quanto fra gli oppositori, mentre fra gli storici e i giuristi si dibatte ancora, oltre che sulla qualificabilità dell'atto come esecuzione di una condanna a morte comminata dal CLNAI o come semplice atto d'impulso, sugli eventuali moventi specifici e sugli eventuali mandanti.

Nella foto il cadavere di Benito Mussolini e Claretta Petacci (insieme ad altri). Verso le 7 del mattino il 29 aprile 1945, mentre i partigiani lasciati di guardia alle salme dormivano, i primi passanti si accorsero dei cadaveri. Qualche ora dopo la piazza si riempì, complice un passa-parola che aveva in un lampo attraversato tutta Milano. Iniziava così una vicenda che pochi anni fa è stata resa di pubblica notorietà nei suoi dettagli più scabrosi con la pubblicazione di alcuni reperti filmati girati dalle truppe americane di occupazione, che per decenni erano rimasti segregati; ne venivano confermati i resoconti già in precedenza anticipati da altri testimoni (ad esempio Indro Montanelli), ma che non erano stati creduti per la loro crudezza.

Nella piazza si udirono scariche di mitra, le prime file di folla venivano spinte verso i cadaveri calpestandoli, prendendoli a calci. Una donna sparò al cadavere di Mussolini cinque colpi di pistola per vendicare i propri cinque figli morti. Mentre sui cadaveri venivano gettati ortaggi e persone delle prime file sputavano sui corpi, a Mussolini fu messo in mano un gagliardetto fascista, fu sfilata la cintura e tolto lo stivale destro (presumibilmente i due oggetti furono presi per essere conservati come ricordo del duce) e qualcuno orinò sul cadavere della Petacci.

Fonte Wikipedia

Elenco completo foto: Le foto che hanno fatto la storia

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Canon, il nuovo stabilizzatore Hybrid image stabilization system

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Casa canon ha presentato la tecnologia di un nuovo stabilizzatore: Hybrid image stabilization system.

La differenza rispetto ai normali stabilizzatori è la possibilità di compensare sia i movimenti lineari sia quelli di rotazione. Una funzionalità offerta per ora solo da Pentax. Hybrid IS utilizza nuovi algoritmi che sfruttano al meglio i dati sul movimento forniti dai sensori.

La cosa più succulenta per i maniaci dei teleobiettivi è la notizia secondo cui entro la fine del 2009 vedremo un obiettivo dotato di questa tecnologia.

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Il corpo umano emette luce

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Usando una fotocamera talmente sensibile da riuscire a riconoscere ogni singolo fotone, alcuni ricercatori dell’università di Kyoto hanno scoperto che il corpo umano emette luce.

Le immagini di copertina sembrano fatte nella gamma degli infrarossi, ma non è così perché si tratta di luce visibile emanata dalla pelle di un ventenne in una stanza buia in varie sessioni durante una giornata.

La causa dell’emissione di luce sarebbe legata al metabolismo con un picco minimo di giorno verso le 10 ed uno massimo verso le 16. La zona che emette più luce è stata il viso probabilmente a causa della melanina presente nella pelle che ha un componente fluorescente e potrebbe aver migliorato i risultati.

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giovedì 23 luglio 2009

Foto in bianco e nero: Contro onda

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Adobe Camera Raw 5.4 nuovo aggiornamento

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Camera Raw è giunta alla versione 5.4

In questa update è doveroso segnalare intanto il supporto alle seguenti fotocamere:
  • Hasselblad serie CF, CFH, CFV, CWD, H3D
  • Kodak Easyshare Z980
  • Nikon D5000
  • Canon 500D
  • Canon Powershot SX1 IS
  • Epson RD1-X
  • Olympus E-450
  • Olympus E-620
  • Lumix DMC-GH1
  • Pentax K7
  • Sigma DP2
  • Sony A230
  • Sony A330
Le versioni di ACR 5 sono compatibili unicamente con la versione CS4 di Photoshop.

Per maggiori informazioni visitate il sito Adobe Download.

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Fujifilm FinePix Real 3D system caratteristiche

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Fujifilm ha svelato finalmente la sua fotocamera 3D e tutto il sistema che vi ruota attorno.

Si tratta del primo esemplare per il mercato consumer ad offrire queste caratteristiche. Il sistema comprende una fotocamera, la FinePix Real 3D W1, ed uno schermo da 8 pollici 3D/2D, il FinePix Real 3D V1, per visualizzare le immagini.

La fotografia in 3D

La FinePix Real 3D W1 è un robusto corpo di alluminio dotato di due lenti Fujinon e due sensori CCD in grado di lavorare entrambi per giungere alla fusione delle immagini in un aspetto tridimensionale.

