venerdì 30 settembre 2016

Come pulire il sensore della fotocamera


Quando il sensore della fotocamera è sporco abbiamo due opzioni: mandarlo in assistenza (se non avete fretta è la scelta che consiglio) oppure provare a pulirlo da soli, nel video a fine articolo viene spiegato come fare in caso si scelga la seconda opzione.

Mi ero già occupato di questo argomento focalizzandomi più sui prodotti da utilizzare per la pulizia delle lenti e del sensore, l'articolo lo trovate a questo link: Come pulire la fotocamera, prodotti per la pulizia del sensore e degli obiettivi


mercoledì 28 settembre 2016

La fotografia di architettura, storia ed esponenti

Questo articolo fa parte della rubrica: Storia della Fotografia dal 1569 a oggi

La fotografia di architettura è la rappresentazione dell'architettura nelle immagini fotografiche, include la rappresentazione di edifici e di interni, comprende anche la riproduzione di disegni e la raffigurazione di modelli architettonici. Questo genere di fotografia ha larga applicazione industriale e commerciale, nonché una lunga tradizione nelle belle arti. La fotografia di architettura è uno strumento per gli architetti e per le aziende per pubblicizzare i propri servizi e prodotti.

Nel corso della sua storia, la fotografia di architettura è stata importante nell'interpretazione del design architettonico come nel criticare gli approcci politici agli edifici e alle costruzioni.

L'invenzione della fotografia a metà del XIX secolo è stata di primaria importanza per istruire i futuri architetti, nonché storici e altre figure interessate al settore.

Il fotografo francese Eugène Atget andò oltre l'uso prettamente tecnico e commerciale della fotografia di architettura, grazie alla scelta dei soggetti e al suo approccio stilistico.


È stato un collezionista frenetico di edifici e particolari, immortalando situazioni che normalmente sarebbero state trascurate, produsse un notevole quantitativo di foto di architettura tanto che la la biblioteca nazionale di Francia si accorse di lui e acquistò l'intera collezione delle sue foto. Questo tesoro rimase sconosciuto al grande pubblico fino a quando fu scoperto verso la fine della sua vita, nel 1920, dai parigini avanguardisti. Man Ray e la sua allora assistente Berenice Abbott, contribuirono a portare l'opera di Atget all'attenzione dell'ambiente della fine art di New York e dell'editoria mondiale. Più o meno nello stesso periodo, Walker Evans contribuì alla fotografia architettonica con il suo approccio intimo di soggetti architettonici.

Walker Evans

Berenice Abbott

Con Abbott ed Evans, si afferma la tradizione di realizzare un gran numero di foto di architettura, in particolare di quella di tipo vernacolare (detta anche architettura spontanea, definita così dallo storico e architetto Bernard Rudofsky che descrive quelle forme architettoniche-edilizie che appartengono alla tradizione più antica dell'uomo: dalle tende dei popoli nomadi alle tombe celtiche fino ai portici come dispositivo urbano e che non sono attribuibili a nessun progettista o autore in particolare).

Egyptian Revival Architecture photography by Harold Allen: Cairo Supper Club, Chicago, Illinois 1962

Wright Marion Morris

L'esempio di Abbott fu seguito dai fotografi di Chicago quali Harold Allen e Clemens Kalischer, mentre Evans trovò seguaci in tutto il continente americano, in particolare Wright Morris e David Plowden.

All'interno della fotografia di documentazione architettonica, tra la fine del XIX e l'inizio del XX, nacque un sottogenere che aveva scopi sociali, Thomas Annan fotografò le vecchie strade di Glasgow nel 1860, Jacob Riis lavorò per le autorità cittadine a New York nel 1890, Lewis Hine fotografò le case popolari di New York, Il berlinese Hermann Lichte fotografò per l'assicurazione sanitaria industriale in Prussia intorno al 1913.

Jacob Riis

Molte di queste fotografie furono state scattate con macchine fotografiche e flash di piccolo formato, le immagini catturate riguardavano famiglie che vivevano in case popolari fatiscenti e abbandonate, tra squallore e miseria. La maggior parte delle abitazioni mostrate in queste serie erano state erette nel XIX secolo, ed era chiara l'intenzione di entrambi, fotografi e i loro protettori, che questi edifici venissero abbattuti il più presto possibile. Questa applicazione della fotografia di architettura ha avuto così la funzione di distruggere il passato aprendo la strada a nuove strutture. Queste serie socialmente interessati sono state parte della nascita del modernismo.

In architettonica la fotografia dimostra che un progetto è stato eseguito, un edificio è stato eretto, o un ponte costruito. Questa documentazione è ormai parte integrante della pratica commerciale degli architetti.

Uno dei primi architetti a lavorare su commissione privata e a realizzare un moderno ufficio professionale fu l'architetto Henry Hobson Richardson di Boston, Massachusetts. Era scrupoloso nell'assumere i migliori fotografi del suo tempo. Le immagini non furono utilizzate solo per coprire le pareti del suo ufficio e impressionare i potenziali clienti, Richardson era anche disposto a farle pubblicare nelle riviste di architettura a proprie spese come strategia di pubbliche relazioni. Le fotografie che Richardson commissionava erano concentrate principalmente sul concetto della costruzione, spesso mostrando un piccolo ma rappresentativo dettaglio che meglio rappresentava le sue idee di architettura e design.

