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Nella fotografia classica gli obiettivi fotografici sono caratterizzati da focali contenute (da 18mm per i grandangolari ai 400mm per i teleobiettivi) e luminosità elevate (da basi di f1.2 a f5.6) per consentire riprese con tempi di esposizione ridotti (tipicamente minori di 1/60"). Nella fotografia astronomica si usano tipicamente focali maggiori (maggiori ingrandimenti) e luminosità minori (per ridurre i costi), questo, unito al fatto di dover riprendere oggetti piuttosto deboli richiede tempi di esposizione superiori al secondo.
Esposizioni prolungate con lunghe focali richiedono treppiedi molto solidi e meccaniche di precisione, infatti, la sfera celeste ruota attorno alle nostre teste ogni giorno portandosi dietro Sole, Luna, pianeti e tutte le stelle, e questo richiede al fotografo di compensare detto moto, tramite apposite montature dette equatoriali, in modo da evitare gli altrimenti inevitabili mossi nelle riprese fotografiche. Quanto detto è vero sia per le riprese di oggetti deboli come ammassi stellari, nebulose o galiassie che per le riprese ad alta risoluzione come quelle lunari e planetarie. Nelle riprese profonde infatti si usano bassi ingrandimenti ma elevati tempi di esposizione mentre per le foto ad alta risoluzione si usano altissimi ingrandimenti ed esposizioni più brevi.
Astrofotografia con treppiede
La più semplice tecnica astrofotografica, utilizzata in genere dal neofita, è quella della semplice foto con treppiede fotografico. Questo mezzo ha il pregio della semplicità ma anche il problema di non consentire l'inseguimento del cielo il quale potrebbe risultare "mosso".Una tipologia di foto infatti sono le cosiddette "strisciate", riprendendo una porzione di cielo per un tempo prolungato si visualizza lo spostamento apparente delle stelle in porzioni di arco. Questa tecnica oltre a visualizzate il moto degli astri permette di individuare le meteore. Esse infatti appariranno come una traccia diversa da tutte le altre.
Sempre con il treppiede, utilizzando pellicole molto sensibili, oppure tramite una reflex digitale opportunamente settata, è possibile catturare le principali stelle e le costellazioni, mantenendo il tempo di esposizione basso, al di sotto dei 4 minuti. Con questo tempo il moto apparente del cielo non presenta ancora l'effetto "mosso", pertanto è possibile ottenere ottime fotografie.
Astrofotografia con inseguimento
Per evitare l'effetto "mosso" del cielo, si utilizza una montatura equatoriale motorizzata; in questo caso i tempi di esposizione possono prolungarsi per delle ore senza grossi problemi per il risultato finale.
La macchina fotografica può essere montata su un semplice astroinseguitore, ossia una montatura equatoriale adatta per fotografia, oppure sfruttare un telescopio equatoriale. In questo caso esistono due modalità di fotografia, quella in parallelo e quella a fuoco diretto.
Astrofotografia in parallelo
Con questa tecnica il corpo macchina viene fissato al telescopio mediante un adattatore. La macchina fotografica sfrutta un proprio obiettivo con cui inquadra la porzione di cielo preferita. Strettamente connesso all'obiettivo e all'ingrandimento prodotto, si avrà quindi una crescente esigenza di precisione per ottenere immagini stellari puntiformi. In questo modo è possibile fotografare qualsiasi oggetto luminoso e non: dalla luna, ai pianeti, sino agli oggetti del profondo cielo.
Per mantenere sotto controllo l'inseguimento della montatura viene utilizzato un reticolo illuminato da applicare all'oculare del telescopio. Esso permette di mantenere all'interno di un campo ristretto una stella di riferimento con cui si possono eseguire le relative correzioni.
Tale metodo tuttavia è molto faticoso e non privo di difetti.
Nel corso degli anni sono stati sviluppati appositi software che consentono giudare automaticamente la montatura, con un ulteriore camera dedicata solo a quasto scopo.
Astrofotografia a fuoco diretto
In questo caso la fotografia è ottenuta smontando l'obiettivo della macchina fotografica (generalmente una reflex) ed adattando il corpo macchina direttamente al fuoco del telescopio, utilizzando il tubo ottico come se fosse un qualsiasi obiettivo fotografico. Il vantaggio di questa tecnica è quello di poter sfruttare l'intero diametro dello strumento a disposizione: questo porta ad una maggiore nitidezza e risoluzione dei dettagli, non raggiungibile con i normali obiettivi fotografici.
Gli strumenti per l'astrofotografia
L'astrofotografia è praticata a livello amatoriale tramite strumenti piuttosto precisi. Essenziale è certamente la presenza di una montatura stabile e ben bilanciata e la possibilità di eseguire tutte le correzioni di inseguimento necessarie.
La fotocamera digitale
Anche con una fotocamera digitale, per i modelli compatti è possibile eseguire interessanti foto astronomiche. Sui soggetti che richiedono tempi di esposizione brevi la qualità è ottima. È possibile eseguire foto sia con il metodo della proiezione d'oculare che a fuoco diretto, qualora si abbiano gli opportuni adattatori.
La Reflex digitale
La reflex digitale sostituisce ormai completamente il metodo analogico. Esistono in commercio persino dei modelli dedicati alla fotografia astronomica, come la Canon EOS 20Da. Il metodo di ripresa è uguale a quello tradizionale, col vantaggio di visualizzare subito il soggetto ottenuto. Tuttavia proprio per ovviare al problema di un uso così "spinto" è importante applicare il metodo del dark frame il quale rende l'immagine astronomica perfetta.
Fonte Wikipedia
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