Uno zoom ottico massimo 3x controlla la lunghezza focale di questa fotocamera, oltre sarebbe stato troppo difficile da far collimare le lenti. Inoltre la funzione di "controllo del parallasse" permette di modificare manualmente l'aspetto finale della fotografia.

Due sensori, due ottiche. Non dimentichiamo che questa fotocamera lavora anche in 2D, ma con qualche particolarità in più. E' possibile infatti scattare due fotografie nello stesso istante ma con diverse focali, generando così una foto più ampia e una più stretta della stessa situazione. O anche lavorando a diaframmi dissimili, ottenendo così una buona base per un futuro HDR.

La visione delle immagini in 3D

Il visore Fujifilm prende il nome di FinePix Real 3D V1. Tale strumento è composto da un schermo touch screen da 8 pollici in grado di visualizzare correttamente immagini in 3D e in 2D senza alcun bisogno di occhiali speciali.

Uno dei suoi punti di forza è la trasmissione di dati. E' dotato infatti di porte usb, accessi per SD/SDHC memory card e infine una porta ad infrarossi.

La stampa in 3D

Questo è uno degli aspetti più interessanti di tutto il processo. Fujifilm dichiara di ottenere ottimi risultati attraverso una carta lenticolare, e un processo che stampa su diversi livelli in modo da creare una disparità binoculare sulla carta fotografica. Fotografie in 3 dimensioni non solo sul monitor quindi.

La FinePix 3D Real W1 e il FinePix 3d Real V1 saranno disponibili da settembre 2009 e il prezzo non è stato ancora comunicato.

Per la carta fotografica 3D invece non ci sono ancora date certe.

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mercoledì 22 luglio 2009

Sony il nuovo sensore Exmor R, più sensibile alla luce

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Sembra che casa Sony stia lavorando ad un nuovo sensore Exmor R.

Il nuovo sensore sarebbe due volte più sensibile alla luce rispetto ai normali sensori cmos grazie alla tecnologia backlight che consente di spostare i fotodiodi sopra alle connessioni elettriche.

Un’analoga indiscrezione si è sentita per Panasonic.

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Foto in seppia: Un classico

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martedì 21 luglio 2009

La fotografia vista dalla stampa italiana

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Su Fotografia&Informazione, Marco Vacca ha scritto un interessante atto d’accusa nei confronti della stampa italiana.

L’articolo spiega ed illustra con esempi come la fotografia sia utilizzata solo come abbellimento alle parole stampate e non come parte integrante della storia. Come esempio ci sono esempi di gallerie di giornali italiani ed esteri.

La differenza è evidente. Quelli italiani parlano quasi sempre di notizie da gazzettino della provincia e contengono una serie di immagini senza quasi didascalie. In quelli esteri le gallerie con le didascalie compongono un articolo vero e proprio che accompagna il lettore per tutta la lettura.

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Ritratto: lavorando la corda

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Autoritratto: Animal i have become

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Gimp al 100% configurazione su Linux e Windows

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Gimp è un programma open source utilizzabile suLinux e Windows, ottimo per l'utente casalingo medio, che non pretende il top dalla sue foto, Gimp possiede i livelli, i canali alfa, una robusta architettura, tanti plugin e potrei andare avanti, ma ci tengo a dire che ad usi professionali non è nemmeno paragonabile a Photoshop.

E' una sterile polemicha Gimp vs Photoshop, non scherziamo, chi afferma che Gimp è pari a Photoshop probabilmente a malapena sa come è fatta una macchina fotografica digitale.

Gimp è grande per quello che fa al costo che ha: zero...


Passiamo a come configurare Gimp per dare il massimo:

1. Installate il plugin PSPI
Questo plugin consente di utilizzare i plugin realizzati per Photoshop sotto Gimp, sinceramente non lo consiglio, per Gimp sotto windows potrebbe essere una buona idea, ma per Gimp sotto Ubuntu pessima.

2. Installate Layer Effects
Layer Effects è quello che su Photoshop si chiama Layer Styles ed include, fra gli altri, effetti come Drop Shadow, Inner Glow, Outer Glow, Gradient Overlay, Stroke, Bevel e Emboss che possono essere applicati direttamente ai livelli senza tanti passaggi intermedi.

3. CMYK
Una delle critiche più grandi a Gimp è la sua gestione dei colori CMYK, usati nella stampa. Per sopperire a questo problema potete scaricare il plugin Separate+ di Yellowmagic. Questo passaggio serve solo per le versioni meno recenti di Gimp.