Architect: Henry Hobson Richardson - 1875

Per accentuare l'edificio stesso, se possibile, Richardson poneva le sue strutture su piccole colline in modo che fossero osservate da una prospettiva più bassa, ciò produce un'effetto che domina e impressiona ulteriormente lo spettatore. Egli istruì i suoi fotografi nell'accentuare questa esperienza nelle loro fotografie, creando ritratti delle sue costruzioni che andavano oltre le normali foto di documentazione. Questo metodo di rappresentazione è stato ripreso e promulgato, un po' ironicamente, quando il movimento Artsand-Crafts si diffuse  attraverso il Regno Unito e l'Europa centrale intorno al 1900.

Anche se architetti come Charles Robert Ashbee, William Richard Lethaby, Mackay Hugh Baillie Scott, e Charles F.A. Voysey rifiutarono qualsiasi connessione alla scuola di architettura Beaux Arts a cui lo stesso Richardson apparteneva, chiesero ai loro fotografi di impostare i loro scatti non solo utilizzando un punto di vista dal basso, ma che utilizzassero la luce disponibile quando il sole era basso sull'orizzonte nelle prime ore del mattino o alla fine della giornata, o fotografando in un giorno in cui il cielo era pieno di nuvole scure. Fu in questo periodo che la fotografia di architettura è diventata una professione a sé stante, alcuni architetti diventarono anche fotografi realizzando importanti scatti.

Heinrich Rückwardt di Berlino, pubblicò le foto di dettagli architettonici producendo stampe fino a 60 x 80 centimetri, dal 1895 in poi un gran numero di fotografi seguì il suo esempio.

Photo shows Huntely Ruff who drove the photographer Frances B. Johnston while she documented historic buildings for the Carnegie Survey of the Architecture of the South.

Henry Bedford-Lemere - 1903

Tra i più importanti fotografi di architettura dei primi del '900 abbiamo Francis B. Johnston e Henry Bedford Lemere, che furono propagandisti del movimento Arts and Crafts. Entrambi operavano in tutto il Regno Unito e avevano laboratori molto noti nella zona di Londra. Anche se non esiste un approccio stilistico tipico nel loro lavoro, è chiaro che entrambi siano più inclini verso i disegni chiari e semplici di Charles Rennie Mackintosh piuttosto che alla ricchezza di particolari del lavoro di altri designer e architetti dell'epoca. Ispirati da libri e dai rapporti con l'architettura inglese, fotografi italiani, francesi e tedeschi, come Mauricio Lotze, Michel Neurdein, e Waldemar Titzenthaler cominciarono a produrre portfoli di interni molto interessanti e altre serie per i giornali illustrati; alcuni di loro collaborarono con noti architetti.

Poco prima della prima guerra mondiale il modernismo si fece strada attraverso la fotografia di architettura. Architetti europei come Le Corbusier, Walter Gropius e Ludwig Mies van der Rohe avevano cominciato la loro carriera negli uffici quali quelli di Peter Behrens e Theodor Fischer. Quando Le Corbusier si recò in Grecia e in Italia. scattò delle fotografie per aiutare la sua memoria, ma quando pubblicò le sue ricerche in diversi articoli di riviste e libri usò foto realizzate da fotografi come Fred Boissonas, Arthur Koester e Hugo Schmoelz. D'altra parte, l'architetto americano Frank Lloyd Wright iniziò una stretta collaborazione con il fotografo Clarence Fuermann.

Per uso industriale la fotografia di architettura, la Deutsche Werkbund, una congregazione di industriali, architetti, designer, artisti e artigiani, fondata nel 1907, decise i parametri per la moderna fotografia di oggetti con la produzione di cataloghi di pezzi ben progettati indicati su sfondi bianchi con luce diffusa, un metodo utilizzato per tutto il ventesimo secolo.

Alfred Stieglitz: From My Window at An American Place, Southwest, 1932

Gli anni seguenti la prima guerra mondiale vide gli inizi della cosiddetta straight photography come arte, la fotografia di architettura giocò un ruolo importante in questo sviluppo, insieme alle convenzioni che sorsero intorno alla fotografia di oggetti in applicazioni commerciali e industriali. Anche se i fotografi di fine art Americani ed Europei tra cui Frederick Henry Evans, Alfred Stieglitz, Edward Steichen e Hugo Henneberg avevano usato l'architettura come motivi nelle loro composizioni, essa non era considerata un tema importante in questo movimento.

Paul Strand

Charles Sheeler - Criss-Crossed Conveyors, River Rouge Plant, Ford Motor Company, 1927.

Al contrario Charles Sheeler e Paul Strand, danno un ruolo rilevante alla fotografia di architettura nella fine art Americana. Dopo aver terminato il loro film su New York nel 1921, l'architettura divenne la loro metafora tra il vecchio e moderno così come tra la vita rurale contro la vita urbana: la serie di Sheeler sui villaggi Shaker così come le foto still life di oggetti metallici di Strand erano stampe tecnicamente perfette e mostravano come la fotografia commerciale di architettura potesse essere elevata ad arte.