4. Installate Pennelli aggiuntivi
Gimp non dispone di molti pennelli, ma potete scaricarne molti, anche per Photoshop, su BlendFu.

5. Finestra sempre in primo piano
Se avete una versione precedente a Gimp 2.6, impostate la finestra degli strumenti come sempre in primo piano. Se avete Gimp 2.6 premendo il tasto tab potete nascondere e far riapparire le finestre degli strumenti.

6. Abilitate GEGL
GEGL è una delle nuove caratteristiche di Gimp 2.6 e consente di fare modifiche con una profondità di colore a più di 8 bit e molte altre operazioni che prima non erano possibili. Non è abilitato in maniera predefinita perché ancora soggetto a sviluppo.

Potete trovare altri plugin su GIMP registry o persino scriverne uno tutto vostro seguendo le guide online.

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Download Adobe Photoshop CS4, Lightroom e tutti i software Adobe

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Per scaricare da internet Photoshop CS4 bisogna andare al seguente link http://www.adobe.com/it/downloads/ da cui si possono scaricare in versione "prova" tutti i prodotti Adobe.

Per poter effettuare il download bisogna registrarsi gratuitamente al sito (la registrazione è semplice e veloce).

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lunedì 20 luglio 2009

Ubuntu, Raw Therapee l'alternativa a Lightroom, Download

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Ho avuto molte richieste (e ne ho viste ancora di più sul forum di Ubuntu) da utenti che mi chiedevano un alternativa valida ad Adobe Lightroom, l'alternativa esiste e si chiama Raw Therapee e tra i software da me provati per Ubuntu è quello che maggiormente si avvicina a Lightroom.

Apre senza alcun problema i file Raw, con mio grande piacere apre senza scherzi anche i file NEF della Nikon a differenza di Ufraw e Rawstudio che mi hanno un pò deluso.

Questi sono i link per il Download:

Linux pc a 32bit (SSE support): http://www.rawtherapee.com/rawtherapee24rc2.tgz

Linux pc a 64bit: http://www.rawtherapee.com/rawtherapee24rc2_64.tgz

Installazione di Raw Therapee:

L'installazione è semplice ed intuitiva una volta scaricato il file ed estratto in una cartella basta aprire il file "rtstart" e scegliere "Esegui nel terminale", il gioco è fatto.

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LaStampa.it lancia il nuovo Canale Fotografia

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LaStampa.it lancia il nuovo Canale Fotografia, uno spazio dove conoscere tutte le novità del settore con approfondimenti e opinioni di professionisti ma anche dove sfogliare fotografie d’autore e caricare le proprie.

La sezione si presenta come la continuazione di un progetto editoriale iniziato nel 2008 che prevede la nascita di canali verticali con informazioni specializzate che coinvolgano l’utente in modo interattivo.
La scelta del tema fotografico è figlia non solo dello storico interesse che La Stampa nutre per il settore ma anche della grande sensibilità che gli utenti hanno dimostrato partecipando, numerosi ed entusiasti, ai concorsi fotografici proposti dal sito.

Il canale è il risultato di una partnership editoriale tra LaStampa.it e Photographers.it,
con la collaborazione di Unaltrosguardo.com, si propone di diventare un punto di riferimento per tutti i professionisti e gli appassionati

L’utente ha anche la possibilità di diventare protagonista e attore attivo sia aprendo discussioni che possano generare dibattiti sul sito che pubblicando i propri album fotografici da condividere con gli amici.

A conferma del forte impegno di coinvolgere in modo interattivo gli utenti in tutti i suoi progetti, LaStampa.it invita quindi apprendisti e amatori, ma anche specialisti,
a collegarsi a www.lastampa.it/fotografia per consultare il “blog dell’esperto”.

Qui è possibile chiedere informazioni ma anche proporre argomenti ad un team di esperti del settore che mettono a disposizione le proprie conoscenze tecniche per consigli e trucchi
per migliorare la comunicatività dell’immagine e per soddisfare le curiosità e i dubbi degli utenti.

Carica il tuo album” permette poi agli utenti di condividere le proprie foto con amici ma anche di vedere pubblicato il proprio album fotografico su LaStampa.it insieme a quello di noti professionisti.

www.photographers.it

www.lastampa.it/fotografia

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Lightroom, stampare sfondi colorati, soluzione problema sfondo bianco

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Lightroom consente di stampare le foto solamente su sfondo bianco.

Per risolvere questo problema è un piccolo trucco. Tutto quel che si deve fare è creare un bitmap con il colore, il testo o il gradiente che si preferisce.

Nel pannello di stampa scegliere Identity Plate ed importate l’immagine generata in precedenza. Ovviamente si potrete anche utilizzare normali immagini con opacità diverse.

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Come calibrare il monitor, colorimetro ColorVision Spyder 3 Pro e Monaco o Adobe Gamma

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Per calibrare il monitor i professionisti utilizzano un dispositivo hardware chiamato colorimetro. ColorVision Spyder 3 Pro e Monaco Optix sono i colorimetri più usati dai professionisti.

Se si ha intenzione di acquistare un colorimetro, si può comunque calibrare il monitor via software. Chi ha un Mac può usare il sistema di calibrazione incorporato nel sistema. Chi ha un PC, invece, può usare Adobe Gamma.

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Dslr Remote iPhone App anche per Nikon

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Il software Dslr Remote iPhone App che consente di gestire le reflex Canon direttamente da iPhone ora è stato aggiornato e consente di essere utilizzato anche per Nikon.

Nella nuova versione, inoltre, sono stati corretti un pò di problemi che affliggevano la prima versione.

Tra le Nikon assenti spicca la mancanza del supporto alle vecchie D2. L’azienda ha spiegato che il framework messo a disposizione di Nikon non offre alcun supporto a queste reflex.

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Gli accessori di uno studio fotografico

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In questo video si vedono quali sono gli accessori utili di uno studio fotografico.

Si va da una descrizione delle monotorcie e del loro funzionamento fino a come agganciarci ombrellini o softbox.

Consiglio la lettura di questo articolo: Fotografia in studio come utilizzare i flash, le luci e creare uno studio fotografico - Tecnica fotografica e Tutorial Photoshop



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domenica 19 luglio 2009

Come creare foto panoramiche con Photoshop CS3 utilizzando Photomerge

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Grazie ad Adobe Photoshop CS3 e alla funzione Photomerge, si possono ottenere foto panoramiche anche senza avere un obiettivo utile allo scopo, è sufficiente scattare una sequenza di foto che poi il programma userà per creare un unica foto panoramica.

Per aprire le composizioni Photomerge, scegliete File > Automatizza > Photomerge, quindi scegliete i file sorgenti e un’opzione di disposizione.

La resa finale dipenderà in larga misura dalle foto che utilizzerete per realizzare la foto panoramica.

La sovrapposizione
Come facilmente intuibile, per fare in modo che Photomerge possa lavorare adeguatamente le vostre foto, è necessario che, durante lo scatto, teniate una certa sovrapposizione tra una foto e l'altra, l'ideale è una sovrapposizione compresa tra il 25 e il 40%, se è inferiore, il risultato potrebbe non essere ottimale. Bisogna anche fare attenzione a non esagerare, infatti, se sovrapponete le foto oltre il 70%, Photomerge non sarà in grado di operare.

La lunghezza focale
Quando si scattano foto per una sequenza evitate di cambiare la lunghezza focale della vostra macchina fotografica, non usate quindi lo zoom, o, se lo usate, regolatelo una volta per tutte e non cambiatelo più fino al completamento della sequenza delle foto.

La posizione
Una cosa molto importante è cercare, per quanto possibile, di mantenere la stessa posizione mentre si scatta la foto, certo un cavalletto sarebbe l'ideale.
Oltre alla posizione è necessario fare in modo che le foto siano scattate alla stessa altezza, evitate quindi di utilizzare i display integrati in molte macchine fotografiche digitali e usate invece il mirino, in questo modo l'altezza sarà quella del vostro occhio.
Se siete privi di un cavalletto posizionatevi al centro del paesaggio, state dritti con i piedi uniti, tenete la macchina fotografica tra le mani guardando dal mirino e con i gomiti appoggiati al busto, in questo modo dovreste riuscire a mantenere una posizione regolare. In fine scattate le foto necessarie a coprire tutto il paesaggio ruotando il busto.

L'esposizione
Quando si scattano le foto, è bene mantenere delle impostazioni della macchina costanti, se valutate che per illuminare la scena sia necessario l'uso del flash usatelo su tutte, infatti Photomerge è in grado di regolare automaticamente lievi discrepanze di esposizione, ma differenze troppo accentuate potrebbero rendere difficile l'allineamento.


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Obiettivo Fisheye caratteristiche e storia

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In fotografia, un fish-eye o fisheye (letteralmente: occhio di pesce) è un obiettivo fotografico o cinematografico grandangolare estremo (o ultragrandangolare) che abbraccia un angolo di campo non minore di 180° (esistono infatti fisheye che abbracciano angoli di campo superiori a 180°).

Il termine fisheye fu coniato da Robert W. Wood nel suo libro Physical Optics in un capitolo dedicato alla rifrazione dei raggi di luce incidenti sulla superficie di un lago. Il termine fisheye fa riferimento al fatto che un pesce sul fondo del lago è in grado di vedere una semisfera.