Diverse fonti in Europa diedero vita a risultati simili. Neue Sachlichkeit (Nuova Oggettività) è stato un movimento pittorico tedesco che ha sottolineato i motivi precedentemente esplorati nella fotografia di architettura, presente anche nella fotografia d'autore di Albert Renger-Patzsch, August Sander e dei loro successori.

In Francia, il film acquisì lo status di arte, il lavoro del regista René Clair, infuse la fotografia architettonica nella coscienza moderna. Il fotografo Claude Gravot aveva le sue radici in questa fecondazione incrociata; aveva lavorato per Le Corbusier e Robert Mallet-Stevens, il più famoso architetto del cinema francese nel 1930.

Willy Kessels

In Belgio, documentaristi come Joris Ivens fornirono ispirazione per la fotografia di Willy Kessels e Camille Petry. Solo il Regno Unito sembrava contento con l'estetica promulgata dal movimento Arts-Crafts e la sua influenza sulla Linked Ring Brotherhood. Frederick Henry Evans, che aveva scattato foto di architettura tra il 1890 e il 1910 in Inghilterra e in Francia, trovò i suoi successori in Bill C. Clayton e successivamente in Anthony Ayscough ed Edwin Smith. Il modernismo nella fotografia di architettura inglese venne rappresentato da Herbert Felton la cui opera immensa è oggi una delle principali fonti di materiale sul design negli anni '30.

Nel 1930, il modernismo continuò a diffondersi in tutto il mondo, la fotografia di architettura fu uno strumento importante per la diffusione delle idee degli architetti moderni che utilizzarono la macchina fotografica sia per la preparazione che per la distribuzione del loro lavoro.

Erich Mendelsohn

Con il lavoro di Erich Mendelsohn la fotografia di architettura fece un salto di qualità, era un famoso architetto modernista nel 1920 a Berlino, poi emigrato nel 1933, arrivò a San Francisco dopo un decennio in Israele. Mendelsohn aveva collaborato con fotografi come Arthur e Walter Koester, nel 1924 ricevette l'incarico da uno dei suoi clienti di fotografare e descrivere la moderna architettura americana viaggiando per gli Stati Uniti.

Le fotografie che portò in Germania non solo erano interessanti nella scelta dei soggetti, ma pure dal punto di vista dell'approccio stilistico. Successivamente causarono la moda dell'americanismo nella fotografia di architettura europea strettamente collegata al modernismo.

Verso la fine del 1920, le convenzioni su come rappresentare l'architettura moderna si diffusero in tutta Europa. Queste convenzioni includevano la raffigurazione dell'edificio attraverso un orientamento assiale o diagonale a 45° sulla facciata, la luce doveva essere quella della mattina presto o del tardo pomeriggio per avere lunghe ombre e forti contrasti per sottolineare i volumi cubici, un'altra convezione era fotografare l'edificio contro un cielo scuro con nubi cumuliformi e presentare l'immagine in una stampa chiara con una buona profondità di campo e una superficie lucida.

Un'altra convenzione è che, tranne per l'inserimento di una o due figure umane per rendere l'idea delle dimensioni della struttura, le immagini non dovevano presentare vita, le automobili non dovevano essere presenti, tranne quando l'architetto aveva anche progettato un'automobile, come nel caso di Gropius e Le Corbusier. Gli alberi furono ammessi solo senza foglie.

André Kertész

Gli esponenti di questo stile di fotografia di architettura erano i fotografi Claude Gravot e André Kertész in Francia, John Havinden, Francis Yerbury e Walter Nurnberg nel Regno Unito, lo Studio Vasari in Italia, i fratelli Koester a Berlino, Werner Mantz e Hugo Schmoelz a Colonia, Eduard Wasow a Monaco di Baviera, Otto Lossen a Stoccarda, Albert Renger-Patzsch di Essen, e soprattutto Lucia Moholy a Dessau che, con la sua serie sui nuovi edifici del Bauhaus, stabilì le regole per un rigoroso approccio documentario all'architettura moderna.

Bauhaus school photograph © Lucia Moholy Estate/Artists Rights Society (ARS), New York/VG Bild-Kunst, Bonn

Questa convenzione modernista fu propagata ad illustrati giornali, riviste, libri, e soprattutto alle cartoline illustrate.

Il modernismo diventò lo stile globale in architettura, immensamente aiutato dalla mostra, The International Style, presso il Museum of Modern Art di New York nel 1932. Organizzata dallo storico dell'arte Henry-Russell Hitchcock e dall'architetto Philip Johnson, la mostra e il suo libro di accompagnamento ad essa mostrarono una ricchezza di materiale fotografico riguardante l'architettura proveniente da tutto il mondo.

Hotel Nacional de Cuba, Havana, ca. 1930. Photograph by Nyholm & Lincoln.

Questa nuova convenzione internazionale della fotografia di architettura è stata rapidamente adottata da studi fotografici commerciali, più in particolare da aziende come Hedrich & Blessing a Chicago, Nyholm & Lincoln a New York, e Dell & Wainwright a Londra.

Questi studi e altri hanno presentato l'architettura moderna in eleganti immagini tecnicamente perfette pronte per la pubblicazione nelle riviste patinate del giorno. L'architettura moderna è stata la stella nascente di uno stile di vita e la fotografia ne è stato il suo supporto.

Individui come Sigurd Fischer e Ralph Steiner negli Stati Uniti, Roger Schall e Maurice Tabard in Francia, o Hans Spies, Werner Mantz (entrambi emigrati dalla Germania) e Jaap d'Oliveira nei Paesi Bassi, hanno contribuito a questa tradizione sul design di qualità e arte fotografica.

AERIAL VIEW OF THE ROCKEFELLER CENTER, 1939 - MARGARET BOURKE-WHITE

Va ricordato in particolar modo il lavoro di Margaret Bourke-White con la sua serie enorme sulla costruzione del Rockefeller Center e del Chrysler Building di New York, così come le fotografie industriali in Unione Sovietica, dove fotografi come Alexandr Rodchenko cercano di integrare la fotografia di architettura in quella Agitprop.

L'aumento del potere del partito nazista in Germania ha visto l'usurpazione del Modernismo e il suo utilizzo nell'architettura come strumento di propaganda. L'approccio stilistico nazista, meglio descritto come una miscela straordinaria di classicismo e romanticismo, ebbe il supporto di un grande numero di fotografi che trasse profitto dalla loro partecipazione al regime. Walter Hege e Helga Glassner servirono come giornalisti della storica grandezza architettonica e sociale della Germania; Otto Eisenschink, Max Krajewski (da non confondere come lo studente di Bauhaus con lo stesso nome) e Hugo Schmolz sono stati nominati "Fotografen der Bewegung" (Fotografi del Movimento [nazista]). Schmoelz figlio di Karl-Hugo, all'età di 22 anni ricevette l'incarico di fotografare il gigantesco modello di Berlino dell'architetto nazista Albert Speer.

Model of the "World Capital City Germania," Built According to Plans by Albert Speer (1939) - Photo: Hugo Schmolz

Alcuni fotografi furono in grado di continuare a integrare le strategie moderne nella loro propaganda architettonica: Heinrich Heidersberger con il suo uso della fotografia a raggi infrarossi per creare cieli neri su edifici industriali e piccole case nella Germania del Nord (influenzò i fotografi di tutta Europa), così come il lavoro di Jonathan Jonals (Jonals Company) dalla Danimarca e di Brassaï nella sua serie "Paris by Night".

Heinrich Heidersberger - Jahrhunderthalle, Frankfurt 1963

La fine della seconda guerra mondiale portò tanto lavoro ai fotografi di architettura in Europa e in Giappone per documentare la diffusa distruzione. Anche se fu vietato fotografare in molti paesi, in particolare il Regno Unito e la Germania, i fotografi dilettanti anche durante gli anni della guerra avevano documentato le significative perdite e distruzione nelle loro città.

An undated image shows Hiroshima after the atomic bombing. PHOTO: HIROSHIMA PEACE MEMORIAL MUSEUM/EUROPEAN PRESSPHOTO AGENCY

Pure le forze alleate impiegarono unità di sorveglianza fotografiche per registrare i danni alle strutture, anche tramite l'impiego della fotografia aerea. Anche la distruzione di Hiroshima e Nagasaki dalle bombe atomiche sganciate dalle forze americane fu immortalata con delle fotografie aeree. Quando le foto furono stampate su riviste e giornali, la gente ebbe difficoltà a credere a quello che vide.

Gropius, Mies van der Rohe e molti altri maestri della Bauhaus fondarono grandi studi di architettura negli Stati Uniti e tutti avevano bisogno di una buona fotografia pubblicitaria. Mies divenne associato con la New Bauhaus di Chicago (in seguito Institute of Design), a questi espatriati si unirono altri europei, in particolare Richard Neutra e Rudolf Schindler, che era già emigrato a Los Angeles nel 1920.

Giulio Shulman - Los Angeles

Neutra, era egli stesso un esperto fotografo, la storia racconta che comunque aveva bisogno di un buon fotografo alla fine del 1930, incontrò Giulio Shulman, il quale non aveva alcuna formazione professionale, gli fu insegnato da Neutra come guardare gli edifici e fotografarli. Leggenda o no, è stato l'inizio di una straordinaria carriera che è durata per mezzo secolo. Shulman fotografò non solo ogni progetto di Neutra e Schindler, ma quasi ogni edificio moderno in California.

L'architettura moderna americana non avrebbe raggiunto la sua eccezionale reputazione internazionale senza il lavoro di Shulman. Alla fine del 1940 con la loro ricostruzione postbellica e la ripresa economica in tutta Europa nacquero diversi fotografi di architettura che ebbero individualmente successo nel proprio paese: Ezra Stoller e George Cserna negli Stati Uniti; Eric de Maré nel Regno Unito; Heinrich Heidersberger, Arthur Pfau e Karl-Hugo Schmoelz in Germania; Lennart Olson, Erik Hansen, e Carl Gustav Rosenberg in Svezia; Jean-Philippe Charbonnier e Robert Doisneau in Francia; Eva Besnyö e Cas Oorthuis nei Paesi Bassi; Studio Vasari e Paolo Monti in Italia.