Il primo fisheye, il Robin Hill Sky, fabbricato dalla ditta Beck di Londra è stato sviluppato per studiare le formazioni di nubi e produceva su una piccola lastra un'immagine di tutto il cielo, grazie all'espediente di introdurre una fortissima distorsione a barilotto.

Le immagini prodotte da un fish-eye sono circolari, anche se in certi casi, quando non è necessaria una copertura di 180°, parte del bordo, o addirittura tutto il bordo circolare, viene escluso.

Gli obiettivi fisheye vengono spesso usati dai fotografi per riprendere paesaggi estesi e suggerire la curvatura della Terra, oppure per ottenere effetti speciali.

Esistono anche aggiuntivi ottici che, anteposti ai normali obiettivi, li trasformano in obiettivi fisheye.

A differenza degli obiettivi grandangolari a prospettiva rettilinea, i fisheye non possono evidentemente fornire un'immagine non distorta. In particolare l'immagine è sempre più distorta quanto più ci si allontana dal centro.

Esistono diversi metodi per ottenere queste distorsioni: nella maggior parte dei fisheye per uso fotografico si opta per la cosiddetta proiezione equidistante.

Lo schema ottico fondamentale di un fisheye è quello di un teleobiettivo invertito, costituito da uno o più elementi anteriori divergenti e da elementi posteriori convergenti, di dimensioni più ridotte.

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Effetto Fisheye con Photoshop o Nikon D90

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Trovo molto divertente l'effetto Fisheye, non avendo un obbiettivo mi sono dovuto arrangiare utilizzando la funzione di fotoritocco della mia Nikon D90 (una funzione che credo ci sia anche in altra reflex nikon).

Per chi non avesse questa macchina fotografica può utilizzare Photoshop, Il filtro "effetto sfera" può essere usato per creare un effetto Fisheye.

Attenzione utilizzando questi effetti, che siano di base nella reflex o da photoshop, simulate solo la distorsione creata da un fish-eye ma i 180° di ripresa di un fisheye vero e proprio, quelli no.

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sabato 18 luglio 2009

Lightroom come aggiungere un punto luce

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Quando capita di non avere a disposizione l’attrezzatura per modellare la luce sul soggetto delle nostre foto può capitare che ci siano zone troppo scure.

In questi casi, se scattate in raw, si può salvare la foto aggiungendo un punto luce nella zona troppo scura. Con Lightroom tutto quel che vi serve è lo strumento filtro graduale.

Cliccate sulla zona scura ed allargatevi verso quella chiara. Ora non resta che regolare le impostazioni dello strumento per ottenere l’effetto desiderato.

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Sharpening in Lightroom per Windows e Mac

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Lo sharpening è l’ultima modifica da applicare su un’immagine prima della pubblicazione.

Nel pannello Develop di Lightroom sono presenti i controlli per lo sharpening.

Ingrandite l’immagine al 100%, impostate Amount a 100, Radius a 1.0 e Detail a 25. Iniziate a modificare questi valori per vedere quali si adattano meglio alle vostre immagini.

Per vedere com’è cambiata l’immagine premete il tasto controbarra “” che vi mostrerà l’immagine senza lo sharpening. Il controllo Detail serve per gestire gli aloni attorno agli oggetti. Valori bassi li contengono, valori alti li consentono.

Premendo il tasto Alt (option su mac) mentre spostate la barra Masking vi consente di vedere la mappa con le aree in cui viene applicato lo sharpening e quelle nere in cui non viene applicato. In questo modo potete evitare di rovinare aree, come la pelle che vanno preservate da questi effetti.

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Come ottimizzare le immagini JPEG - JPG

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Solitamente le persone persone parlano di ottimizzazione jpeg facendo riferimento al valore “qualità” quando salvano.

Altre volte parlano di programmi specifici che cercano di salvare qualche manciata di byte dall’immagine. SmashingMagazine ha pubblicato un’interessante articolo su come si può diminuire la dimensione di un’immagine sfruttando al meglio quelle che sono le caratteristiche jpeg.

Un primo trucco da utilizzare è allineare le immagini sulla griglia 8×8, che corrisponde a quelle usata dall’algoritmo di compressione. Mentre il secondo consiste nell’eliminazione di informazioni colore inutili sfruttando la modalità Lab.


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giovedì 16 luglio 2009

Nikon D5000 problemi di alimentazione

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Casa Nikon ha reso noto che alcuni modelli della Nikon D5000 hanno problemi ad un componente legato all’alimentazione.

Questo problema si manifesta con l’impossibilità di accendere la reflex sia con le batterie cariche sia con l’alimentazione diretta. Entro il 23 luglio verranno resi noti i numeri seriali delle fotocamere interessate dal problema.

Sempre da quella data saranno disponibili le istruzioni per effettuare la riparazione in completa garanzia.

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Tutorial per Photoshop: foto digitali con effetto infrarosso (tutorial n°8)

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Questo articolo è stato scritto da Mambasoft del forum di fotografare.com

Ecco i vari passaggi per ottenere una foto con effetto infrarosso:

B&N Infrarosso
Partendo da una foto a colori è possibile ricavare una foto in bianco e nero con effetto simile alla pellicola infrarossa.
Dal menù in alto scegli Livelli -> Nuovo livello di regolazione -> Miscelatore di canale


nella finestra che si apre scegli Monocromatico
poi mettete questi valori:
Rosso -50% Verde +200% Blu -50%

















Sono degli ottimi valori di partenza (e spesso anche di arrivo), in questo caso però il blu andava meglio a -28%, come linea guida la somma del blu e del rosso dovrebbe dare 100, in questo caso ho preferito un 78.


Così abbiamo ottenuto un effetto infrarosso, se il risultato non vi soddisfa variate ancora i colori fino a trovare il risultato voluto, la mia non è una formula magica che mette a posto tutte le foto, ma solo un suggerimento (nemmeno farina del mio sacco Sad) che funziona benissimo nella maggioranza dei casi.

Colori & Infrarosso
Quello che otterremo non è proprio quello che avremmo avuto con una pellicola infrarossi, ma è un effetto che lo ricorda in modo molto marcato. Devo dire che il mio fiorellino non si presta particolarmente a questa tecnica Sad pazienza! L'importante è che vi sia chiaro il metodo!
Partiamo dall'immagine in B&N ottenuta prima, adesso dobbiamo creare un nuovo livello dello sfondo, quindi portiamoci sulla palette dei livelli e scegliamo sfondo poi: Livello -> Duplica


Adesso dalla palette Livelli trascinate il nuovo livello in modo che sia prima del livello del miscelatore :














Adesso cambiate il metodo di fusione da Normale a Sovrapponi.

Sempre lavorando sullo Sfondo copia adesso portate Opacità dal 100% al 50%

Adesso portiamoci sul livello del Miscelatore canale agendo sulla sua Opacità, aggiungete un po di colore alla foto! Qui è servito un buon 25%!


Ed ecco il risultato:









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mercoledì 15 luglio 2009

Wine installare Photoshop CS2 su Ubuntu Linux

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Installare Photoshop CS2 su Ubuntu Linux è molto semplice, il programma funziona bene e senza problemi.

Ecco i passaggi necessari per installare correttamente Photoshop CS2.

- Per installare il programma dovete installare prima wine, scaricabile a questo indirizzo: http://www.winehq.org/

- Aprire una finestra di terminale e digitare: wget kegel.com/wine/winetricks

- In seguito digitare: sh winetricks corefonts allfonts winxp

- Fatto questo chiudere il terminale e scaricare e installare questo file: http://heanet.dl.sourceforge.net/sourceforge/corefonts/times32.exe

- Ora andate nella cartella di Photoshop CS2 e aprite il file Setup.exe, dovrebbe installarlo senza problemi.

- Aprite Photoshop CS2, andate su Edit/Preferences/General, e cambia UI Font Size da Small a Medium. Riavviate Photoshop.

- Per utilizzare correttamente il Clone tool usando ALT key si vengono a creare dei conflitti con il window managers. Per risolvere questo problema andate in Ubuntu System/Windows/Movement Key e scegliere "Super" invece di "Alt".

Eseguiti questi passaggi dovreste avere Photoshop CS2 perfettamente funzionante, in caso vi dia problemi scaricate playonlinux e installate il programma da qui, dovrebbe funzionare bene lo stesso.

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Wine Installare Photoshop CS3 e CS4 su Ubuntu Linux

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A detta del sito ufficiale di Wine http://www.winehq.org/ e dagli screenshot che mostrano è possibile installare Photoshop CS3 e CS4.

Però non in tutti i pc è possibile, consiglio di installare Photoshop CS2 (cliccate qui per aprire la guida su come installarlo).
Anche se per un fortuito caso si riesca a installare il CS3 e il CS4 non potrebbero essere utilizzati al meglio per via dei numerosi bug.

Per utilizzare queste indispensabili versioni di Photoshop sarà meglio aspettare nuove versioni di Wine.

Questo post verrà aggiornato quando sarà finalmente possibile utilizzare almeno Photoshop CS3 senza problemi.