Procida. Foto di Paolo Monti, 1968

Iniziarono importanti collaborazioni tra fotografi e architetti durate per tutta la vita tra Luis Barragán, Mathias Goeritz e Armando Salas Portugal in Messico, quest'ultimo è stato il fotografo di entrambi.

Alcuni architetti furono sposate a fotografi le cui carriere erano secondarie a quelle dei loro mariti: tra le più importanti tra loro ricordiamo Binia Bill e Ursula Wolf-Schneider. Il 1950 ha visto i primi artisti di cross-over in fotografia di architettura: scrittori come Wright Morris seguirono Walker Evans, storici come Martin Huerlimann e G.E. Kidder Smith erano competenti anche come fotografi.

Jerry Uelsmann

La fine art fu combinata con la fotografia di architettura; gli americani Clarence John Laughlin, Jerry N. Uelsmann e altri artisti nel campo della fotografia usarono l'architettura come base metaforica delle loro idee. Un uso simile dell'architettura si trova nella fotografia fine art europea del 1950, che è stata ulteriormente influenzata dalla filosofia esistenzialista: le storie di Parigi da parte del fotografo olandese Ed van der Elsken, dello svizzero René Groebli, avevano bisogno delle strade e dei luoghi della città, lo stesso si può dire per il lavoro di Henri Cartier-Bresson, le immagini di New York di André Kertész, la serie spagnola da Inge Morath e W. Eugene Smith, ed una serie di altri fotografi le cui immagini correlavano i loro soggetti agli spazi architettonici.

© Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos

Tutte queste opere influenzarono la fotografia d'architettura con l'introduzione dal paesaggio urbano come soggetto. Sia ispirando scritti di teorici come Kevin Lynch, Lewis Mumford e William Hubbard sull'importanza della immagine della città, o semplicemente coinvolgendo attivamente in movimenti culturali delle arti e della letteratura, fotografi come John Szarkowski, Cervin Robinson, Morley Baer e altri che cominciarono a documentare l'insieme di ciò che era cresciuto all'interno di un secolo di edilizia americana, soprattutto nelle grandi città.

Bernd e Hilla Becher

Verso la fine degli anni '50 va ricardata la coppia di fotografi Bernd e Hilla Becher che cercarono di riportare il mezzo fotografico al valore originale di freddo ed impersonale testimone della realtà, documentando ciò che di più impersonale poteva esistere al tramonto di quel periodo: il mondo industriale.

C'era anche un ritorno ad uno dei fondamenti della fotografia di architettura: la conservazione dei monumenti, a Chicago, Richard Nickel aveva meticolosamente registrato ogni dettaglio di edifici storici prima che fossero abbattuti; il 13 aprile del 1972, durante il tentativo di recuperare gli elementi architettonici dell'edificio della Borsa di Chicago la struttura crollò su di lui uccidendolo. Nel fotografare la demolizione di Pennsylvania Station di New York nel 1964, Norman McGrath riuscì a riportare il senso politico della preservazione delle costruzioni che aveva avuto nel XIX secolo.

Quando il modernismo cominciò a diventare stantio alla fine del 1960 questo campo di fotografia d'architettura cominciò rapidamente a crescere come base delle iniziative dei cittadini preoccupati per l'integrità del loro quartiere.

Gruppi dedicati alla Concept Art come quelli di Londra chiamati Art & Language con Victor Burgin e Artist Placement Group con Stuart Brisley, iniziarono grandi collezioni di fotografia vernacolare con lo spazio e l'architettura come costante.

Xu Yong - Hutong 1989

Quando nel 1975 venne proclamato l'anno europeo della costruzione di conservazione, queste iniziative furono le prime a guadagnare gli sforzi della politica. Ma la conservazione non è sempre vista come positiva per i governi; è il caso del fotografo Xu Yong, che voleva salvare i quartieri Hutong di Pechino dall'abbattimento usando la fotografia come arma.

La fotografia di viaggio iniziò a interessarsi ai vecchi edifici, come può essere visto nel lavoro dei fotografi svizzeri Werner Studer e Emil Schulthess.

Il fotografo Art Sinsabaugh con i suoi ampi panorami di incroci autostradali e ferroviari è considerato un fotografo urbanista e con lui tanti altri come: Eugene Omar Goldbeck, Joachim Bonnemaison, e Josef Sudek. Ed Ruscha produsse lunghi leporelli di semplici immagini scattate lungo le strade come quelle al Sunset Strip di Hollywood.

Jean-Claude Gautrand - Forteresses Du Dérisoire

Manfred Hamm è stato un interprete importante del patrimonio industriale. Reinhart Wolf fotografò le teste dei grattacieli di New York, le case della Georgia, i castelli spagnoli e tedeschi così come l'architettura vernacolare giapponese. Jean-Claude Gautrand e il filosofo Paul Virilio si interessarono all'archeologia dei bunker lungo la costa atlantica francese.

Gabriele Basilico - Genova, 1997

Gabriele Basilico andò lungo le coste del Mediterraneo per la sua serie sui porti italiani e francesi. Richard Pare fotografò i palazzi di giustizia negli Stati Uniti; Lewis Baltz registrò i cantieri industriali e i parcheggi in tutto il mondo; Stephen Shore si concentrò sugli incroci. Frank Gohlke, Joel Meyerowitz e William Eggleston ridussero il concetto delle loro serie alla casualità della loro comparsa in un determinato luogo, un concetto che sarà seguito da un gran numero di fotografi nei primi anni '80: Heinrich Riebesehl e Wilhelm Schürmann in Germania, Manfred Willmann in Austria, Luigi Ghirri e Giovanni Chiaramonte in Italia, Tony Ray-Jones e Martin Parr nel Regno Unito e Jay Ullal in India.