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Ray Flash, l'alternativa al Ring Flash, ritratto fashion, glamour e beauty

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Il ring flash è spesso un sogno proibito per molti fotografi. Non mi riferisco tanto ai modelli per la macrofotografia o gli still-life, ma soprattutto alle unità utilizzate per realizzare ritratti e più in generale scatti assimilabili ai generi fashion, glamour e beauty, che sono buona parte di un certo tipo di fotografia commerciale ed editoriale, specie nel paese del “made in Italy”.

Come al solito il motivo per cui si parla di sogno proibito non riguarda le difficoltà tecniche connesse all'uso di uno di questi flash, quanto il loro costo, in media piuttosto elevato.

Il Ray Flash come hanno dimostrato alla perfezione i videotest disponibili online come per esempio quello realizzato da John Ricard, il Ray Flash, almeno dal punto di vista dei “risultati”, riesce davvero a trasformare un normale flash in un'unità ring capace di reggere il confronto con i ben più costosi sistemi professionali.

Difetti: le guide presenti sui sistemi professionali permettono di orientare con precisione l'angolo tra l'asse dell'obiettivo e quello della luce, così da ottenere sempre il controllo desiderato della luce anche cambiando la posizione della macchina per ragioni di inquadratura. Si tratta di un'operazione che il Ray Flash permette di fare solo in minima parte e con un livello di controllo decisamente inferiore. I veri ring flash vincono il confronto anche su un altro fronte quello della “velocità”. I tempi di scatto permessi dai sistemi di alimentazione dei flash professionali permettono al fotografo di lavorare senza nemmeno doversi preoccupare del fatto che il flash sia carico: il processo avviene quasi istantaneamente permettendo una continuità di ripresa che per il ritratto è particolarmente importante.

I tempi di ricarica dello SpeedLite, per quanto buoni, sono invece decisamente più lunghi, rendendo per certi aspetti più difficile la vita al fotografo. Dove invece il Ray Flash vince il confronto, oltre che sul fronte costi, è nella facilità e semplicità d'uso e trasporto. Un adattatore di questo tipo può essere usato in location in cui il ricorso a un vero ring flash risulterebbe impossibile per diverse ragioni.

Detto questo, i risultati sono ottimi, una volta calcolato che l'uso dell'adattatore “costa” uno stop di luce, imparare a usare il Ray Flash correttamente ottenendo buoni risultati fin da subito non richiede molta fatica. A mio avviso il massimo si ottiene controllando manualmente l'operato del flash, proprio il fatto di poter continuare a usare in ETTL la macchina facilità di gran lunga l'approccio del neofita con questo tipo di illuminazione.

Le immagini che ottenute sono decisamente buone, del tutto simili a quelle generate usando un vero ring flash.

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PercepTool, tone mapping per Photoshop di Atlantic Light Works

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Atlantic Light Works ha rilasciato un nuovo plugin per Photoshop CS3 e CS4 per il tone mapping: PercepTool.

Può lavorare con foto a colori o in bianco e nero e lavora rimappando i toni per offrire una maggior profondità all’immagine rimanendo realistica. È stato sviluppato in collaborazione con il fotografo George DeWolfe.

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L’algoritmo QESR è in grado di aumentare la sensibilità alla luce del 10%, Quantum Efficiency Spectra Reshaping

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Pixel Scan, fondata dal professor Orly Yadid-Pecht dell’università israeliana Ben-Gurion, ha svelato una nuova tecnologia chiamata: Quantum Efficiency Spectra Reshaping.

Si tratta di un componente hardware che legge i segnali provenienti dal sensore ed è in grado di modificarne l’output per migliorare le foto e correggere i pixel con i colori sballati.

L’algoritmo QESR è in grado di aumentare la sensibilità alla luce del 10%.

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martedì 14 luglio 2009

Realizzare foto HDR su Ubuntu con Qtpfsgui

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Fino ad ora ho sempre scritto guide per Photoshop e inevitabilmente il mio pubblico era costituito in gran parte da utenti windows (almeno per quanto riguarda il fotoritocco).

Oggi ho deciso che in questo blog entrerà anche Ubuntu, sistema operativo che ho sempre apprezzato per la sua velocità, sicurezza e bellezza grafica, unico inconveniente, per ora, è che parte bene solo Photoshop CS2 mentre il CS3 e CS4 è difficile installarli, ma presto si riuscirà a farli partire.

Qtpfsgui è un programma Open Source realizzato per creare foto in HDR, installarlo su Ubuntu è semplicissimo. Basta aprire il Gestore di pacchetti Synaptic -> e cercare tra i pacchetti "Qtpfsgui" -> selezionatelo e installatelo tranquillamente.