Il postmodernismo formò un cerchio completo quando il fotografo giapponese Yukio Futagawa iniziò a pubblicare la sua rivista Global Architecture concentrandosi sul periodo eroico dell'architettura moderna con le opere di Frank Lloyd Wright, Ludwig Mies van der Rohe, Le Corbusier e altri.

Nel 1980 la fotografia era ormai diventata un'arte a se stante, consolidata e considerata in tutto il mondo. Bernd Becher insegnò come professore all'accademia, la sua classe a Dusseldorf di fotografia di architettura sembrava costituire un importante sottoclasse di arte fotografica. Anche se la prima generazione dei suoi studenti, Tata Ronkholz, Volker Döhne, seguì il suo esempio che consisteva nel raccogliere campioni di architettura vernacolare o dimenticate, la seconda generazione cominciò a fare fotografia di architettura come fosse essa stessa un tema.

Andreas Gursky, Paris Montparnasse, 1993.

I più importanti fotografi provenienti da questa classe sono: Andreas Gursky, Candida Hô fer, Axel Hutte, Thomas Ruff (oggi successore di Becher sul sedile), Thomas Struth e Petra Wunderlich. Della terza ed ultima generazione solo una piccola parte rimase fedele alla fotografia di architettura: Laurenz Berges, Johannes Bruns, Elger Esser, Jongmyung Lee, Heiner Schilling e Josef Schulz. La classe di Becher era in competizione dagli anni '80 in poi, con un gruppo di studenti che si formarono nella Leipzig academy: Rudolf Schäfer, Max Baumann, Matthias Hoch, Frank-Heinrich Müller, Frank Silberbach, Marion Wenzel e Thomas Wolf.

Un certo numero di altri insegnanti in accademie e università europee e americane incorporarono la fotografia di architettura più o meno volontariamente nei loro piani di studio. Alcuni fotografi con un background in architettura, scultura, ingegneria o anche in informatica si annunciarono tra la fine del 1980 e l'inizio del 1990 come gli araldi della fine del modernismo e di un nuovo costruttivismo in fotografia di architettura.

Oggi, nella maggior parte dei dipartimenti di architettura e scuole di design, accademie e università, la fotografia di architettura è una parte integrante dell'istruzione di base.

lunedì 26 settembre 2016

Nikon Action Cam KeyMission 360, 170 e 80, caratteristiche tecniche e video


Le Action Camera di Nikon della serie KeyMission sono studiate per condividere le proprie esperienze ed avventure, da quelle quotidiane a quelle più estreme. All'inizio dell'anno, Nikon ha presentato la KeyMission 360, una Action Camera robusta in grado di registrare video a 360° effettivi in 4K UHD, al Photokina 2016 ha presentato altri due modelli della stessa serie, la KeyMission 170 e la KeyMission 80.

La KeyMission 170, resistente agli urti e impermeabile, è in grado di acquisire immagini di qualità e dinamici video 4K UHD grandangolari a 170°. Grazie all'intuitiva interfaccia e alla semplicità dei comandi, anche chi si avvicina per la prima volta al mondo delle Action Cam potrà registrare i video con estrema facilità. I versatili modi di ripresa, quali Slowmotion, Superlapse e Time-lapse, consentono di creare riprese di forte impatto per qualsiasi avventura.

L'ultrasottile KeyMission 80 è una fotocamera indossabile e robusta studiata per la rapida ripresa di foto e filmati. Consente di registrare tutti i momenti salienti di un'esperienza outdoor. È dotata di un obiettivo NIKKOR e di una seconda fotocamera da 4,9 milioni di pixel effettivi oltre che di un monitor LCD appositamente studiato per scattare selfie con estrema facilità.

KeyMission 80 supporta l'app SnapBridge, che consente alla fotocamera di essere costantemente connessa a uno smart device e di trasferire foto in modo automatico. KeyMission 360 e KeyMission 170 supportano l'app SnapBridge 360/170 che, oltre alla connessione diretta con uno smart device, permette di utilizzare le funzioni di modifica dei filmati e di ripresa a distanza. Grazie alla connettività SnapBridge, gli utenti possono ora trasferire e condividere le proprie avventure in maniera veloce.

Nikon ha inoltre presentato una vasta gamma di supporti e accessori opzionali. Per riprendere ogni momento con la massima libertà, sono disponibili cinghie per casco, cinture pettorali, supporti per tavole da surf ed impugnature per la ripresa a mano libera. Questi versatili supporti e accessori consentono di portare le fotocamere ovunque, dalle strade più impervie alle vette più alte.

FUNZIONI PRINCIPALI DI KEYMISSION 360


  • Registrazione di filmati 4K UHD/24p a 360°.
  • Adatta alle condizioni più estreme: impermeabile fino a 30 m senza bisogno di custodia subacquea, resistente agli urti da un'altezza massima di 2 m, resistente alle basse temperature fino a −10 °C e antipolvere.
  • Compatibile con l'app SnapBridge 360/170 (per smartphone e tablet) e la KeyMission 360/170 Utility (per computer).

Questo un video girato con la KeyMission 360, potete girarlo muovendo lo smartphone o con il puntatore del mouse.



FUNZIONI PRINCIPALI DI KEYMISSION 170


  • Dotata di funzione VR elettronica, supporta la registrazione 4K UHD/30p di filmati ultragrandangolari a 170°.
  • Corpo macchina robusto, impermeabile fino a 10 m, resistente agli urti da un'altezza massima di 2 m, resistente alle basse temperature fino a −10 °C e antipolvere. Inoltre, se si utilizza la custodia subacquea WP-AA1 (opzionale), la fotocamera è impermeabile fino a 40 m di profondità.
  • Compatibile con l'app SnapBridge 360/170 (per smartphone e tablet) e la KeyMission 360/170 Utility (per computer).
  • Include vari modi di ripresa/registrazione, fra cui Slowmotion FullHD a 120fps, Filmato + Foto, Filmato superlapse, Registrazione a ciclo continuo e Ripresa time-lapse.
  • Funzionamento semplice e intuitivo. Corpo macchina compatto che può essere facilmente fissato agli abiti e alle attrezzature.

Questo un video realizzato con la KeyMission 170.



FUNZIONI PRINCIPALI DI KEYMISSION 80


  • Estrema agilità: le principali funzioni, come la ripresa video, sono accessibili facilmente adoperando una sola mano.
  • Resiste a temporali improvvisi ed è impermeabile fino a 1 m, resistente agli urti da un'altezza massima di 1,5 m, resistente alle basse temperature fino a −10 °C e antipolvere. La fotocamera può svolgere un ruolo attivo in varie attività all'aperto, fra cui arrampicate, trekking, pesca e campeggio.
  • L'obiettivo NIKKOR stabilizzato e caratterizzato da uno speciale design, garantisce superiori capacità in termini di resa. Inoltre, la fotocamera è dotata anche di un secondo obiettivo posteriore per selfie, stabilizzato elettronicamente (eVR).
  • Supporto dell'app SnapBridge, che consente la connessione a uno smartphone o a un tablet.
  • Include vari modi di ripresa/registrazione, fra cui il Time-lapse per registrare i cambiamenti nel corso del tempo e Ripresa Percorso per catturare foto o filmati di viaggi.

Potete vederla in azione in questo video.


giovedì 22 settembre 2016

Fujifilm GFX e il suo nuovo sistema medio formato


Fujifilm GFX, il nuovo sistema medio formato per la fotografia professionale e non solo.

Nel video a fine articolo tutti i particolari sulla tecnologia, le nuove ottiche e lo sviluppo futuro.

In questa immagine una comparazione di vari sensori per darci un'idea delle proporzioni: iPhone 7 (~6.25×5.16mm), Olympus PEN (Four Thirds, ~18×13.5mm), Nikon D500 (APS-C, 23.5×15.7mm), Canon 5D S (full frame, 36x24mm), Fujifilm GFX 50S (43.8×32.9mm), and Phase One XF (53.7×40.4mm).



Le dichiarazioni di Panasonic sulla Lumix GH5 e sulla funzione 8K Photo


Ancora in fase di sviluppo, ma decisamente tecnologicamente molto avanzata la nuova top di gamma Panasonic Lumix GH5. Si parla del miglioramento del video 4K e della funzione 6K Photo che si spingerà fino a 8K.


mercoledì 21 settembre 2016

Una madre mostra una foto di suo figlio a un prigioniero di ritorno dalla guerra nel 1947


Questo articolo fa parte della rubrica: Le immagini che hanno fatto la storia

Questa fotografia iconica è stata scattata nel 1947, alla stazione ferroviaria del sud di Vienna, dove il fotografo Ernst Haas ha assistito al ritorno dei primi 600 prigionieri di guerra austriaci provenienti dall'Europa dell'Est. Le immagini di Haas mostrano il dolore e la speranza di persone alla ricerca dei loro parenti dispersi tra i sopravvissuti. 

La rivista Heute, pubblicata a Monaco dagli americani, ha pubblicato questa foto nel mese di agosto 1949, solo una settimana dopo è stata ripubblicata su LIFE, che porta alla svolta Haas come fotoreporter.

Questa foto fa parte di una serie a cui appartengono anche le foto qui di seguito.




lunedì 19 settembre 2016

La fotografia di reportage di Franco Pagetti


Franco Pagetti, che vive e ha sede in Italia, è un fotogiornalista dal 1994, attualmente membro dell’agenzia internazionale VII photo agency.

La maggior parte del suo lavoro tratta di situazioni di guerra, come i conflitti in Afghanistan, Kosovo, Timor Est, il Kashmir, la Palestina, Sierra Leone e Sudan meridionale.

Pagetti ha coperto il conflitto in Iraq a partire dal gennaio 2003, tre mesi prima dell'inizio della guerra. In seguito è stato quasi costantemente a Baghdad, principalmente su incarico per Time Magazine. Le sue immagini catturarono gli orrori della guerra, la breve lieve speranza dopo la caduta di Saddam Hussein, l'ascesa di gruppi di insorti e terroristi, e, più recentemente, l'inesorabile discesa in una sanguinaria guerra civile.