A questo punto dovrebbe essere pienamente funzionante.

Una volta installato è possibile creare l'immagine cliccando su "Nuovo Hdr....", si caricano le immagini (2-5) fatte dello stesso oggetto con diversa esposizione e si clicca "Avanti" impostando a piacere la configurazione.

E' necessario trasformare la foto hdr in una Ldr (Low Dynamic Range) attraverso il Tone-mapping, poi cliccare su "Tonemappa l'Hdr", si configura a piacere provando con diversi parametri e si salva l'immagine.

I MIGLIORI TUTORIAL PER PHOTOSHOP QUI:  Tutorial per Photoshop tecniche avanzate di fotoritocco Professionale
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Fotoritocco, tutorial per Photoshop e il fotomontaggio, Corso di fotografia

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Molti confondono il fotoritocco con la postproduzione ma regolare contrasto, livelli, temperatura colore, non è fotoritocco!
Ma semplici operazioni necessarie, che prima delegavamo al laboratorio di stampa al quale affidavamo i rullini, e che adesso dobbiamo fare noi prima di consegnare i file.

In questo articolo parlerò del fotoritocco e del fotomontaggio, vi consiglio la lettura di quest'altro articolo: "il fotoritocco è lecito?"

Per imparare a lavorare e divertirsi sulle proprie foto realizzando effetti come quello della colorazione degli occhi consiglio a tutti questi articoli:


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Visione notturna per Canon, AstroScope 9350EOS-FF

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Electrophysics ha lanciato un modulo per la visione notturna da utilizzare sulle reflex Canon.

Per ora funziona solamente con la Canon 5D mark II e la Canon 1Ds mark III e consente di avere immagini con una nitidezza completa anche di notte a patto di accontentarsi della colorazione verdina.

Addirittura grazie all’AstroScope 9350EOS-FF si potrebbero guadagnare ben 8-10 stop di luce. Nelle scene in cui è presente già un’illuminazione ambientale si può ridurre il guadagno per limitare il rumore prodotto.
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Obiettivi superzoom, la loro utilità

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La possibilità di poter utilizzare obiettivi diversi e di qualità è uno dei motivi per cui si sceglie una reflex. Perché allora utilizzare un obiettivo superzoom?

1. Limitare il peso
Con un superzoom di solito si coprono le focali di uno zoom standard (28-70mm) e quelle di un mediotele (70-200/300mm). Se vi siete lasciati affascinare dalla nitidezza degli obiettivi fissi la vostra borsa sarà sicuramente bella pesante. Con un superzoom potete andare in giro per molto tempo senza affaticarvi.

2. Perfetti per le reflex entry-level
Le reglex di fascia bassa sono piccole e leggere e gli obiettivi superzoom le completano in leggerezza perché sono principalmente sviluppati per chi viaggia e non può appesantirsi.

3. Copre molte focali
Un obiettivo superzoom copre mediamente dal grandangolo al mediotele. Per esempio, con un solo obiettivo potete scegliere se scattare a 28mm o 300mm.

4. Non perdere l’attimo
Quante foto avete perso per la necessità di cambiare obiettivo? La risposta varia molto da fotografo a fotografo, ma lo scambio degli obiettivi fa perdere del tempo che può essere prezioso.

5. Elimina il problema della polvere
Togliere gli obiettivi dalla reflex può far finire polvere sul sensore, soprattutto se siete in esterni ed in zone critiche, magari esposti al vento.
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Franke & Heidecke, chiude dopo 89 anni di storia

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Franke & Heidecke, produttore di accessori per le TLR Rolleiflex e di corpi 6×6 per Leaf e Sinar, chiuderà i battenti a settembre.

Già la settimana scorsa l’azienda aveva annunciato dei licenziamenti. La nascita avvenne all’inizio del secolo scorso, 1920, quando fu fondata in Germania la Werkstatt für Feinmechanik und Optik, Franke & Heidecke.

Divenne famosa per le sue Rolleiflex TLR, la cui produzione iniziò esattamente 80 anni fa.
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lunedì 13 luglio 2009

Sensori PMOS per ridurre il rumore da Kodak

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L'innovazione arriva direttamente da casa Kodak che ha rilasciato il nuovo tipo di sensore PMOS.

I normali CMOS generano al più un’elettrone quando vengono colpiti da un fotone i Pmos invece generano corrente quando non c’è luce e quando vengono colpiti da un fotone non producono elettroni.
Si tratta di una tecnologia che potrebbe aiutare a ridurre la quantità di rumore generato in condizioni di luce scarsa.

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