Non si è occupa solo di reportage di guerra, è stato anche in India, Città del Vaticano, Cambogia, Laos, Indonesia, Arabia Saudita e la sua nativa Italia. Oltre alla rivista Time, ha lavorato su incarico per Newsweek, il New York Times, The New Yorker e Stern. Il suo lavoro è stato pubblicato su Le Figaro, Paris Match, il Times di Londra, e The Independent.

Nel video in basso Franco Pagetti racconta la sua esperienza e ci parla del suo concetto di reportage.



A questo articolo "Franco Pagetti e il reportage oggi" trovate una sua video intervista.

venerdì 16 settembre 2016

Canon EOS M5 la mirrorless con prestazioni da Reflex


Le potenti prestazioni di una reflex digitale unite alla comodità di una compatta, la mirrorless Canon EOS M5 è la prima EOS a includere il processore DIGIC 7, racchiude il meglio della tecnologia imaging Canon, tra cui un sensore CMOS APS-C da 24,2 megapixel e un autofocus CMOS Dual Pixel per realizzare foto precise e video dinamici dallo stile cinematografico. Una perfetta alleata dei fotografi appassionati o alternativa alle fotocamere reflex di fascia intermedia, EOS M5 è il nuovo punto di riferimento nella gamma mirrorless Canon.

Il nuovo processore DIGIC 7 offre una maggiore potenza di elaborazione delle immagini con rumore ridotto, toni più ricchi e dettagli più definiti. In combinazione con l’autofocus CMOS Dual Pixel, i momenti più fugaci possono essere immortalati grazie alla velocità di scatto e alla precisione AF pari a quelle di una reflex digitale. Il sofisticato sistema di riconoscimento e inseguimento del soggetto di DIGIC 7 consente di mantenere a fuoco i soggetti più a lungo e con maggiore precisione, sia in modalità video che foto. Grazie alla maggiore nitidezza e alle elevate prestazioni, questo processore offre un’esperienza fotografica di grande qualità.


Dalle luminose giornate estive ai chiaroscuri in controluce, è possibile scattare utilizzando il sensore da 24,2 megapixel, il quale include microlenti gapless per massimizzare l’area del sensore, aumentando la sensibilità dei pixel alla luce e rendendo la fotocamera meno suscettibile al rumore digitale. Il sensore, che comprende tecnologie simili alla nuova EOS 80D, migliora anche la gamma dinamica e la latitudine di posa per belle sfumature e contrasti decisi. Per le situazioni in cui una ridotta profondità di campo è un requisito indispensabile, l’ampio sensore APS-C di EOS M5 rende più facile creare l’effetto sfondo sfocato (bokeh). Che si vogliano sfruttare giochi di luce particolari o semplicemente gestire riprese in condizioni insolite, è possibile selezionare la sensibilità ISO fino al notevole valore di 25.600 senza che si renda necessaria l’espansione.

EOS M5 offre una grande reattività d’uso: si avvia in un solo secondo e può scattare a 7 fps o 9 fps con AF fisso. Garantisce inoltre filmati Full HD 60p perfettamente stabili anche quando chi riprende si sta muovendo: la compensazione digitale del movimento della fotocamera su cinque assi rende i video privi di mosso, anche se si utilizza un obiettivo non stabilizzato; l’effetto migliora ulteriormente quando viceversa si utilizza un obiettivo dotato di Dynamic IS.


EOS M5 è stata creata per offrire massime prestazioni sulla base delle esigenze individuali di ognuno. L’ampio mirino elettronico incorporato è in posizione centrale, seguendo l’esempio delle reflex, è inoltre ad alta risoluzione e ha una velocità di refresh di 120 fps. Quando si utilizza il mirino, lo schermo LCD touch può essere trasformato in un touch pad, consentendo di utilizzare il pollice per cambiare il punto o la zona AF, imitando la funzione Multi-controller a joystick di una reflex. Per un totale controllo, il corpo con finitura premium ha diversi pulsanti esterni personalizzabili, tra cui una nuova ghiera da azionare con il pollice per un comodo controllo dell’esposizione. Per una totale versatilità, EOS M5 può essere utilizzata con oltre ottanta obiettivi EF mediante l’adattatore EF-EOS M, senza perdita di prestazioni o qualità.

Accanto a Wi-Fi e NFC, EOS M5 offre la connettività1 Bluetooth capace di stabilire una connessione costante tra lo smartphone e la macchina fotografica. Grazie a questa modalità è possibile visualizzare e trasferire le immagini senza dover tirar fuori la fotocamera dalla borsa in quanto consente di passare automaticamente alla connessione Wi-Fi. La funzione può essere utilizzata anche per trasformare lo smartphone in un semplice telecomando a basso consumo per facilitare riprese a distanza prolungate o per catturare scene che richiedono di scattare con la massima rapidità, come ad esempio nella fotografia naturalistica.

EOS M5 sarà disponibile da fine Novembre al prezzo suggerito al pubblico di € 1.159,99 per il solo corpo macchina.